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“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
mercoledì, aprile 27, 2005


SENZA L'URLO

Edvard Munch
è uno di quegli artisti su cui c'è sempre un po' di approssimazione.
A partire dalla nazionalità.
Lui era norvegese e io credo che sia importante saperlo.
Come importante sarebbe esere stati in un museo norvegese e vedere qualche sua opera nel cuore dell'inverno con le ore di luce scarsissime, fuori il buio.
Dici Munch e dici "L'Urlo": basta fare una ricerca di immagini su google per vedere come sia sclerotizzata e radicata questa associazione.
La mostra a Roma mi ha permesso davvero di capire molte cose e di sintetizzare la mia conoscenza ddi Munch, piuttosto scarsa, dato che non è un dei miei artisti preferiti di inizio novecento.
E stato evidente come le parole "Follia", "Malattia", "Morte", "Angoscia" siano le chiavi d'accesso a una vita costellata di dolore e problemi connessi.
Come l'Urlo in effetti riassuma una sua sintesi stilistica che riemerge con forza anche in altre opere piuttosto ignorate.

Mi è parso particolarmente evidente come l'opera di Munch sia passata tra tante tante metamorfosi stilistiche, poi i critici parlano di simbolismo, espressioniso .
Ma questo non è per me troppo importante se paragonato all'eccletismo delle immagini, dove la pittura si alterna all'incisione in diverse sue forme, e i soggetti si inseguono e si ripetono nelle tecniche diverse. In questo quadro (proprio uno di quei che si ripetono con tecniche diverse) si vede comunque come la bellezza del sogetto femminile abbia uno stridente contrasto col feto angoscioso sulla sinistra. Dato che il soggetto è "Madonna" il piccolo feto sarà un Cristo già consapevole? Non so, ma mi mette angoscia sincera, come il laboratorio all'università di Pisa o la mia amica Regina del Sole quando parla delle sue mummiette cilene... :-)
Molto belle anche le fotografie di Munch.
Soprattutto autoritratti con esposizioni lunghissime che creano apparenti trasparenze e un'aura vagamente fantasmatica.
Quasi nascosto, un "urletto", una credo litografia di piccole dimensioni, messa in un posto poco evidente, quasi che i curatori temano possa suscitare qualche atto di follia o la tentazione di altro furto, un po' come è accaduto al quadro originale, scomparso nel nulla.

posted by williamnessuno alle ore 10:56 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
categoria: arte, recensione, pittura



Commenti
#1   27 Aprile 2005 - 10:59
 
ci vorrei andare anch'io alla mostra
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#2   27 Aprile 2005 - 11:18
 
Merita davvero. Evita i festivi se puoi.
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#3   27 Aprile 2005 - 12:26
 
L'urletto è piccolino, un quadretto. Perchè non citare la serie dei baci? Molto interessanti e stranamente sereni, anche la rivisitazione della morte di Marat è un momento importante dell'espressionismo. Lascia sedimentare e vedrai che quelle immagini ti sono rimaste dentro... nelle profondità dell'espressione.
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#4   27 Aprile 2005 - 12:49
 
é vero, ma il bacio più bello è quello in litografia. La mostra è stata davvero bella, per usare un aggettivo originale per delle opere d'arte.... Invece la mostra di Escher è stata estraniante (pareva di essere al Warner Village), troppa gente, troppe opere, troppi corridoi stretti, toccava fare la fila davanti ad ogni opera... La fila me la faccio per entrare, non per vedere, avevo la presunzione di esigere tranquillità ma evidentemente sbagliavo...un fenomeno commerciale e modaiolo... peccato
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#5   27 Aprile 2005 - 16:07
 
io ho visto solo "vampiro", in questo momento a Palazzo dei Normanni a Palermo. impressionante davvero
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#6   27 Aprile 2005 - 23:34
 
hai visto come fa sempre il cielo ?!
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#7   27 Aprile 2005 - 23:41
 
Munch non mi avrà mai.... ;))

con tutta la buona volontà di mettere sulla bilancia problematiche individuali, sociali e logistiche continua a non sembrarmi reale l'utilizzo di tratti così disperati!!!

