Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
venerdì, maggio 16, 2008


CONVEGNO IBRID@MENTI A VENEZIA

Splinder e Università Ca' Foscari di Venezia
presentano Sabato 17 Maggio 2008 a Venezia, nel corso di un convegno, i primi risultati del progetto ibrid@menti , il laboratorio in cui Università e blogger si sono confrontati grazie a un blog ospitato su Splinder.
Verrà anche presentato  il volume "PRATICHE COLLABORATIVE IN RETE", che ospita contributi di 25 autori.
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giovedì, aprile 17, 2008

Qui di seguito un mio intervento destinato al volume "Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete", che sarà presto pubblicato a cura del progetto ibrid@menti.
L'intervento non è poi stato incluso per motivi contingenti, lo pubblico qui.
Contiene alcuni sviluppi che saranno elaborati nella versione 7.2 di "I blog e la visione fideistica della rete".

BLOGPASSIONE
di William Nessuno

Questo mio intervento doveva intitolarsi “Grandezza e miseria della blogosfera”.
Più ci pensavo e meno il titolo mi piaceva. E non sapevo nemmeno perché. Forse a causa della parola “miseria”…
A proposito della Blog(o)sfera non si può parlare di grandezza né di miseria, solo di ricchezza: umana.
Con tutto il bello e il brutto che ciò comporta.
Basta fare una cavalcata “random” per incontrare blog di sfoghi personali, di storie personali, cronache di vita privata. E dall’altro lato blog di ricerca (come ibrid@menti per esempio), blog che si occupano esclusivamente di cultura, di letteratura, di cinema. Blog giornalistici. Blog di organizzazioni politiche e sociali.
Sulla tipologia dei blog è molto difficile fare dei distinguo “qualitativi”. Voglio dire, ho l’impressione che non sulle differenze qualitative si dovrebbe giocare la partita.
Differenze che certamente esistono, dato che non si può mettere a paragone il blog di un liceale quindicenne con i blog degli espertoni che hanno a loro attivo brillanti pubblicazioni. Bisogna partire comunque dal presupposto che essi avranno un pubblico di lettori completamente diverso.
Come scriveva William Saroyan: “Io credo solo che vi è l’uomo. Il resto è trucco, artifizio.” Saroyan, 1942
La Blog(o)sfera è un patrimonio umano, che va guardato con rispetto.  Sia che si parli dei “piccoli” blog personali che di quelli maggiormente istituzionalizzati.
Naturalmente la mia personale predilezione va ai primi, per tante ragioni.
Innanzitutto per la Passione che essi manifestano. E per l’umanità che contengono, nei loro spesso dolenti percorsi esistenziali: a volte esplicite richieste di solidarietà almeno virtuale.
“Che qualcuno mi dica che è solidale con la mia storia personale”.
Intanto, come scrivo nel mio “I Blog e La visione fideistica della rete” Nessuno, 2008, per favorire una “catalogazione anagrafica” dei blogger si mette a repentaglio l’enorme potenziale terapeutico del blog. Si corre il rischio di impedire alle persone di aprire una valvola di sfogo “schermata” nella quale raccontare le proprie vicissitudini umane, perché è inutile nascondersi dietro un dito: sapere che è proprio Pinco a scrivere quelle cose sulla sua famiglia o sul suo ambiente di lavoro, inibisce pesantemente Pinco nello scrivere.
Per fare un esempio, provate a pensare che il vostro ex-marito legga il vostro blog esclusivamente alla ricerca di appigli contro di voi, e che magari vada a riferirne agli assistenti sociali che seguono il caso di vostra figlia.
Poi vedrete come vi sentite liberi di scrivere.
“La rete è inserita nel binomio della sorveglianza-comunicazione ed è identificata di volta in volta a uno dei due termini, risultando così opposta all’altro”. Musso, 2007
Naturalmente a questi fattori di intricati rapporti umani -on e off line- a volte fanno seguito tanti problemi  che si cristallizzano nella rete.
Personalmente ho riscontrato per esempio che si sviluppano vere e proprie antipatie non motivate (se non dalla percezione on-line della personalità dell’antipatico, che ovviamente non si è mai “veramente” conosciuto. E, quantomeno, qui ci sarebbe molto da discutere).
Oppure, e queste sono logiche già più razionali, si attacca una persona che fa parte di un gruppo  e magari occupa un certo livello in quell’ambito al fine di screditarlo e magari prenderne il posto.
