Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
venerdì, ottobre 29, 2004


COSI' FA NESSUNO

Mi presento al Teatro Comunale di Firenze per "Così Fan Tutte" di Mozart vestito come un vero regista: "Rokko Smithersons, reggista de filmaggi de paura (all black con chiodo: risparmiati i pantaloni di pelle e gli stivali da motocicilista).
Per fortuna il dottor G. non si formalizza, nemmeno mi chiede di recitargli qualche poesia de Kipli.
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categoria: cronache random di un regista


mercoledì, ottobre 27, 2004


WEB DAYS - PARTE QUARTA E ULTIMA (Derrick de Kerckhove show)

Siccome palesemente (dati i comment pari a zero) tutti si sono rotti le palle ai miei racconti dei web days, la mollo lì.
Ma non prima di aver fatto un cenno alla serata al Pueblo: i mitici mojitos del Direttivo, Silvia che si esibisce con un Gianduiotto gigante sulla testa (e Edy che si fa in quattro per fotografarsi con il singolare copricapo), il bravo presentatore trooooooppo anni 80 ma non mezzo dark, purtroppo: più stile Spandau Ballet.Le chiacchiere con Elena e Edy, l'apparizione (nel vero senso della parola)di Eloise, che già mi aveva steso con il suo ciuffetto biondo tra i capelli neri, e dopo, quando i capelli li ha sciolti... Francabandera che mette i dischi (pure loro troooooppppo anni 8o!) :-) e balla tutto compreso, Iso che parla al telefono con Sgrufoletta che mi ha chiamato "in teleconferenza" da un raduno in miniatura di Milano...
Fino alle due di notte tutto normale (thanks to Blulu).Dopo un po' meno... ;-)
Ma il vecchio Will, depotenziato da mattinata vissanesca, se ne era già andato....
Il mattino dopo, al'lAtrium (che ha pure lui forma di gianduiotto, mi dicono...), dopo Kiara e Axell, ,Derrick de Kerckhove.
Un signore che è stato SOLO allievo di Marshall McLuhan e che in un italiano ammirevole ci parla con verve di alcuni orizzonti futuri.
A chi gli chiede se è ottimista o pessimista lui dice che dopo l'11 settembre non si può essere ottimisti, che non è bene essere pessimisti, che comunque lui farà quel che è in suo potere per cambiare il mondo. Un approccio che mi è davvvero piaciuto...
Poi parla di come il web sta cambiando il mondo, di come non siamo ancora in presenza della "massa critica" internettiana per influenzare le cose ma che ci stiamo arrivando. Fa l'esempio delle prossime presidenziali americane. Cita lo stesso articolo sul giornalismo e i blog publicato da Wired al quale ho fatto riferimento alcuni post fa.
A chi gli chiede cosa ne pensa di quelli che rifiutano recisamente la validità della rete addirittura con giudizi beffardi, de Kerckhove risponde che è questione di scelte: c'è chi fa sport e chi non lo fa, c'è chi vive in rete e chi no: è una scelta dell'individuo. Il che finalmente mi da una risposta per la mia amica che mi stressa sempre con la cosa di "fare sport" e dall'altro lato rifiuta abbastanza recisamente la Rete... Insomma, siamo pari, a detta di de Kerckhove...
Uno show autoreferenziale di Carlo Infante (della serie "Derrick, io che ti mando sms sul tuo cellulare"...) mette fine alla illuminante cavalcata di de Kerckhove.
Vorrei tanto che l'organizzazione di WebDays avesse registrato e ne facesse una trascrizione.
Eh?
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categoria: recensione, internet, blogsfera, william, williamnessuno, mcluhan


