Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
mercoledì, marzo 26, 2008


SIAMO UOMINI O CAPORALI?

Davanti alla scuola frequentata dalla nostra ragazzina, all'ora di entrata e di uscita c'è un anziano signore "in borghese col cappello in divisa", o meglio con un giaccone tipo ANAS con la scritta roboante "Nonni e Viglii".
Normalmente bivacca discorrendo con altri anziani di calcio o di politica (la destra impazza, naturalmente).
Ma quando si avvicina il suono del campanello, mentre le auto dei genitori si accalcano, lui, indomito, inizia a spalettare avanti e indietro, "no qui non può stare", "si sposti", "via da lì", e non ci sono storie, ti fa allontanare. Uno zelo quasi asburgico, accidenti, quasi quasi lo ammiro anche se è un vero scassapalle, mi ricorda i vigli urbani  della mia hometown che non sentono cazzi, se ti devono randellare lo fanno con tutto l'aplomb del caso.
Lui, a dire il vero, un po' scomposto, nella giacca aperta oversize blu e giallo canarino catarifrangente e il cappelletto da U.S.S. Nimitz con qualcosa scritto sulla parte anteriore (non "Nimitz" di certo).  Vuoi mettere col fregio con i grifoni mandrogni che reggono la croce della Lega Lombarda (quella vera, of course, non la sbruffona riproposizione) e la scritta "deprimit elatos levat alexandria statos" che sancisce l'avvenuto sbertucciamento del Federico, non quello splendor mundi, quell'altro antenato imperiale con la barba rossa, per contrastare il quale fu fondata appunto la mia "città della paglia", (tetti dell'omonimo materiale), o della "palea" (circondari molto paludosi, tra i due strategici fiumi).
Insomma il vecchietto comincia a starmi sulle palle ma dall'altro lato lo ammiro.
Un così attento difensore delle regole nei circondari della Capitale! Terre di non fatturatori, di dimezzatori di affitti dichiarati con la scusa che le tasse sono troppo alte, e chissenefrega se TU le devi (e le vuoi) pagare tutte... E anzi le paghi di più perché i soldi che dai a loro non puoi nemmeno scaricarli.
Almeno col governo Prodi avevano preso un po' di cagozzo ("adesso non possiamo fare più le cose come si deve") e si dovevano inventare altri modi di NON fatturazione. Ma "dura minga, dura no". Gente finalmente felice, rasserenata che ora torna il Berlusca. "Nella Casa delle Libertà, ognuno fa un po' il cazzo che gli pare!"
Insomma, lo smulinante vigile (no no no nonno) proietta severo la sua protezione sugli infanti che sortiscono dalla scuola, con le prof (viglli anche loro) che si assicurano i ragazzini siano prelevati per certo dal genitore (o chi ne fa le veci).
E quando tutto il bailamme si esaurisce, e la via torna quieta, il Nonno e Vigile si avvia alla sua Panda nuovo modello  giallo citrino.
Parcheggiata quotidianamente, regolarmente in uno spazio giallo anche lui, formalmente destinato a un qualche sfortunato handicappato.
E 'sciao.
Chi custodisce i custodi?
posted by williamnessuno alle ore 16:35 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: etica, alessandria, rage, williamnessuno


martedì, agosto 08, 2006


POPO' (LA PAZIENZA CHE MI DIFETTA)