In quest’ambito, secondo alcuni, starebbe la presunta necessità di sapere con certezza chi discredita, chi attacca, chi insulta.
Qualunque giudizio “etico” si voglia dare di questi fatti, restano strettamente legati al fattore umano, e possono essere ben indagati da psicologi e psichiatri che, a mio modesto giudizio di non addetto ai lavori, si collochino in una posizione non solo scientifica, ma anche appunto umana e umanistica.
Alla metà degli anni ’90 ipotizzavo in alcuni racconti (ancora presenti qua e là in rete) anche la creazione di una “sociologia del network”. Probabilmente, non con questo nome, è già nata…
Dove esternare la propria Passione se non in rapporti on line –dove in teoria gli avatar godono di una primitiva egalité, almeno in una fase iniziale- visto che la vita di tutti i giorni tende a disumanizzarci, in molti casi in lavori alienanti o in disoccupazioni frustranti?
La Passione dunque secondo me è un fattore determinante per ogni azione che singoli individui compiono nella Blog(o)sfera.
Ed è alla base degli slanci eccezionalmente positivi e cooperativi così come delle cattiverie e delle ire che a volte esplodono.
Perché dovrei tenere un blog se non per passione? Perché dovrei partecipare a complessi progetti collettivi, se non per passione?
D’altro canto, mettere sullo stesso terreno una miriade di persone, personalità (per di  più “translate” dal medium particolare che esclude sguardi, espressioni, toni di voce) non può non vedere il nascere di incomprensioni, di liti, di rivalità virtuali.
Ma la Blog(o)sfera sta diventando anche un territorio presidiato.
Le Passioni degli individui apparentemente sono collocate in un quadro sociale ordinato (piattaforme blog o vattelapesca che siano) ma soprattutto apparentemente gratuito.
In verità, in alcuni casi si crea uno scambio ineguale, dove spesso il singolo contribuisce con la sua Passione che attrae altri appassionati (per plaudire o insultare, è lo stesso) e le piattaforme prosperano trasformando tutta questa Passione in un business che si pasce di inserzioni pubblicitarie. Senza parlare dei blog che si trasformano in fonte di reddito essi stessi.
Anche in questo caso non mi interessa dare giudizi.
Ho attraversato anche il periodo in cui mi scandalizzavo, ma sono cresciuto. Sarebbe ingenuo pensare che una macchina così costosa e ad alta innovazione come la rete non pretenda il suo tributo economico.
Quel che intendo dire è che la stratificazione “sociale” sta avendo corso anche nella blogsfera, non rispecchiando forse l’ordinamento della “real life”, ma creandone uno tutto suo, nel quale a venire messe a frutto sono la Passione e la Creatività dei singoli individui, i quali non ricavano nulla, a livello economico, ma procurano guadagni economici a terzi.
Io non credo nella presunta “consapevolezza” di tutti coloro che si muovono nella Blog(o)sfera. Sono milioni.
Ritengo i processi critici indispensabili, specie in un medium in evoluzione così rapida.
In ultima analisi mi sento di dire che criteri di discernimento nell’oceano della Blog(o)sfera per me stanno diventando (oltre al  valore intellettuale, che però è soggettivo ed è soprattutto legato a preesistenti affinità culturali, quasi alla scoperta di un simil-sè) sempre più l’onestà di intenti, la sincerità, l’assenza di secondi fini.  A volte l’ingenuità.
La Passione che traspare dagli scritti dei blogger stessi. 
Criteri difficilmente indicizzabili.


Saroyan W. (1942),  Che ve ne sembra dell’America?, Milano, Mondadori.
Musso P. (2007), L’ideologia delle reti. Milano, Apogeo
Nessuno W. (2008), I blog e la visione fideistica della rete, Lulu
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mercoledì, febbraio 27, 2008


WEB DAYS 2008, PART ONE


WebDays 2008 a Torino
è stata una manifestazione di grande interesse (come del resto l'edizione del 2005), ha messo in fila conferenze di punta molto stimolanti. 
E poi, il Torino Bar Camp 2008, giornata con duecentocinquanta iscritti. Giornata nella quale anche io ho tenuto un modesto intervento, vivacizzato dal pacato dibattito con Gaspar Torriero, che ringrazio, con Gareth Jax e con tutti gli altri radi presenti.