martedì, ottobre 26, 2004


WEB DAYS - PARTE TERZA

La cena al Bu.net si snoda tra chiacchiere con Edy e Elena, e passaggi di saggezza con Efraim. Purtroppo sono troppo distante dalla adorate Kiara e Lilys, che chiacchierano con il solito mitico Suzuki.
Efraim è un filosofo che pare uscito dagli anni settanta come aspetto (beh, io sembro uscito degli 80 dal resto) e ha delle teorie molto affascinanti sulla politica, sulla necessità di migliorare il mondo indipendentemente dalla politica. Qualcosa di simile lo dirà il giorno dopo Derrick de Kerckhove, ma di questo parlerò più avanti.
Intanto fa la sua apparizione un nuovo personaggio in questo variegato panorama al Bu.net... Renzo Francabandera.
Eclettico personaggio -dj, ritrattista, scrittore, fotografo... peggio di me! :-) inizia a disegnare ritratti di alcuni commensali sulle tovagliette di carta da macellaio, giallo scuro. Li vedo ma sempre da lontano e al contrario, non so come fossero sul serio.
Francabandera vive a Roma, e quando viene a sapere che Edy è di Roma -non si sa se per innata simpatia, per gli occhioni neri o per la strepitosa scollatura della medesima Edy- inizia a dirle che il giorno dopo potrebbero fare il viaggio per la capitale insieme con la sua auto: Edy spiega che ormai vive a Torino per lavoro, ma Renzo -ammirevole- le pone la stessa domanda tre o quattro volte.
A tavola, Sasaki (uno degli autori presentati nell'Antologia di Einaudi "la notte dei blogger") chiacchiera fittamente con tutti.
Principalmente con quelli che hanno partecipato al libro. A un altro capo della tavolata c'è anche Proserpina, con la quale ho avuto qualche acceso scambio di idee in giornata. Ma poi lei è sempre sorridente e gentile e io non sono uno che non sappia capire che non tutti possiamo pensarla allo stesso modo su tutto (e tutti).
(continua)













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martedì, ottobre 26, 2004


WEB DAYS - PARTE SECONDA

Alla fine del dibattito "Dal Blog alla carta: A/R" tutti sciamano festosi verso case e alberghi per prepararsi alla serata.
Con Edy e Elena decidiamo di aspettarli in zona e ci dirigiamo verso un bar dove prendere un aperitivo.
Io come al solito mi lamento di qualche piccolo accidente esistenziale quando le due signore si indignano: "ma come fai a lamentarti, sei qui tra due donne che ti accompagnano!" In effetti, la bionda con gli occhi color oceano atlantico e la bruna vagamente gothic. E' vero. Ma è un po' come se il famoso detto "un cavaliere in mezzo a due dame ci fa la figura del salame" fosse stato dimenticato... :-)
Comuque: l'aperitivo si tramuta nella solita defaillance di William: le signore un prosecco, io un analcolico... Tanti stuzzichini, dovremmo trattenerci dato che è prevista una cena più o meno "solenne", in un locale dal nome molto poco solenne e quando mai adatto ai Web Days: il "Bu.net"! (per chi si collega da fuori Piemonte: il bunet è uno strepitoso dolce al cioccolato e amaretto).
E infatti quando raggiungiamo il gruppone -dopo una graziosa performance di Alessandra C. che fa finta (?) di essere schifata quando mi presento- ci imbranchiamo a piedi verso il locale (tranne Edy: dato che ha avuto da poco infortunio al malleolo, viene accompagnata in auto dal solerte SuzukiMaruti,...). Il locale è carinissimo, ha tavoli fatti a mano, asimmetrici, tutti con una @ al centro in mosaico di ceramica.
Io sono seduto accanto a Elena e alla mia destra ho Efraim. Di fronte ho Kiara, Lilys, Suzuki. e poi: ta-ttttttaaaaaaaa: Giulia.
Ecco: io con Giulia mi devo scusare, ma devo anche scusarmi con me stesso.
Ci eravamo conosciuti al Pueblo. Lei stava facendo una tesi sui blog. Avevamo parlato. Avevamo giocato con le parole magnetiche della Magnetic Poetry. Lei è graziosa, carina, intelligente. E io me la sono del tutto dimenticata. Diciamo che è a causa del rumore/semioscurità del Pueblo. Diciamo che in fondo l'avevo vista solo quella sera. Diciamo che la mia vita è randagia e conosco un'infinià di persone nuove di continuo.
Nondimeno il tutto mi pare imperdonabile.
Poi all'improvviso riaffiora tutto: gli occhi scuri, la collana nera. lunga e a grandi grani che avevo tanto apprezzato anche quella sera.















