Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
lunedì, luglio 14, 2008


TEMPO

siouxsie 2008

E adesso tocca a noi -intesi come generazione- andare ai concerti con i bambini piccoli, come vedevamo fare agli appasionati degli anni settanta una decina di anni fa. Ce n'erano diversi, di bambini, al concerto di Siouxsie, "la regina del dark", dal riconoscibilissimo trillo o urlo, in un teatro romano meravigloso di per sè, in una serata quieta che più quieta non si può. Bambini addirittura in passeggino, poi alcuni di sei sette anni, una bambina coi capelli biondi e ricci e vaporosi che sembra la nemesi del dark e della stessa Siouxsie.
Difficile rievocare gli scontri che contraddistinguevano il perido punk, difficile perfino immaginarli, difficile figurarsi Siouxsie con la zazzaretta corta, Siouxsie che aggredisce i bobbies, Siouxsie che frequenta Blondie.
Punk giovani e iconografici con la cresta non ne mancavano, al concerto, ma erano più i quasi-cinquantenni che sfoggiavano le loro insegne di battaglia, tee shirts non solo di Siouxsie ma di praticamente ogni gruppo che ha fatto parte della scena dark: The Cure, Bauhaus, Sisters of Mercy, poi NIN. Einsturzende, e con mia grande soddisfazione tante tee shirt dei Joy Division, in particolare quella con le onde di "Unknown Pleasures". Per uno strano caso ne avevo comprata una anche io porprio lo stesso giorno, prima di scoprire che c'era il concerto di Siouxsie. Tuttavia non la indossavo. La indossa invece il mio avatar su SL: la tee mi è stata creata dall'amico Asian Lednev. Son tempi  complicati, questi.
Poi un pubblico eterogeneo di età diverse.
La performance di Siouxsie è sempre avvincente. senza evitare di eseguire i brani dal nuovo disco (stupenda "into a swan""Mantaray" non si risparmia nei brani vecchi e vecchissimi: Christine, IsraelSpellbound, Happy House, Dear Prudence, Nightshift,  Arabian Knigts.
Manca un po'il periodo centrale della sua carriera, avrei voluto ascoltare "Cities in Dust" (che nel teatro romano ci stava proprio) e Land's Ends, pazienza, le avevo ascoltate nell'ultimo concerto suo al quale ero stato. Improvvisamente mi appare chiaro che questo era nel 1994. Quasi 15 anni fa.
La Regina del Dark balla e saltella cinque volte più lentamente di quella volta, ma ci tiene a mostraci quanto sia in forma e si porta il piede alla testa in una sorta di spaccata da in piedi. Come sempre ha personalità da vendere, è un'artista serena adesso, che si mantiene alla larga da certe asprezze, tratta il pubblico con grande affetto. E la sua voce, lo sappiamo tutti, negli anni non ha fatto che migliorare.
Alla prossima...
posted by williamnessuno alle ore 13:36 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: tempo, siouxsie


martedì, luglio 01, 2008

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mercoledì, giugno 18, 2008


IL GRANDE PAESE


Sto rivedendo dopo tanti anni "Il Grande Paese" ("the big country", 1958).
MI ricordo che quando avevo pochi anni mio padre mi raccontava questo film al posto delle favole per farmi addormentare.

Faceva l'imitazione dei caratteristi ("...ventimila, trentamila, cinqantamila...") e la colonna sonora con la bocca.

Grandi ricordi.
posted by williamnessuno alle ore 23:34 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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venerdì, giugno 06, 2008


SPAZIO UBIK SU POST UTOPIA


Mac-Ubik
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giovedì, maggio 22, 2008


EFFICACE, TROPPO EFFICACE

Ieri sera ero al supermercato, volevo comprare del prosciutto crudo di Parma, poi mi è venuta in mente la terribile pubblicità che fa fare la figura della scema a quella che chiede solo "prosciutto crudo".
Siccome quelli stanno tentando (psicologicamente) di obbligarci a scegliere il Prosciutto di Parma tra tante qualitè perché altrimenti si è fessi, io, anche se volevo proprio quello, non ho avuto voglia di dirlo per non accontentarli.
Ovviamente la prossima volta mi regolerò diversamente, ma stavolta ho voluto fare la figura di quello che dice solo "prosciutto crudo".
Talmente antipatica mi sta quella pubblcità.
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categoria: rage, pubblicità