La mattina del 22 ho assistito con grande curiosità (e un po' di nervosismo) alla conferenza coordinata da Arsenio Bravuomo, che conduceva nel percorso "la morte dell'intermediario (e dell'autore)" Antonio Tombolini, Marianna Martino di Zandegù. Tommaso Labranca ed Eleonora Gandini della ormai mitica (e mitizzata) editrice online Lulu.com
Il coordinatore ha esordito con una slide (che sucessivamente definirà "provocatoria") che avrebbe dovuto sintetizzare l'abbattimento di barriere alla pubblicaione che la rete ci concederebbe:

Prima:
AUTORE___casa di produzione /editrice____distributore______ FRUITORE

Adesso:
AUTORE________________FRUITORE

Il presunto meccanismo l'ho già ampiamente criticato nel mio libro "La visione Fideistica", la mia teoria è che l'incontro autore-lettore, a fronte di una tale mole di informazioni che circolano sulla rete, sia del tutto random e non necessariamente automatico nè certo.
Non credo nemmeno (ma qui posso essere accusato di invidia, lo so) che su internet  le cose "che valgono" alla fine avranno successo, per una sorta di selezione naturale. Sarà che al darwinismo a livello di idee non ho mai creduto...

Antonio Tombolini diceva giustamente che l'intermediario continua ad esisetere, ed è LA RETE (io aggiungerei: con le sue complessità). Sottolineava che questo intermediario non è affatto "neutrale", facendo l'esempio di Google

Tommaso Labranca svelava i meccanismi perversi dell'editoria tradizionale (testi completamente riscritti dall'Editore o da un pool di autori che poi firmano per il nome già affermato di turno). Faceva l'esempio tra gli altri del libro di Pulsatilla del 2006.
Poi spiegava che gli scrittori non guadagnano dal loro pubblicare (a parte rarissimi casi) ma dall' "indotto" (articoli di giornali, conferenze eccetera) che la popolarità porta con sè.
.
Questo dava il destro a Tombolini per sostenere che in fondo gli Autori possono tranquillamente rinunciare ai propri miseri redditi/diritti, a favore dello scambio di comunicazione.
Tutto pareva strano, dal momento che l'intermediario-internet  era assolutamente presente, ovvero la rappresentante di Lulu.
E  appariva chiaro che comunque sugli Autori che scrivono sulla rete è in corso un fenomeno di commercializzazione: ovvero, non è che nessuno ci guadagna. Che tutto sia gratis in uno scambio di totale generosità (un mio amico, Andrea Ovcinnicoff, - Offstudio, alla fine degli anni 80 aveva fondato una formula in ambito mail art - arte postale: il GENERATTIVISMO).
A guadagnare però nel nostro caso sono altri.
I proprietari di (non si discute, billantissime) idee COMMERCIALI.
Quindi apparirebbe che alla fine la rete favorisca NON le idee tout-court, ma le idee di business.
Altolà, lo sfruttamento del desiderio di pubblicazione è in corso da sempre off-line, le case editrici a pagamento sono sempre pronte: io stesso ho ricevuto due proposte simili negli ultimi due anni. "Pagare denaro, pubblicare tuo libro". Quindi non c'è da fare i moralisti.
Si crea un mercato e c'è chi deve/sa guadagnarci, si chiami Lulu o Palomar è uguale, anzi, Lulu è più equa. Se per uno strano (remoto) caso vende una copia del tuo libro ti riconosce un guadagno (che tu stesso stabilisci).
Poco piacevole la parentesi nella quale si diceva che duecentomila testi sono stati pubblicati con Lulu ma che pochissimi possano essere considerati validi (non vorrei ricordare male ma mi pare sia stato detto "uno o due"...). E certamente tra questi non c'è il mio. ;-)
Questo a sottolineare (involontariamente) l'inutilità di un'operazione del genere.
Fermo qui il report riferendo della giusta osservazione di Labranca: la figura dell'Editor (colui che cura l'opera di un autore, dà suggerimenti per modifche o correzioni) e che contribuisce al MIGLIORAMENTO dell'Opera, nell'ipotesi lineare di Bravuomo risulterebbe comunque e putroppo scomparsa.


Foto su Flickr di WebDays e BarCamp

William Nessuno e Garteh Jax a pranzo, foto di Roberta Milano.


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martedì, gennaio 15, 2008


SE A QUALCUNO DOVESSE MAI INTERESSARE....