Il Clarissimo Critico ricorda l'aspetto e i modi di un personaggio di Verdone, Furio.
Quello con la barba e gli occhiali che massacra di critiche in continuazione la moglie torinese Magda... ("non ce la facco piuuuù...")
In versione partenopea e senza barba però.
L'avevo visto aggirarsi in calzoncini corti, sandoletti e t-shirt, con l'aria del padrone di casa.
Poi dopo il primo concerto dove lui non si è visto, verso mezzanotte me lo presentano. Il dott.G, sempre impeccabile con la sua giacca blu. Io in camicia di lino blu scuro. Lui in shorts tipo volpe del deserto. Ci sono altre tre persone.
Qualcuno nota che il mio cognome ha origini napoletane o salernitane.
Dico che lo so, ma che, sorry, io sono nato e cresciuto in Piemonte, Alessandria.
 Lui, sarcastico, con espressione insofferente:
"Alessandria, ma non d'Egitto..."
Siccome sono una personcina per bene, faccio finta di niente.
Intanto lui, che sta posizionato sul gradino più alto, inizia a pontificare su Paisiello e su Popò (a quanto pare un principe Borbone), sulla commozione di quando Popò dice a Paisiello di stimarlo ma di non poterlo aiutare... Ci usa come cavie per l'articolo che sta per scrivere per un importantissimo quotidiano italiano.
Come immaginavo, dopo questa tronfia (ma interessantissima, ammetto) conferenza tenuta alzandosi e abbassandosi sulle punte dei sandoletti, il Clarissimo Critico torna sull'argomento Piemonte.
"Alessandria, non d'Egitto... Questo l'emenda, ma solo in parte" mi dice.
Pur non capendo bene perchè ce l'abbia con Alessandria (anzi, con entrambe le Alessandrie) questa volta non mi coglie impreparato.
Ne so molto (proprio per via delle mie origini) dell'insofferenza e del tono di superiorità di certi napoletani verso chi arriva da nord.
Allora, anche se si tratta del Clarissimo Critico, non faccio il timido e dico tagliente: "Su, non cominci a fare il napoletano... ". Tutti tacciono.
Lui è interlocutorio, ma sempre ondeggiante sulle punte dei piedi: "Ma  si sa, a noi napoletani piace sfottere...".
Non so come mi esce, sono severo e seccato:
"Eh, ma siccome come è noto noi piemontesi non siamo spiritosi, io non ho capito lo scherzo."
Il dott G non interviene, apprendo dopo che si è distratto, non si è accorto affatto dello scambio di battute.
Il giorno dopo il Clarissimo Critico ci avvicina al ristorante (vedi episodio della caciotta e delle olive ascolane più sotto) e dopo aver parlato con il dott. G si rivolge a me: "Lei vuol fare l'antipatico: però è simpatico."
Grazie.
Il giorno dopo incontro il Clarissimo Critico per strada, mi invita al bar, accetto, nella speranza di chiarire la ragione della mia reazione. Lui invece parte con una filippica su come i napoletani, esprimendosi tra di loro con modi di dire, motti e proverbi riescano ad essere più efficaci e sintetici nella comunicazione di tutti gli altri (ma non ho chiesto se a livello italiano o planetario...). "Lo dico sempre ai miei amici milanesi"...
Tutto questo con una logorrea pazzesca.
Ma si sa, I don't speak neapolitan... Con me la sintesi era impossibile.
Quando spiega perchè certi napoletani sono sempre così pieni di sè mi dice: "in effetti non è educato mettere in luce la propria superiortà."
A questo punto ci rinuncio.
Come dico sempre, anche se sono così "ibrido" nella mia identità, non devo per forza immolarmi per  fare il ponte tra due modi di pensare, tutti e due miopi e sbagliati.
E a't salüt.

Col blog ci si vede a Settembre.


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lunedì, luglio 03, 2006


A UN AMICO

Apprendo da Aquatarkus della scomparsa dell'amico PIERMARIO CIANI, compagno di tante esperienze di Mail Art, di performances artistiche a Villa Fanna e altrove, delle varie edizioni del Networker Congess, compresa quella di Alessandria, da me e da altri amici organizzata e alla quale Piermario aveva partecipato. Era stato lui a disegnare le cartoline-invito del Congress.
Piermario era stato  nel posto giusto nel momento giusto, e non sappiamo esattamente quanto LUI STESSO abbia contribuito alla creazione del personaggio mediatico/multiple name LUTHER BLISSETT.
Di Blissett ho parlato con lui in questa intervista del settembre 2004.

A proposito di Piermario, la mia icona in questo blog è tratta da una foto che proprio lui mi scattò a Villa Fanna.

posted by williamnessuno alle ore 20:47 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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mercoledì, febbraio 01, 2006


FIAMMA OSSIDRICA DI PASSAGGIO



posted by williamnessuno alle ore 15:16 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: alessandria


martedì, gennaio 31, 2006


FIACCOLA OLIMPICA

Domattina passa da Alessandria, diretta a Torino, quella che mia madre (con uno dei suoi tipici esilaranti lapsus) ha definito "fiamma ossidrica".
:-)

posted by williamnessuno alle ore 21:59 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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giovedì, dicembre 29, 2005



E' DURA CAPIRSI

In una stradina piuttosto decentrata della mia città natale (dove sono stato nei giorni di Natale... hehe) sì è insediata una piccola macelleria araba.
L'insegna è spettacolare. Sopra a un'iscrizione in caratteri arabi si legge "EL SALAM".
Beh, niente di male, suppongo che in arabo voglia dire qualcosa tipo "il saluto".
Il problema è che nella lingua locale, in dialetto alessandrino, "el salam" significherebbe "IL SALAME".
Un prodotto che di certo non trovereste mai in una macelleria musulmana, dato che la carne di maiale è proibita.
Ma qui ci viene in soccorso ancora il dialetto alessandrino? Forse si tratta di "salam d'oca"?
Questa espressione, come riportato dal "disiunàri du dialët lisandrén" significa "sciocchino, stupidino".
Come l'autore di questo delirante post.
:-)

posted by williamnessuno alle ore 14:18 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
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giovedì, ottobre 20, 2005


DEPRIMIT

Credo di aver parlato altre volte del motto della mia amata città, che inizia con la parola-suggello "deprimit".
Apprendo ora da una amica che Alessandria ospiterà  "RING - Rassegna di Critici".
Molto appropriato per una città dove da sempre in campo culturale a nessuno va di rischiare niente: ma a criticare... "sòn tüc bon"...
E infatti.
Io, alessandrino, per dimostrare il tutto, critico l'idea della manifestazione e chi ce l'ha avuta.
:-)

posted by williamnessuno alle ore 11:18 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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