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martedì, ottobre 26, 2004


WEB DAYS - PARTE PRIMA

Sono arrivato all'Atrium allo stremo delle forze, dopo due giorni di salone del gusto con il Grande Chef.
Mi sono fiondato immediatamente nell'area operativa dell'esperimento di scrittura "MacEwan Indaga". Dato che dovevo coordinarlo.
In giro solo solo le colonne portanti del progetto Web Days,: Axell, KiaraBlog, SuzukiMaruti, Lilys. Con l'aggiunta di E.l.e.n.a.. Essendo lei una stakanovista del lavoro :-) ha fatto davvero una gran cosa a riuscire a lliberarsi questo sabato per essere al convegno.
Io smanetto in una postazione wi-fi per riuscire a riprendere il controllo della situazione, dato che da due giorni non ho nemmeno acceso il computer, ci ha pensato Suzuki (che è davvero un amico!) per me .
Poco alla volta arrivano altri ospiti del convegno, poi la squadra dei relatori capitanata da Loredana Lipperini e Zop.
Io del dibattito mi perdo tutto, ma non importa. Sono parecchio gratificato dall'interesse di alcune persone per la storia di MacEwan -uno dei miei "personaggi storici". C'è chi partecipa "in diretta" alla scrittura: quelli che lo fanno hanno in comune la mitezza di carattere, la misura, l'educazione (Gommaweb, Drkkangel, Quellachenonsei).
Sono quei momenti in cui sei felice di essere un blogger, e che ti dici che NON PUOI ESSERE DELUSO da tutte le esperienze che stai facendo nel settore. Qualunque cosa dicano quellli "che la rete crea rapporti fasulli", "quella non è vita vera".
Poi arriva anche Edy, una donna come minimo prorompente, con degli occhi da strega. (continua)













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domenica, ottobre 24, 2004

Nota veloce: l'esperimento di scrittura è stato prorogato fino al 31 ottobre. Il consiglio per tutti è di leggere l'inroduzione e le regole e scrivere un piccolo episodio autoconclusivo a partire da questi soli elementi. La storia è già molto lunga e sarebbe difficile tenere conto di tutto quello che è già stato scritto.

Consiglio anche di essere più "narrativi" e meno "riflessivi": fare in modo che ACCADANO fatti, e non concentrarsi solo speculazioni teoriche.

Grazie a Missy e Sgrufoletta per i comment qui sotto. Sono ancora operativo a Torino non sono stato greado di segiure QUESTO blog, di rispondere per tempo eccetera. Ciao

posted by williamnessuno alle ore 11:28 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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mercoledì, ottobre 20, 2004


ESPERIMENTO PER WEB DAYS

A http://macewan.splinder.com/ si trova l’esperimento di racconto collettivo che farà parte del progetto Web Days di Torino.
E’ già possibile partecipare!