martedì, maggio 20, 2008


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO KUBLAI SU SL

Kublai: presentazione del  progetto su SL

Domenica è stato presentato a cura di Mr. Volare (Alberto Cottica), alla presenza discretissima e defilata di Junikiro Jun (Giuseppe Granieri), il progetto Kublai.
La Platea era nutritissima, gli avatar affollavano lo spazio previsto fino a causare un rallentamento dei sistemi di gestione della Second Life.
Su Flickr (dove consiglio di guardare la foto a grandezza "naturale") ho messo anche didascalie sulla Seconda Identità dei presenti.
Auguro a tutti gli amici kublaian un buon lavoro, adesso.
posted by williamnessuno alle ore 10:32 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: second life, kublai


domenica, maggio 18, 2008


ALLA MOSTRA DI MARCO MANRAY


Avatar è sexy

Il nuovo Avatar (defiitivo)  di MacEwan Writer in visita alla galleria overfoto su SLwww.overfoto.it.
In mostra la videoinstallazione di Marco Manray dal titolo "walking avatars".
Marco è autore del libro "Io, reporter in second life", recentemente pubblicato da Feltrinelli.
E' un esempio per tutti coloro che vogliono cimentarsi con la fotografia su SL.
posted by williamnessuno alle ore 10:08 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: second life, sl


venerdì, maggio 16, 2008


CONVEGNO IBRID@MENTI A VENEZIA

Splinder e Università Ca' Foscari di Venezia
presentano Sabato 17 Maggio 2008 a Venezia, nel corso di un convegno, i primi risultati del progetto ibrid@menti , il laboratorio in cui Università e blogger si sono confrontati grazie a un blog ospitato su Splinder.
Verrà anche presentato  il volume "PRATICHE COLLABORATIVE IN RETE", che ospita contributi di 25 autori.
posted by williamnessuno alle ore 11:25 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: internet, blogsfera, ibrid@menti


giovedì, maggio 15, 2008


MEGLIO CAMBIARE, NO?

MacEwan_001

ritratto di MacEwan Writer, aspetto provvisorio
posted by williamnessuno alle ore 23:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cyberpunk, fotografia ritratto, cyberavatar, second life


giovedì, aprile 17, 2008

Qui di seguito un mio intervento destinato al volume "Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete", che sarà presto pubblicato a cura del progetto ibrid@menti.
L'intervento non è poi stato incluso per motivi contingenti, lo pubblico qui.
Contiene alcuni sviluppi che saranno elaborati nella versione 7.2 di "I blog e la visione fideistica della rete".

