Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
giovedì, aprile 17, 2008

Qui di seguito un mio intervento destinato al volume "Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete", che sarà presto pubblicato a cura del progetto ibrid@menti.
L'intervento non è poi stato incluso per motivi contingenti, lo pubblico qui.
Contiene alcuni sviluppi che saranno elaborati nella versione 7.2 di "I blog e la visione fideistica della rete".

BLOGPASSIONE
di William Nessuno

Questo mio intervento doveva intitolarsi “Grandezza e miseria della blogosfera”.
Più ci pensavo e meno il titolo mi piaceva. E non sapevo nemmeno perché. Forse a causa della parola “miseria”…
A proposito della Blog(o)sfera non si può parlare di grandezza né di miseria, solo di ricchezza: umana.
Con tutto il bello e il brutto che ciò comporta.
Basta fare una cavalcata “random” per incontrare blog di sfoghi personali, di storie personali, cronache di vita privata. E dall’altro lato blog di ricerca (come ibrid@menti per esempio), blog che si occupano esclusivamente di cultura, di letteratura, di cinema. Blog giornalistici. Blog di organizzazioni politiche e sociali.
Sulla tipologia dei blog è molto difficile fare dei distinguo “qualitativi”. Voglio dire, ho l’impressione che non sulle differenze qualitative si dovrebbe giocare la partita.
Differenze che certamente esistono, dato che non si può mettere a paragone il blog di un liceale quindicenne con i blog degli espertoni che hanno a loro attivo brillanti pubblicazioni. Bisogna partire comunque dal presupposto che essi avranno un pubblico di lettori completamente diverso.
Come scriveva William Saroyan: “Io credo solo che vi è l’uomo. Il resto è trucco, artifizio.” Saroyan, 1942
La Blog(o)sfera è un patrimonio umano, che va guardato con rispetto.  Sia che si parli dei “piccoli” blog personali che di quelli maggiormente istituzionalizzati.
Naturalmente la mia personale predilezione va ai primi, per tante ragioni.
Innanzitutto per la Passione che essi manifestano. E per l’umanità che contengono, nei loro spesso dolenti percorsi esistenziali: a volte esplicite richieste di solidarietà almeno virtuale.
“Che qualcuno mi dica che è solidale con la mia storia personale”.
Intanto, come scrivo nel mio “I Blog e La visione fideistica della rete” Nessuno, 2008, per favorire una “catalogazione anagrafica” dei blogger si mette a repentaglio l’enorme potenziale terapeutico del blog. Si corre il rischio di impedire alle persone di aprire una valvola di sfogo “schermata” nella quale raccontare le proprie vicissitudini umane, perché è inutile nascondersi dietro un dito: sapere che è proprio Pinco a scrivere quelle cose sulla sua famiglia o sul suo ambiente di lavoro, inibisce pesantemente Pinco nello scrivere.
Per fare un esempio, provate a pensare che il vostro ex-marito legga il vostro blog esclusivamente alla ricerca di appigli contro di voi, e che magari vada a riferirne agli assistenti sociali che seguono il caso di vostra figlia.
Poi vedrete come vi sentite liberi di scrivere.
“La rete è inserita nel binomio della sorveglianza-comunicazione ed è identificata di volta in volta a uno dei due termini, risultando così opposta all’altro”. Musso, 2007
Naturalmente a questi fattori di intricati rapporti umani -on e off line- a volte fanno seguito tanti problemi  che si cristallizzano nella rete.
Personalmente ho riscontrato per esempio che si sviluppano vere e proprie antipatie non motivate (se non dalla percezione on-line della personalità dell’antipatico, che ovviamente non si è mai “veramente” conosciuto. E, quantomeno, qui ci sarebbe molto da discutere).
Oppure, e queste sono logiche già più razionali, si attacca una persona che fa parte di un gruppo  e magari occupa un certo livello in quell’ambito al fine di screditarlo e magari prenderne il posto.
In quest’ambito, secondo alcuni, starebbe la presunta necessità di sapere con certezza chi discredita, chi attacca, chi insulta.
Qualunque giudizio “etico” si voglia dare di questi fatti, restano strettamente legati al fattore umano, e possono essere ben indagati da psicologi e psichiatri che, a mio modesto giudizio di non addetto ai lavori, si collochino in una posizione non solo scientifica, ma anche appunto umana e umanistica.
Alla metà degli anni ’90 ipotizzavo in alcuni racconti (ancora presenti qua e là in rete) anche la creazione di una “sociologia del network”. Probabilmente, non con questo nome, è già nata…
Dove esternare la propria Passione se non in rapporti on line –dove in teoria gli avatar godono di una primitiva egalité, almeno in una fase iniziale- visto che la vita di tutti i giorni tende a disumanizzarci, in molti casi in lavori alienanti o in disoccupazioni frustranti?
La Passione dunque secondo me è un fattore determinante per ogni azione che singoli individui compiono nella Blog(o)sfera.
Ed è alla base degli slanci eccezionalmente positivi e cooperativi così come delle cattiverie e delle ire che a volte esplodono.
Perché dovrei tenere un blog se non per passione? Perché dovrei partecipare a complessi progetti collettivi, se non per passione?
D’altro canto, mettere sullo stesso terreno una miriade di persone, personalità (per di  più “translate” dal medium particolare che esclude sguardi, espressioni, toni di voce) non può non vedere il nascere di incomprensioni, di liti, di rivalità virtuali.
Ma la Blog(o)sfera sta diventando anche un territorio presidiato.
Le Passioni degli individui apparentemente sono collocate in un quadro sociale ordinato (piattaforme blog o vattelapesca che siano) ma soprattutto apparentemente gratuito.
In verità, in alcuni casi si crea uno scambio ineguale, dove spesso il singolo contribuisce con la sua Passione che attrae altri appassionati (per plaudire o insultare, è lo stesso) e le piattaforme prosperano trasformando tutta questa Passione in un business che si pasce di inserzioni pubblicitarie. Senza parlare dei blog che si trasformano in fonte di reddito essi stessi.
Anche in questo caso non mi interessa dare giudizi.
Ho attraversato anche il periodo in cui mi scandalizzavo, ma sono cresciuto. Sarebbe ingenuo pensare che una macchina così costosa e ad alta innovazione come la rete non pretenda il suo tributo economico.
Quel che intendo dire è che la stratificazione “sociale” sta avendo corso anche nella blogsfera, non rispecchiando forse l’ordinamento della “real life”, ma creandone uno tutto suo, nel quale a venire messe a frutto sono la Passione e la Creatività dei singoli individui, i quali non ricavano nulla, a livello economico, ma procurano guadagni economici a terzi.
Io non credo nella presunta “consapevolezza” di tutti coloro che si muovono nella Blog(o)sfera. Sono milioni.
Ritengo i processi critici indispensabili, specie in un medium in evoluzione così rapida.
In ultima analisi mi sento di dire che criteri di discernimento nell’oceano della Blog(o)sfera per me stanno diventando (oltre al  valore intellettuale, che però è soggettivo ed è soprattutto legato a preesistenti affinità culturali, quasi alla scoperta di un simil-sè) sempre più l’onestà di intenti, la sincerità, l’assenza di secondi fini.  A volte l’ingenuità.
La Passione che traspare dagli scritti dei blogger stessi. 
Criteri difficilmente indicizzabili.