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lunedì, ottobre 18, 2004


CAVALCARONO INSIEME

Will si aggira un po’ stranito per il villaggio, cerca un saloon. Ma ecco che una voce -familiare- lo fredda: “Hey signor Nessuno...”.
Chi può essere, in questa città straniera?
Sarà il momento di metter mano alle colt?
Dato che la città straniera è Torino, quella lì sembra proprio lei. La mitica KiaraBlog.
Will avrebbe tutti i motivi per rivolgersi ormai a lei con questa citazione totoista (dato che siamo davanti al Museo del Cinema): “Miss, mia cara Miss...”
Ma Will desiste.
Lui deve fare la regia di un servizio alla manifestazione “Cavalcarono insieme - cinquant’anni di cinema e televisione”.
Lei sarà lì come hostess nello splendore dei 35mm della Mole di Antonelli, che in qualche modo un po’ sfiga deve portarla, come sa chiunque abbia studiato a Torino.
E difatti gli artefici dirigenziali di questa cosa si sono comportati come sempre fanno gli artefici dirigenziali. Con incompetenza e approssimazione, purchè danneggi solo le “maestranze” e mai loro stessi.
Il mio Leader mi ha convocato per le 9. Il Leader di Kiara l’ha convocata per le otto e mezza. Dopo di che si scopre che la manifestazione inizierà alle 11... Andiamo al saloon, che è meglio...
Ci abbeveriamo (non avendo cavalli da abbeverare in questo Western da 4 soldi ci abbeveriamo da noi stessi) e io mi domando queae possa essere la somiglianza tra me e Jimmy Stewart (che mi è sempre stato simpatico, comunque).
Ma soprattutto, quale può essere la somiglianza tra la leggiadra Kiara e Richard Wydmark?
Misteri. Eppure: “Cavalcarono insieme” (“Two rode together”, di John Ford).
Inizia la sfida, Kiara indossa il suo “abito per uccidere”, la divisa da hostess blu blu, calze blu, scarpe blu, tutto blu. Una vera Unionista, US Cavalry: forse del settimo? Molto sobrio.
Will inizia a tentare di tenere sotto controllo l’incontrollabile Mr. GB, che prima “facciamo le interviste col gelato poi “no, col collarino”,, poi, “no, col gelato”... “Facciamole appartate”, facciamole in mezzo alla gente”. Per la serie l’inutilità del regista (io). Will cerca di tenere calma la sua troupe all’ennesimo cambio di collegamenti dei microfoni. Ma stanno già sbarellando.
Si sa: “Torinesi Bùgia nen” (il che mi fa pensare che Kiara NON sia una vera Torinese, essendo come l’onda del mare)
Mentre stiamo intervistando Gianni Amelio sento dire che lui ha iniziato come regista di cinema grazie alla TV, dopo aver realizzato dei “servizi” (che una volta chiamavano “corti”) per un programma sportivo. E così l’hanno chiamato...
Eh sì.... “La nave di Solero!” diceva il mio maestro delle elementari, dato che a Solero non c’è il mare (e nemmeno il fiume, credo, ma non so).
Dopo tre anni di “servizi-corti” di qualità una domanda sorge spontanea: dov’è finita la mia Harriflex?
Intanto la piccola elegante Kiara se ne sta accanto al tavolo dei relatori dritta come una corazziera, con anche la coda di cavallo che le spunta da dietro la testolina.
Ora la troupe sbarella sul serio. All’improvviso l’assistente per ragioni imperscrutabili si mette a correre verso il fondo sala e l’operatore si volta allibito: ma la cosa incredibile è CHE SMETTE DI RIPRENDERE mentre Mr. GB e Amelio parlano! Una cosa mai vista. Veramente, mai vista in tre anni. Una cosa da corte marziale, o marziana, data l’incomprensibilità. Lo tiro per la manica e si rimette all’opera, ma da quel momento IL MICROFONO non funzionerà più bene... Mr GB e Amelio non si accorgono di nulla, ma io sono incazzato come una biscia. Abbiamo perso una decina di secondi di intervista (e lì non so ancora che l’audio del DOPO sarà rovinato!).
Tra le quinte incontro con il mio vecchio vicesindaco che adesso è un pezzo grosso rai (l’ho sempre saputo, ma Will è tutto d’un pezzo -o idiota, fate voi, e non gli è mai passato per la testa di andare a farsi vedere/riconoscere). Ora ci incontriamo per caso. Ci stringiamo la mano, almeno. Will continua nella sua strategia del “tutto d’un pezzo” (pur chiedendosi se, parlando di se stesso William, si tratti di “un pezzo” sì, ma “di cretino”).
Chiudiamo il servizio, Mr. GB che è un uomo davvero iperattivo (io morirei velocemente al suo posto) deve correre all’aeroporto per andare altrove.
Allora ecco Kiara che riappare e dice “mi aspetti che mi cambio la divisa”?
Che domande. La aspetto sì. Andiamo a pranzo nell’area riservata ai media (-“E se mi vede la mia capa?” -“Tu dille che ti ha invitato un regista rai” -stile davvero poco Williamnessunesco, per un attimo come pavoneggiandosi. A sentirsi importante, almeno una volta in questo lavoro di menta. Una sola frase sopra le righe. Posso perdonarmi, forse).
In Libreria, dopo le crespelle: compro un libro su Branagh. William è sempre William.
Poi, la seconda parte del film: SCARPINARONO INSIEME
A piedi fino a Porta Nuova e oltre. Chacchiere sul blog day, considerazioni, riflessioni. Lascio Kiara alla fermata del bus e me ne vado in giro per Torino. Non immagino che nei pressi di Fnac mi aspetti un’altra sfida all’OK Corral.
E poi cena con Suzuki; il giorno dopo pranzo con Lilys e Kiara.
Gli amici Torinesi mi hanno coccolato. Mi sono sentito a casa. Anche se quegli ultiml 100 km non li ho di fatto percorsi.



