BLOGPASSIONE
di William Nessuno

Questo mio intervento doveva intitolarsi “Grandezza e miseria della blogosfera”.
Più ci pensavo e meno il titolo mi piaceva. E non sapevo nemmeno perché. Forse a causa della parola “miseria”…
A proposito della Blog(o)sfera non si può parlare di grandezza né di miseria, solo di ricchezza: umana.
Con tutto il bello e il brutto che ciò comporta.
Basta fare una cavalcata “random” per incontrare blog di sfoghi personali, di storie personali, cronache di vita privata. E dall’altro lato blog di ricerca (come ibrid@menti per esempio), blog che si occupano esclusivamente di cultura, di letteratura, di cinema. Blog giornalistici. Blog di organizzazioni politiche e sociali.
Sulla tipologia dei blog è molto difficile fare dei distinguo “qualitativi”. Voglio dire, ho l’impressione che non sulle differenze qualitative si dovrebbe giocare la partita.
Differenze che certamente esistono, dato che non si può mettere a paragone il blog di un liceale quindicenne con i blog degli espertoni che hanno a loro attivo brillanti pubblicazioni. Bisogna partire comunque dal presupposto che essi avranno un pubblico di lettori completamente diverso.
Come scriveva William Saroyan: “Io credo solo che vi è l’uomo. Il resto è trucco, artifizio.” Saroyan, 1942
La Blog(o)sfera è un patrimonio umano, che va guardato con rispetto.  Sia che si parli dei “piccoli” blog personali che di quelli maggiormente istituzionalizzati.
Naturalmente la mia personale predilezione va ai primi, per tante ragioni.
Innanzitutto per la Passione che essi manifestano. E per l’umanità che contengono, nei loro spesso dolenti percorsi esistenziali: a volte esplicite richieste di solidarietà almeno virtuale.
“Che qualcuno mi dica che è solidale con la mia storia personale”.
Intanto, come scrivo nel mio “I Blog e La visione fideistica della rete” Nessuno, 2008, per favorire una “catalogazione anagrafica” dei blogger si mette a repentaglio l’enorme potenziale terapeutico del blog. Si corre il rischio di impedire alle persone di aprire una valvola di sfogo “schermata” nella quale raccontare le proprie vicissitudini umane, perché è inutile nascondersi dietro un dito: sapere che è proprio Pinco a scrivere quelle cose sulla sua famiglia o sul suo ambiente di lavoro, inibisce pesantemente Pinco nello scrivere.
Per fare un esempio, provate a pensare che il vostro ex-marito legga il vostro blog esclusivamente alla ricerca di appigli contro di voi, e che magari vada a riferirne agli assistenti sociali che seguono il caso di vostra figlia.
Poi vedrete come vi sentite liberi di scrivere.
“La rete è inserita nel binomio della sorveglianza-comunicazione ed è identificata di volta in volta a uno dei due termini, risultando così opposta all’altro”. Musso, 2007
Naturalmente a questi fattori di intricati rapporti umani -on e off line- a volte fanno seguito tanti problemi  che si cristallizzano nella rete.
Personalmente ho riscontrato per esempio che si sviluppano vere e proprie antipatie non motivate (se non dalla percezione on-line della personalità dell’antipatico, che ovviamente non si è mai “veramente” conosciuto. E, quantomeno, qui ci sarebbe molto da discutere).
Oppure, e queste sono logiche già più razionali, si attacca una persona che fa parte di un gruppo  e magari occupa un certo livello in quell’ambito al fine di screditarlo e magari prenderne il posto.
In quest’ambito, secondo alcuni, starebbe la presunta necessità di sapere con certezza chi discredita, chi attacca, chi insulta.
Qualunque giudizio “etico” si voglia dare di questi fatti, restano strettamente legati al fattore umano, e possono essere ben indagati da psicologi e psichiatri che, a mio modesto giudizio di non addetto ai lavori, si collochino in una posizione non solo scientifica, ma anche appunto umana e umanistica.
Alla metà degli anni ’90 ipotizzavo in alcuni racconti (ancora presenti qua e là in rete) anche la creazione di una “sociologia del network”. Probabilmente, non con questo nome, è già nata…
Dove esternare la propria Passione se non in rapporti on line –dove in teoria gli avatar godono di una primitiva egalité, almeno in una fase iniziale- visto che la vita di tutti i giorni tende a disumanizzarci, in molti casi in lavori alienanti o in disoccupazioni frustranti?
La Passione dunque secondo me è un fattore determinante per ogni azione che singoli individui compiono nella Blog(o)sfera.
Ed è alla base degli slanci eccezionalmente positivi e cooperativi così come delle cattiverie e delle ire che a volte esplodono.
Perché dovrei tenere un blog se non per passione? Perché dovrei partecipare a complessi progetti collettivi, se non per passione?
D’altro canto, mettere sullo stesso terreno una miriade di persone, personalità (per di  più “translate” dal medium particolare che esclude sguardi, espressioni, toni di voce) non può non vedere il nascere di incomprensioni, di liti, di rivalità virtuali.
Ma la Blog(o)sfera sta diventando anche un territorio presidiato.
Le Passioni degli individui apparentemente sono collocate in un quadro sociale ordinato (piattaforme blog o vattelapesca che siano) ma soprattutto apparentemente gratuito.
In verità, in alcuni casi si crea uno scambio ineguale, dove spesso il singolo contribuisce con la sua Passione che attrae altri appassionati (per plaudire o insultare, è lo stesso) e le piattaforme prosperano trasformando tutta questa Passione in un business che si pasce di inserzioni pubblicitarie. Senza parlare dei blog che si trasformano in fonte di reddito essi stessi.
Anche in questo caso non mi interessa dare giudizi.
Ho attraversato anche il periodo in cui mi scandalizzavo, ma sono cresciuto. Sarebbe ingenuo pensare che una macchina così costosa e ad alta innovazione come la rete non pretenda il suo tributo economico.
Quel che intendo dire è che la stratificazione “sociale” sta avendo corso anche nella blogsfera, non rispecchiando forse l’ordinamento della “real life”, ma creandone uno tutto suo, nel quale a venire messe a frutto sono la Passione e la Creatività dei singoli individui, i quali non ricavano nulla, a livello economico, ma procurano guadagni economici a terzi.
Io non credo nella presunta “consapevolezza” di tutti coloro che si muovono nella Blog(o)sfera. Sono milioni.
Ritengo i processi critici indispensabili, specie in un medium in evoluzione così rapida.
In ultima analisi mi sento di dire che criteri di discernimento nell’oceano della Blog(o)sfera per me stanno diventando (oltre al  valore intellettuale, che però è soggettivo ed è soprattutto legato a preesistenti affinità culturali, quasi alla scoperta di un simil-sè) sempre più l’onestà di intenti, la sincerità, l’assenza di secondi fini.  A volte l’ingenuità.
La Passione che traspare dagli scritti dei blogger stessi. 
Criteri difficilmente indicizzabili.