Isabella

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#8   28 Aprile 2005 - 00:39
 
- Isabella, sono arrrivato pensandola come te me alcune cose mi sono davvero piaciute.
- Booster sì, direi che il cielo (nel periodo dell Urlo) è una delle cose più innteressanti, è come se avesse intuito come avrebbero lavorato certe jpeg... :-)
- Rynot, il vampiro (ma come mi ha fatto notare KiaraBlog durante la visita sarebbe LA VampirA) sì è interessante come soggetto e come interpretazione: anche di quello ne ha fatte tante versioni con tecniche diverse.
- Kellie,purtroppo la situazione di visita il 25 aprile era drammatica, altro chee Escher (in tutti i sensi, hahahahah) e io DETESTO quello spazio espositivo del Vittoriano, ricavato in una tomba in pratica: claustrofobicissimo. Ma adattissimo a Munch...
- Saltino, i baci sì in effetti: non li ho citati perchè formalmente mi sono sembrati gli esempi meno originali di impostazione del soggetto (spaziale e iconografica). Altro che i cieli che cita Booster!
Marat (ovvero Munch come Marat) è interessante, ma io davvero come autoritratti ho preferito le foto.
E poi... non vorrrei sedimentare troppo Munch. E qui torniamo a Isabella.
Grazie a tutti, davvero, Will
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#9   28 Aprile 2005 - 00:49
 
maremmina, Will caro, non mi tocchi le mummie che talora la morte non vince la bellezza ma le dona un tocco d'infinito...ad Atacama San Pedro ho trascorso una mezz'ora in contemplazione della bellezza intonsa di quella che fu stata una giovane donna,qualcosa s'e rotto nel tempo ma non nella bellezza...
PS può venire a trovarmi da Antoni se desidera...
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#10   28 Aprile 2005 - 09:55
 
Io sono innamorata di un suo paesaggio notturno nella neve...incredibile,struggente,bellissimo.
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#11   28 Aprile 2005 - 10:41
 
Ok, ho capito. Non è il momento di vedere questa mostra... :-(
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#12   28 Aprile 2005 - 22:33
 
Credo che in qualche modo sia stato un artista "ambient", cioè influenzato dalle condizioni climatiche e dal paesaggio in cui viveva (Bergen). Non lo so, ma ho idea che fosse meteoropatico.
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#13   29 Aprile 2005 - 00:22
 
Carissimo Pippo, sicuro che vivesse a Bergen? Mi pare a Christiania/Oslo...
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#14   02 Maggio 2005 - 03:11
 
Credo sia nativo di Bergen. Non c'è anche un museo a lui dedicato lì?!
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#15   02 Maggio 2005 - 13:17
 
ho visto la mostra qualche tempo fa, aveva appena aperto, veramente bella. E' un autore di cui si conosce molto poco, una personalità ricchissima e complessa spesso banalmene licenziata con un "tipica angoscia di inizio novecento, un figlio dei tempi", meriterebbe invece tutto il nostro studio e la nostra attenzione.
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#16   07 Maggio 2005 - 12:27
 
oddio non ricordo. ho scoperto invece che la mostra "Gli impressionisti e la neve" di torino si concludeva con il quadro di Munch che è già diventato il mio preferito: "Neve bianca". Da sindrome di Stendhal
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#17   14 Giugno 2005 - 23:34
 
per l'esame di terza media ho fatto una ricerca sui genocidi del xx secolo,poi ho pensato che per storia dell'arte solo l'urlo poteva rappresentare il dolore di tante morti e la follia che le ha causate
utente anonimo

#18   09 Maggio 2008 - 14:47
 
Bon.
Due cosettine, giusto cosi', che mi hanno colpito.

1. Parli di approssimazione, di legame associativo sclerotico tra Munch e "L'urlo". Ma la tua recensione è difatto approssimativa.
Rimani nel vago e ribadisci cose un po' banali - questo rimane il mio modesto parere - del tipo:

CIT * E stato evidente come le parole "Follia", "Malattia", "Morte", "Angoscia" siano le chiavi d'accesso a una vita costellata di dolore e problemi connessi.*

Ma va? Non mi sembra un'aggiunta ineccepibile alla critica dell'Arte.

2. Perché, dico perché, tutti devono guardare all'operato dei critici con disprezzo e/o incredulità?

CIT *poi i critici parlano di simbolismo, espressionismo.Ma questo non è per me troppo importante se paragonato all'eclettismo delle immagini*

Ma cosa vuol dire? Sai cosa sia l'espressionismo? Prendi qualunque testo un minimo serio per il V liceo e troverai una spiegazione chiarissima delle caratteristiche della corrente, che ora ti risparmio, nonché l'affermazione che Munch è il CAPOFILA di tale movimento.

Sembra quasi che tu voglia dire: "lasciamo ai critici le interpretazioni balzane, e noi godiamoci la bellezza dell'arte". Che va benissimo fino, grosso modo, al Michelangelo. Poi se pretendi interessarti un po' all'arte del XX°, è obbligatorio leggersi qualcosa di critica interpretativa. Se no non si capisce nulla.

Se vuoi ribattere, pubblica qualcosa: io poi ti mando la mia e-mail.
Tanti saluti!
Romano da Trieste
utente anonimo

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