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lunedì, ottobre 18, 2004


AUTODAFE’

Facendo a pezzettini le lunghe lettere scritte con bella grafia dalla splendida genovese coi lunghi e ricci capelli rossi e gli occhi celesti, strappando la trama di quella grafia elegante e tondeggiante, tipicamente femminile, tracciata con pennarelli turchesi o arancioni.
Quasi risentendo la sua voce sempre roca di fumo parlare del cantante italiano del quale era “innamorata” (forse un giorno l’avrebbe conosciuto!) o delle discipline rituali e ripetitive praticate, per stare meglio. Nemmeno rileggendo cosa mai aveva da scrivermi per pagine e pagine.
Evocando il suono cartonato di altre cartoline da luoghi esotici scritte da altre mani incerte.
Due anni, due mesi, due giorni...Tutto immolato sull’altare dell’Ordine. Mio. Mentale.
“Clean it up! Clean it up!”
Mi sento più leggero, il cassetto più vuoto. Più spazioso.











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sabato, ottobre 16, 2004


DREAM ON DREAM ON

Su Magnethic Dreams nuovi sogni di Soucoupe e di William.






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venerdì, ottobre 15, 2004


NAUSEA

Uno spot del Ministero del Lavoro parla di coloro che non andranno in pensione e “potranno giocarsi il superbonus”, testuali parole.
Ecco cosa significa avere un governo televisonaro.

Per il compleanno del Papa, concerto dell’Armata Rossa.

Approvata la nuova Costituzione.

Un Ministro della Repubblica Italiana usa il termine “culattone” in un documento ufficiale del suo Ministero.

Mi arriva una meravigliosa email:
“abbiamo appena visitato questo blog: williamnessuno.splinde...
Vorremmo segnalarti il nostro Corso GRATUITO di Comunicazione Efficace. Vai su http://www.xyzh.co.it/ e riceverai le 5 lezioni gratuite nella tua email.”
Corso di Comunicazione EFFICACE, e per giunta DOPO aver visitato il mio blog?
Ma graaaaaazie! Ne avevo davvero bisogno, non mi basta essere iscritto all’ordine dei giornalisti, alla SIAE, scrivere per la radio rai, fare regia per la TV , girare video. Certamente, dopo il loro corso cambierà tutto nella mia vita.

Sarà che oggi c’è un tempo di merda, ma sono davvero depresso e in confusione.





















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venerdì, ottobre 15, 2004


COME MINIMO SIAMO ROVINATI

da “Wired” di settembre 2004:

“I giornalisti iniziano ogni giorno leggendo i blogs. Cercano di sentire il polso della gente, cercano storie che potrebbero essersi perse.
La blogsfera è diventata fondamentale - il plancton dell’ecologia dell’informazione.”
-Joe Tippi


Commento di William:

“Non vorrei mai fare parte di un circolo che annoverasse tra i suoi soci uno come me”.
-Groucho Marx















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mercoledì, ottobre 13, 2004


DECADENZA DI UN IMPERO

Negli aeroporti si legge ancora la parola “business” su molte insegne, pubblicitarie e non. Intanto il Libero Mercato -trasformato in concorrenza selvaggia deregolamentata- sprofonda tutto nel chaos della disorganizzazione, dei radar che non funzionano perchè non si è fatta la regolare manutenzione, dei ritardi sistematici. L’Alitalia non c’entra nulla ma adesso va di spare sulla croce rossa: tutti ce l’hanno con la compagnia di bandiera, anche se i ritardi sono generali e dovuti appunto al radar guasto a Milano, capitale dell’effcienza affaristica. Del "business".
Un coglione poco più vecchio di me con aspetto -e tono- da fascioleghista piemontese, abbronzato di Sestriere o di barca a vela, indignato al telefonino: “Da gennaio sui voli Alitalia non danno più i biscotti... Ma cazzo, tagliate sul personale, non sui biscotti!”
Ma sì, che tanto è meglio mettere sul lastrico delle famigie che rinunciare a quattro salatini del cazzo. Al muro, uno così. Che dice di rimpiangere “Pinochet e gli stadi” dove lui raccoglierebbe “tutta quella banda di sfaticati”.
Non so come ho fatto a non urlare. Certo, non avrei voluto ascoltare; ma era seduto di fianco a me.
“Poi dice che uno si butta a sinistra!” (Totò).
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categoria: cronache random di un regista