Saroyan W. (1942),  Che ve ne sembra dell’America?, Milano, Mondadori.
Musso P. (2007), L’ideologia delle reti. Milano, Apogeo
Nessuno W. (2008), I blog e la visione fideistica della rete, Lulu
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categoria: internet, blogsfera


venerdì, aprile 11, 2008



COME UN TAZE-BAO

Lo so. è un'illusione che tutti leggano quel che si scrive in un blog.
Comunque .
Chi passasse di qua, sappia che il mese di marzo (compreso questo inizio aprile) è stato estremamete impegnativo con trasferte continue dalla lombardia  alla puglia al piemonte (con passaggio per roma per i montaggi).
Ora vado a casa a votare.
QUINDI NON HO AVUTO IL TEMPO DI RISPONDERE NEMMENO ALLE EMAIL.
In particolare voglio ringraziare e scusarmi con Anna58 che ha fatto la revisone del mio libro "La Visione Fideistica" e Marco Minghetti che da tempo aspetta un mio pezzo calviniano per il suo metablog,
Per Ibrid@menti ho prodotto qualcosa, anche se probabilmente non al livello di tutti gli altri . 
Faccio del mio meglio, evidentemente non è abbastanza...
posted by williamnessuno alle ore 12:06 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: tempo, williamnessuno, ibrid@menti


mercoledì, marzo 26, 2008


SIAMO UOMINI O CAPORALI?