Sto per tornare...
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domenica, novembre 11, 2007


PRIMO STATEMENT

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sabato, novembre 10, 2007


BREVE REPORT DALLA SPLINDER NIGHT

Siamo tutti arrivati un po' tardi (io ero con Philosofia e Marina Bellini) perchè ieri sera a Roma non solo pioveva ma  c'era stato uno sciopero dei mezzi pubblici (che i romani chiamano semplemente "i mezzi") e poi i movimenti del week-end...
Personalmente mi sono perso la presentazione del libro, ma non sono mancato per il risotto e i tramezzini al salmone... :)
Ho potuto fare la conoscenza di due persone di Ibridamenti che già mi piacevano molto, ma avendole incontrate "live" mi sono piaciute ancor di più: N0vecento e Teiliuj.
Poi il mitico Roberto Lo Jacono di Splinder sempre giovialissimo (so che c'era anche Marco ma l'ho solo intravisto).
Non dimentico l'amico di vecchia data AlmostBlue.
E poi alcune nuove interessanti conoscenze, come Frankkie
Ho cercato di girare alcuni "statements" dei bloggers ma ho dei dubbi sulla riuscita perchè non c'era un punto senza cinquecento rumori di fondo: con Almost abbiamo provato anche all'esterno, col freddo che faceva: ma non appena abbiamo dato il via alla registrazione... a un metro di distanza è partito un motore (probabilmente di un impianto di condizionamento)!
La festa è riuscita davvero bene, direi.
La maglietta blu con lo strepitoso logo della SplinderNight è bellissima.
Un unico appunto.
Non mi è piaciuta affatto la copertina del libro "Vita da Blogger" (non parlo di contenuti perchè non ho potuto ancora leggerlo).
Affidarla al grafico della SplinderNight sarebbbe stato molto meglio.
Grazie Splinder per la squisita ospitalità.

PS: Resta da sapere dove verranno pubblicate le tantissime foto che sono state scattate durante la serata. Fatemi sapere!

Foto di Teiluj

Foto di Rosalbas

Foto di Almostblue
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lunedì, ottobre 22, 2007


NON SCHERZIAMO

L'assurdità della ormai famigerata "legge sui blog" di stampo fascista -o se preferite CINESE- che prevederebbe la  registrazione dei blog a un pubblico elenco e (forse) additittura l'esigenza di un Direttore Responsabile (previa pagamento dell'imprescindibile tassa di prammatica nel BelPaese) sta rimbalzando qua e là nella blogpalla giustamente annichilita.
Il Centrosinistra invece di fare le leggi da secoli rimandate (conflitto di interessi, per esempio) fa un favore alla destra che da tempo -quantomeno coerentemente con la propria impostazione ideologica- sta appresso a una forma di controllo della rete, di pretese registrazioni, di creazione di elenchi, di fotocopie di documenti di identità che rendano facile il controllo su CHI dice qualcosa.
Qualunque cosa.
Nuovamente VERGOGNA.

Sul tema
Axell, un esempio
Suzukimaruti, troppo comprensivo
Beppe Grillo, che potrebbe fare a meno di paragonare Levi a Nessuno :-)
Gentiloni, sperando che abbia capito il significato della parola "democrazia".
Teo, giustamente veemente
Io ho firmato
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giovedì, ottobre 04, 2007


PARTITO IL PROGETTO IBRID@MENTI

E' finalmente attivo il blog ibrid@menti.


Qui un estratto del comunicato congiunto Ca' Foscari - Splinder:

Splinder e Università Ca' Foscari di Venezia:
un ponte tra Università e bloggers


Splinder, la prima community di blog in Italia, e l’Università Ca' Foscari di Venezia lavorano insieme ad un progetto che mette a confronto su alcune tematiche di attualità il mondo della Ricerca Universitaria e quello dei bloggers

Milano, 3 ottobre 2007 – Splinder, la prima community di blog in Italia, in collaborazione con l’Università Ca' Foscari di Venezia e il Centro di Eccellenza per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata, collaboreranno al progetto Ibrid@menti, un laboratorio sperimentale in cui si aprirà un confronto tra l’Università e i bloggers.

Il progetto avrà come punto di incontro il blog Ibrid@menti
(http://ibridamenti.splinder.com) ospitato da Splinder e coordinato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca' Foscari di Venezia. 

Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare un ponte tra ricerca universitaria e i bloggers utilizzando uno spazio comune condiviso dove sarà possibile un’interazione su tematiche di attualità che riguardano la Rete. Si discuterà di politica, di comunicazione, di scrittura, di identità, etc, e della loro relazione con il mondo dei bloggers. Il primo argomento di discussione sarà “L’ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale”.
La proposta iniziale è quella di avviare ricerche qualitative per scoprire in che modo i singoli blogger riescano a ottenere l'attenzione degli altri: quali sono quindi le "arti della connessione" che usano per rendere originale e attrattivo il loro blog.

A fianco del blog Ibrid@menti nasce poi una collana editoriale che pubblicherà, su carta stampata, agili monografie assegnate di volta in volta ad autori diversi scelti tra coloro che parteciperanno alle discussioni sul blog.
Saranno libri che nascono direttamente in Rete grazie ad una modalità condivisa di produzione e di aggregazione dei contenuti: una reale applicazione di un approccio user generated content collaborativo.
 
Il progetto Ibrid@menti è coordinato da Umberto Margiotta, ordinario di  pedagogia dell’Università Ca' Foscari di Venezia, in collaborazione con Mario Galzigna, Maria Mapelli, William Nessuno e il Team di Splinder.
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domenica, settembre 09, 2007


BEPPE GRILLO SUPERSTAR

Vaffaday,
una parola d'ordine che ha avuto molto riscontro. Moltissimo. Non giro tantissimo tra i blog (già non ce la faccio a scrivere) ma mi è capitato di incontrare il link al V-day un paio di volte.
Risultato iscritti al Vaffanculo Day 220841 cittadini.
Un amico blogger che c'è stato l'ha definito "uno sballo!".
Un po' strano che il numero degli iscritti stia continuando ad aumentare anche adesso...
Io non c'ero, per essere chiari.

Insomma, Beppe Grillo si è conquistato uno spazio di tutto rispetto nella blogsfera.
Uno dei blog più LETTI NEL MONDO.
A suon di "j'accuse" spesso sensatissimi, inchieste efficaci e molto "d'assalto", a furia di andare a findo a temi che i giornali affrontano a malapena.
Ci sono Politici che lo seguono molto da vicino, e non vorrei dire che a volte "vanno a traino",
Gi altri appartenenti alla classe politica non trovano altro da fare che accusarlo di "qualunquismo", la classica classificazione che si dà ai fenomeni che non si sa come interpretare o mantenere sotto controllo. Questo lo si è ampiamente  sentito nei TG post-VaffaDay.
Abbiamo comprato e visto il DVD "Incantesimi", e devo dire che ci siamo molto divertiti e abbiamo appreso alcune cose che ignoravamo. Indubbiamente Grillo ha fatto un grosso lavoro.
Intanto ho seri dubbi sulla sua teoria, che nello spettacolo Incantesimi" ripete a ogni piè sospinto: "attravrso internet" (e grazie a lui, ovviamente) si possono risolvere i problemi di questo paese.
Anche questa idea mi sembra di molto FIDEISTICA, e personalmente diffido sempre degli "uomini del destino", anche se sono spiritosi e dicono cose giuste mentre fanno ridere (volontariamente, intendo: non come quell'altro) :-)
Certo, mettendo insieme duecentomila e passa persone si possono fare molte cose.
Ma c' è anche chi ha il coraggio di andare contro questo fenomeno ad alto gradimento generale...
Ma il fenomeno Beppe Grillo (che personalmente trovo molto in gamba) non fa che illiminarci su un tristissimo dato.
La Politica non riesce più a intercettare l'umore dei cittadini, al punto che abbiamo bisogno (benvenga?) di essere rappresentati, di organizzare le cose in altro modo.
E' triste quando Grillo linka un filmatino di You Tube nel quale a un Veltroni imbarazzatissimo tirano con le pinze e ob torto collo la condivisione ad alcune idee del nostro eroe.
C'è troppa corruzione nella politica in Italia, non c'è dubbio.
Io però mi preoccupo più dei piccoli imbroglioni che non ti fanno la fattura e girano su macchine da cinquantamila euro.
La forza di Grillo è che -giustamente- se la prende con le multinazionali, con le banche, con i condannati in Parlamento. Con questi altri no, almeno che io sappia.  Troppo Facile.
Ammetto,  non seguo il sup blog.
E' ancora più triste la canzoncina (di L. Pari ?) "ci sei o non ci sei, è una rivoluzione".
Ecco, sarei un po' stufo dell'idea che questa sia la "rivoluzione".
Vorrei ricordare il giorno di "Mani Pulite" alcuni anni fa, i girotondi e cose del genere. Anche allora sembrava che il cambiamento fosse alle porte.
Sarebbe bene riflettere e capire quanto profonde siano le convinzioni che stanno dietro a questi fenomeni così entusiastici.
Come dico sempre, sfortunatamente io NON sono un sociologo, e allo stesso tempo non mi è sembrato di sentire commentatori di questa categoria esprimersi ai TG e nemmeno sulle pagine dei giornali.
Resto pazientemente in attesa che si esprimano.
Non tra 5 anni, possibilmente.