martedì, ottobre 12, 2004


EFFETTO MEDIASET

Per caso domenica ho visto un frammento del programma pomeridiano di Costanzo. E ho purtroppo intravisto Roberta Capua.
Roberta l'ho conosciuta e incontrata parecchie volte, anche se in modo superficiale: ma di certo è una delle donne più belle e anche PIU’ FINI, di classe- che io abbia mai visto in vita mia.
Ma a Canale 5 sono riusciti a rovinarla, con un trucco pesante (tipico loro), pettinature esagerate, affogandola tra Costantini e Platinettes... Una mia collega, devo dire con una certa delicatezza, ha commentato “dicono che sembra una cocotte”.
Vabbè, si può dire che è stata una sua scelta. Ma dall'altro lato perchè prendere la Capua per poi conciarla per farla assomigliare alla Canalis?
Misteri di un mezzo misterioso animato da retroscena e logiche misteriosi...










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domenica, ottobre 10, 2004

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giovedì, ottobre 07, 2004


SIGN O’THE TIMES

C’è stato un tempo (un anno,un anno e mezzo fa) in cui si puntava il dito con un minimo di spocchia nei confronti dei blog tenuti da semiadolescenti. Blog pieni di frasine tipo “ho tanto sonno” “oggi sono felice” e simili. E smiles a go-go.
Personalmente ho spesso sottolineato come con l’aumento esponenziale del numero dei blog questi fenomeni siano in qualche modo fisiologici. E come se non bastasse, dopo essercela menata tanto sulla “democraticità” del fenomeno-blog, sulla comunicazione “dal basso” e altre amenità è piuttosto contraddittorio scocciarsi proprio per quelle caratteristiche non-selettive.
Tra l’altro, di contro, alcuni famosi e bravissimi bloggers ce l’avevano coi giornalisti che erano approddati al blog, come degli estranei che volessero sfruttare un mezzo non loro...
Ma adesso abbiamo un altro meraviglioso fenomeno: il risentimento ANCHE contro i blogger più rinomati.(anche se quasi mai si fanno nomi e cognomi).
Le accuse sono iniziate qualche tempo fa con la pallosa invenzione del termine “blogstar”. In questa forma di risentimento nei confronti di gente che si è fatta conoscere per varie ragioni (essere stata pioniere/a, scrivere meglio della media, oppure essere gnocca e finire nell’inevitabile maeltstom della TV...), esprimendo il malcelato rfisentimento “perchè loro sì e io no?” . Questa frase l’ho sentita e letta personalmente, non me la sto inventando.
Insomma una forma di invidietta dissimulata (nemmeno troppo).
Adesso però le cose si fanno più serie: non si parte più dal pregiudizio/invidietta, ma da serie e circostanziate osservazioni critiche, anche se vaghe e non riferite a persone specifiche. “Ci sono giorni che, passeggiando per blog (anche quelli piu' titolati), il conformismo greve che si respira in quegli scritti, che vorrebbero essere originali, spiritosi oppure polemici e ficcanti, mi toglie il fiato."
Questo post ne è un esempio clarissimo. L’autore/autrice sembra una persona moderata, intelligente e colta (da quello che ho letto e dai suoi comment: e specie dal finale assolutamente da me condiviso di questo stesso post: è ingenuuo credere che la blogsfera sia in qualche modo diversa dal mondo circostante, che non lo rispecchi, che viva in un dorato eden qualitativo e creativo tutto suo), mi è sembrato opportuno sollevare l’argomento.
Alcune settimane fa in un locale pieno di bloggers, presentandomi a due persone, al mio nome mi sono sentito replicare con un sorrisetto: “ah, allora tu sei una blogstar, quindi una faccia di merda”.
Ho fatto finta di niente, sottolineando che non sono una blogstar e discorrendo tranquillamente. Penso (spero) la cosa sia stata ampiamente superata: CONOSCENDOCI. Superando il pregiudizio, l’etichetta. E magari stimandoci per le cose che facciamo e diciamo.
Credo che la blogsfera sia diventata smisurata e ipertrofica, e quindi ormai priva di quello spirito di corpo che inizialmente avevo scoperto negli scritti de La Pizia. Si formano correnti e scuole di pensiero (o non-pensiero...). Il che non necessariamente è un male, anzi.
D’altra parte mi sembra sempre e ancora fondamentale un minimo di autoanalisi (a differenza di quei geniali signori che accodandosi a Herzog sostengono “i blog si fanno, non se ne parla”).
In questo il post di “contaminazioni” ha un suo valore. Anche se personalmente sono abbastanza distante dalle analsi tipo “bello/brutto” “bravo/cattivo”.
I miei interessi si incentrano di più sugli aspetti “sociologici” e comportamentali nel passaggio dalla vita reale al cyberspazio. Come in Cyberavatar.
Già da ora invito “Contaminazioni” a partecipare.




