Davanti alla scuola frequentata dalla nostra ragazzina, all'ora di entrata e di uscita c'è un anziano signore "in borghese col cappello in divisa", o meglio con un giaccone tipo ANAS con la scritta roboante "Nonni e Viglii".
Normalmente bivacca discorrendo con altri anziani di calcio o di politica (la destra impazza, naturalmente).
Ma quando si avvicina il suono del campanello, mentre le auto dei genitori si accalcano, lui, indomito, inizia a spalettare avanti e indietro, "no qui non può stare", "si sposti", "via da lì", e non ci sono storie, ti fa allontanare. Uno zelo quasi asburgico, accidenti, quasi quasi lo ammiro anche se è un vero scassapalle, mi ricorda i vigli urbani  della mia hometown che non sentono cazzi, se ti devono randellare lo fanno con tutto l'aplomb del caso.
Lui, a dire il vero, un po' scomposto, nella giacca aperta oversize blu e giallo canarino catarifrangente e il cappelletto da U.S.S. Nimitz con qualcosa scritto sulla parte anteriore (non "Nimitz" di certo).  Vuoi mettere col fregio con i grifoni mandrogni che reggono la croce della Lega Lombarda (quella vera, of course, non la sbruffona riproposizione) e la scritta "deprimit elatos levat alexandria statos" che sancisce l'avvenuto sbertucciamento del Federico, non quello splendor mundi, quell'altro antenato imperiale con la barba rossa, per contrastare il quale fu fondata appunto la mia "città della paglia", (tetti dell'omonimo materiale), o della "palea" (circondari molto paludosi, tra i due strategici fiumi).
Insomma il vecchietto comincia a starmi sulle palle ma dall'altro lato lo ammiro.
Un così attento difensore delle regole nei circondari della Capitale! Terre di non fatturatori, di dimezzatori di affitti dichiarati con la scusa che le tasse sono troppo alte, e chissenefrega se TU le devi (e le vuoi) pagare tutte... E anzi le paghi di più perché i soldi che dai a loro non puoi nemmeno scaricarli.
Almeno col governo Prodi avevano preso un po' di cagozzo ("adesso non possiamo fare più le cose come si deve") e si dovevano inventare altri modi di NON fatturazione. Ma "dura minga, dura no". Gente finalmente felice, rasserenata che ora torna il Berlusca. "Nella Casa delle Libertà, ognuno fa un po' il cazzo che gli pare!"
Insomma, lo smulinante vigile (no no no nonno) proietta severo la sua protezione sugli infanti che sortiscono dalla scuola, con le prof (viglli anche loro) che si assicurano i ragazzini siano prelevati per certo dal genitore (o chi ne fa le veci).
E quando tutto il bailamme si esaurisce, e la via torna quieta, il Nonno e Vigile si avvia alla sua Panda nuovo modello  giallo citrino.
Parcheggiata quotidianamente, regolarmente in uno spazio giallo anche lui, formalmente destinato a un qualche sfortunato handicappato.
E 'sciao.
Chi custodisce i custodi?
posted by williamnessuno alle ore 16:35 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: etica, alessandria, rage, williamnessuno


domenica, marzo 23, 2008


LA SAPEVA LUNGA

"Questo popolo di mangiatori di maccheroni non riesce a distinguere il sano dall'amente."

Carlo Emilio Gadda

in
"L'ingegnere in blu" di Alberto Arbasino, Adelphi, gennaio 2008
posted by williamnessuno alle ore 23:40 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, scrittura, gadda


venerdì, marzo 21, 2008


COME ALLA APPLE....

....è andato tutto al meglio pur avendo sbagliato tutto.

(praticamente il mio esatto contrario...)

Articolo su WIRED (in inglese)

posted by williamnessuno alle ore 00:03 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: apple


giovedì, marzo 13, 2008



BRAVO, VERAMENTE BRAVO 2

Problema dei precari che non hanno un reddito certo permanente: uno sfigato sposa una riccona, una sfigata sposa un riccone.
Il Berlusca ha sempre una soluzione pronta per tutti.
Che genio quell'uomo.
(hahahahaha ci siamo schiantati dal ridere)
posted by williamnessuno alle ore 23:50 | Permalink | commenti (25) / commenti (25) (pop-up)
categoria: politica


domenica, marzo 09, 2008


BRAVO, VERAMENTE BRAVO
(dimostrazione di stile)


posted by williamnessuno alle ore 14:45 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: etica, politica


mercoledì, marzo 05, 2008


AB ORIGINE

"Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò dire "questo è mio" e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli , fu il vero fondatore della società civile."

Jean-Jacques Rousseau, "Origine della disuguaglianza".
posted by williamnessuno alle ore 12:51 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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mercoledì, febbraio 27, 2008


WEB DAYS 2008, PART ONE


WebDays 2008 a Torino
è stata una manifestazione di grande interesse (come del resto l'edizione del 2005), ha messo in fila conferenze di punta molto stimolanti. 
E poi, il Torino Bar Camp 2008, giornata con duecentocinquanta iscritti. Giornata nella quale anche io ho tenuto un modesto intervento, vivacizzato dal pacato dibattito con Gaspar Torriero, che ringrazio, con Gareth Jax e con tutti gli altri radi presenti.