Saroyan W. (1942),  Che ve ne sembra dell’America?, Milano, Mondadori.
Musso P. (2007), L’ideologia delle reti. Milano, Apogeo
Nessuno W. (2008), I blog e la visione fideistica della rete, Lulu
posted by williamnessuno alle ore 12:30 | Permalink | commenti (29) / commenti (29) (pop-up)
categoria: internet, blogsfera


venerdì, aprile 11, 2008



COME UN TAZE-BAO

Lo so. è un'illusione che tutti leggano quel che si scrive in un blog.
Comunque .
Chi passasse di qua, sappia che il mese di marzo (compreso questo inizio aprile) è stato estremamete impegnativo con trasferte continue dalla lombardia  alla puglia al piemonte (con passaggio per roma per i montaggi).
Ora vado a casa a votare.
QUINDI NON HO AVUTO IL TEMPO DI RISPONDERE NEMMENO ALLE EMAIL.
In particolare voglio ringraziare e scusarmi con Anna58 che ha fatto la revisone del mio libro "La Visione Fideistica" e Marco Minghetti che da tempo aspetta un mio pezzo calviniano per il suo metablog,
Per Ibrid@menti ho prodotto qualcosa, anche se probabilmente non al livello di tutti gli altri . 
Faccio del mio meglio, evidentemente non è abbastanza...
posted by williamnessuno alle ore 12:06 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: tempo, williamnessuno, ibrid@menti


mercoledì, marzo 26, 2008


SIAMO UOMINI O CAPORALI?

Davanti alla scuola frequentata dalla nostra ragazzina, all'ora di entrata e di uscita c'è un anziano signore "in borghese col cappello in divisa", o meglio con un giaccone tipo ANAS con la scritta roboante "Nonni e Viglii".
Normalmente bivacca discorrendo con altri anziani di calcio o di politica (la destra impazza, naturalmente).
Ma quando si avvicina il suono del campanello, mentre le auto dei genitori si accalcano, lui, indomito, inizia a spalettare avanti e indietro, "no qui non può stare", "si sposti", "via da lì", e non ci sono storie, ti fa allontanare. Uno zelo quasi asburgico, accidenti, quasi quasi lo ammiro anche se è un vero scassapalle, mi ricorda i vigli urbani  della mia hometown che non sentono cazzi, se ti devono randellare lo fanno con tutto l'aplomb del caso.
Lui, a dire il vero, un po' scomposto, nella giacca aperta oversize blu e giallo canarino catarifrangente e il cappelletto da U.S.S. Nimitz con qualcosa scritto sulla parte anteriore (non "Nimitz" di certo).  Vuoi mettere col fregio con i grifoni mandrogni che reggono la croce della Lega Lombarda (quella vera, of course, non la sbruffona riproposizione) e la scritta "deprimit elatos levat alexandria statos" che sancisce l'avvenuto sbertucciamento del Federico, non quello splendor mundi, quell'altro antenato imperiale con la barba rossa, per contrastare il quale fu fondata appunto la mia "città della paglia", (tetti dell'omonimo materiale), o della "palea" (circondari molto paludosi, tra i due strategici fiumi).
Insomma il vecchietto comincia a starmi sulle palle ma dall'altro lato lo ammiro.
Un così attento difensore delle regole nei circondari della Capitale! Terre di non fatturatori, di dimezzatori di affitti dichiarati con la scusa che le tasse sono troppo alte, e chissenefrega se TU le devi (e le vuoi) pagare tutte... E anzi le paghi di più perché i soldi che dai a loro non puoi nemmeno scaricarli.
Almeno col governo Prodi avevano preso un po' di cagozzo ("adesso non possiamo fare più le cose come si deve") e si dovevano inventare altri modi di NON fatturazione. Ma "dura minga, dura no". Gente finalmente felice, rasserenata che ora torna il Berlusca. "Nella Casa delle Libertà, ognuno fa un po' il cazzo che gli pare!"
Insomma, lo smulinante vigile (no no no nonno) proietta severo la sua protezione sugli infanti che sortiscono dalla scuola, con le prof (viglli anche loro) che si assicurano i ragazzini siano prelevati per certo dal genitore (o chi ne fa le veci).
E quando tutto il bailamme si esaurisce, e la via torna quieta, il Nonno e Vigile si avvia alla sua Panda nuovo modello  giallo citrino.
Parcheggiata quotidianamente, regolarmente in uno spazio giallo anche lui, formalmente destinato a un qualche sfortunato handicappato.
E 'sciao.
Chi custodisce i custodi?
posted by williamnessuno alle ore 16:35 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: etica, alessandria, rage, williamnessuno



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