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mercoledì, ottobre 06, 2004


CHRONICLES FROM A FRAGMENTED LIFE

Caffé con il dott.G.
Suo rammarico per una recensione dura scritta a proposito di uno spettacolo di Spoleto (ne avevo detto in queste pagine), nella quale aveva definito la cantante “una gallina”. La poveretta gli ha telefonato in lacrime giustificandosi che era incinta di otto mesi e dicendo che ora ogni volta che fa una ricerca su google col suo nome le compare la cosa della “gallina”. Stupore tenero e infantile del dott. G., come se mai fino ad oggi si fosse reso conto del potere di un critico.

”Kovancina” al Comunale di Firenze. L’attualità delle tematiche: potere, fanatismo religioso, suicidi collettivi ammantati di aura sacra.
La mia incapacità di pensare ad un BENE assoluto; ma anche ad un MALE assoluto. Intrappolato nelle sfumature.

La simpatia del cantante Roberto Scandiuzzi che nella sua veste lunga e con la barba bianca ancora più lunga di “antico credente” si è autodefinito “Gandalf”. Le sue comparse per godersi l’ouverture nel nostro “palchetto operativo” con telecamera.

Pranzo a Firenze dal “Latini”, dove ti mettono a tavola con degli sconosciuti e sei in qualche misura obbligato a fare conversazione: mi è andata bene, un pasto divertentissimo, con una poroprietaria di agriturismo, un dirigente di banca puro fiorentino, un sedicente esperto di Opera che dice castronerie farcite di erudizione su Kovancina (quando l’ho raccontato al dott. G.!) senza parlare della strepitosa bistecca Fiorentina colossale tipo “gli antenati”.

I tentativi di seguire gli sviluppi di un progetto Torinese, sapendo che tutti sono operativi e io sono come al solito preso da altro, disperso.

Pranzo a Modena col dott.G. In un piacevole “Caffé Concerto” in piazza del Duomo. Molto rumore di fondo, però: altro che concerto.
Si arriva a parlare della “distrazione” così ognuno racconta qualche episodio. Divertente quello in cui il dott.G. prende dei franchi in banca e poi li “nasconde” in attesa della partenza: ma poi non ricorda DOVE. Eppure erano in un libro... Conclusione del dott. G. “Va bene nascondere qualcosa in un libro... Ma non se uno ne ha in casa quattordicimila...” :-)))
Superdivertente l’episodio del caffè: mette la macchinetta su una piastra elettrica e poi esce di casa dimenticando il tutto acceso. Quando torna oltre alla puzza micidiale trova la macchinetta del caffé INFISSA nella piastra rovente, tipo Excalibur. Deve poi chiamare un tecnico che venga a estrarre “la machinetta nella piastra”... Ma non essendò un elettricista-Artù in realtà dovrà sostituire tutta la parte...
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categoria: william, williamnessuno, cronache random di un regista


venerdì, ottobre 01, 2004


NOVITA'

Su Magnethic Dreams un nuovo sogno di Soucoupe.

Aggiornato anche Cyberavatar.








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