La mattina del 22 ho assistito con grande curiosità (e un po' di nervosismo) alla conferenza coordinata da Arsenio Bravuomo, che conduceva nel percorso "la morte dell'intermediario (e dell'autore)" Antonio Tombolini, Marianna Martino di Zandegù. Tommaso Labranca ed Eleonora Gandini della ormai mitica (e mitizzata) editrice online Lulu.com
Il coordinatore ha esordito con una slide (che sucessivamente definirà "provocatoria") che avrebbe dovuto sintetizzare l'abbattimento di barriere alla pubblicaione che la rete ci concederebbe:

Prima:
AUTORE___casa di produzione /editrice____distributore______ FRUITORE

Adesso:
AUTORE________________FRUITORE

Il presunto meccanismo l'ho già ampiamente criticato nel mio libro "La visione Fideistica", la mia teoria è che l'incontro autore-lettore, a fronte di una tale mole di informazioni che circolano sulla rete, sia del tutto random e non necessariamente automatico nè certo.
Non credo nemmeno (ma qui posso essere accusato di invidia, lo so) che su internet  le cose "che valgono" alla fine avranno successo, per una sorta di selezione naturale. Sarà che al darwinismo a livello di idee non ho mai creduto...

Antonio Tombolini diceva giustamente che l'intermediario continua ad esisetere, ed è LA RETE (io aggiungerei: con le sue complessità). Sottolineava che questo intermediario non è affatto "neutrale", facendo l'esempio di Google

Tommaso Labranca svelava i meccanismi perversi dell'editoria tradizionale (testi completamente riscritti dall'Editore o da un pool di autori che poi firmano per il nome già affermato di turno). Faceva l'esempio tra gli altri del libro di Pulsatilla del 2006.
Poi spiegava che gli scrittori non guadagnano dal loro pubblicare (a parte rarissimi casi) ma dall' "indotto" (articoli di giornali, conferenze eccetera) che la popolarità porta con sè.
.
Questo dava il destro a Tombolini per sostenere che in fondo gli Autori possono tranquillamente rinunciare ai propri miseri redditi/diritti, a favore dello scambio di comunicazione.
Tutto pareva strano, dal momento che l'intermediario-internet  era assolutamente presente, ovvero la rappresentante di Lulu.
E  appariva chiaro che comunque sugli Autori che scrivono sulla rete è in corso un fenomeno di commercializzazione: ovvero, non è che nessuno ci guadagna. Che tutto sia gratis in uno scambio di totale generosità (un mio amico, Andrea Ovcinnicoff, - Offstudio, alla fine degli anni 80 aveva fondato una formula in ambito mail art - arte postale: il GENERATTIVISMO).
A guadagnare però nel nostro caso sono altri.
I proprietari di (non si discute, billantissime) idee COMMERCIALI.
Quindi apparirebbe che alla fine la rete favorisca NON le idee tout-court, ma le idee di business.
Altolà, lo sfruttamento del desiderio di pubblicazione è in corso da sempre off-line, le case editrici a pagamento sono sempre pronte: io stesso ho ricevuto due proposte simili negli ultimi due anni. "Pagare denaro, pubblicare tuo libro". Quindi non c'è da fare i moralisti.
Si crea un mercato e c'è chi deve/sa guadagnarci, si chiami Lulu o Palomar è uguale, anzi, Lulu è più equa. Se per uno strano (remoto) caso vende una copia del tuo libro ti riconosce un guadagno (che tu stesso stabilisci).
Poco piacevole la parentesi nella quale si diceva che duecentomila testi sono stati pubblicati con Lulu ma che pochissimi possano essere considerati validi (non vorrei ricordare male ma mi pare sia stato detto "uno o due"...). E certamente tra questi non c'è il mio. ;-)
Questo a sottolineare (involontariamente) l'inutilità di un'operazione del genere.
Fermo qui il report riferendo della giusta osservazione di Labranca: la figura dell'Editor (colui che cura l'opera di un autore, dà suggerimenti per modifche o correzioni) e che contribuisce al MIGLIORAMENTO dell'Opera, nell'ipotesi lineare di Bravuomo risulterebbe comunque e putroppo scomparsa.


Foto su Flickr di WebDays e BarCamp

William Nessuno e Garteh Jax a pranzo, foto di Roberta Milano.


posted by williamnessuno alle ore 19:21 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: internet, editoria, scrittura, blogsfera, evoluzionismo, webdays


sabato, febbraio 16, 2008


E' PRONTO
posted by williamnessuno alle ore 01:03 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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martedì, febbraio 12, 2008


COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Tutti gli indirizzi magnethic.it non funzioneranno per un paio di giorni (tanto per facilitare il periodo), chi volesse - dovesse contattarmi:

willubik@libero.it
Grazie.
posted by williamnessuno alle ore 19:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, febbraio 10, 2008


PAUSA

Nno che sia sicuro che vi interessi veramente.
Non ho più scritto (da nessuna parte) perché sono stato molto impegnato su un progetto pesonale che, quasi certamente, domani sarà chiuso,
A presto.
posted by williamnessuno alle ore 22:39 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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