Chi ha partecipato al V day sarà benvenuto per chiarirmi le idee!
Thanks
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sabato, settembre 01, 2007


POSTILLE ALLA "VISIONE FIDEISTICA"

Gira che ti rigira le fonti vengono sempre a galla.
Quelle letture che ti influenzano talmente che stanno in agguato, pronte a riaffiorare e a fungerti da monito subliminale. Dopo moltissimi anni.
Da poco ho parlato del libro "Il Sogno cella Merce" di Jean Baudrillard.
Rileggendolo dopo tanti anni trovo le radici dI "I BLOG E LA VISIONE FIDEISTICA DELLA RETE".

"Tutte le funzioni sono abolite nell'unica dimensione della comunicazione. E' l'estasi della comunicazione. Tutti i segreti, tutti gli spazi, tutte le scene sono abolite nell'unica dimensione dell'informazione: è l'oscenità."

In questa parte si ravvisa una singolare assonanza con le teorie di Guy Debord,  basta sostituire la parola "comunicazione" con "spettacolo".

"Alzo la cornetta del telefono
(sostituite "MODEM"), e ci siamo: tutto  il circuito marginale mi aggancia, mi bersaglia, con l'insopportabile buona fede di tutto ciò che vuole, e pretende, di comunicare.
Le RADIO LIBERE
(sostituite con BLOG): parlano cantano, si esprimono; bene è l'oscenità simpatica del contenuto in termini di medium un po' diversi, il risultato è questo: uno spazio , quello della MODULAZIONE DI FREQUENZA (sostituite INTERNET) viene saturato, le stazioni si accavallano, si mescolano (al punto che certe volte non riescono più a comunicare): qualcosa che era libero perchè c'era dello spazio non lo è più -forse la parola è libera, ma io sono meno libero di prima: non riesco più a sapere che cosa voglio, tanto saturato è lo spazio, tanto forte è la pressione di ciò che vuol farsi sentire,
Cado nell'estasi negativa della RADIO."
(sostituite BLOG).
 
Jean Baudrillard, in "Il Sogno della Merce", Lupetti 1987, tratto da "Simulacres et simulations", Galilèe, 1981
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sabato, agosto 25, 2007


ASSOCIAZIONE CULTURALE "UBIK"


Ubik!

Ubikblog
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mercoledì, giugno 27, 2007


DOVE SONO LE NOVITA'




Avendo scoperto sul blog di Axell che ci sarebbe stato un evento di Net TV ieri sera, sfregandomi le mani ho pensato che sarebbe stata un'occasione per rendermi conto di cosa bolla in pentola nel mondo delle tv via web, che -shame on me- ancora conosco poco.
L'Inizio è stato entusiasmante, tutti in attesa come davanti alle TV in bachelite per Lascia o Raddoppia, quegli ottanta novanta spettatori che chattano forsennatamente tra loro (mi butto immediatamente nella mischia).
Compaiono nomi a me noti, come Floflosky, e poi amici come Sergio Maistrello, lo stesso Antonio Sofi (che è previsto anche come relatore nel programma). Più tardi comparirà anche il vecchio amico Winston, che non seguo più, non per mia volontà, da quando ha reso "privato" il suo blog.
In un rumoreggiare da stadio, tra problemi tecnici che al posto delle pecore di intervalliana memoria ci propongono video musiicali, si inizia, con un siparietto dei simpatici Non Rassegna Stampa (mi rubano inconsapevoli una battutiella che volevo postare sul nomen-omen del nuovo Capo della Polizia: Manganelli).
Poi, il conduttore Tessarolo per intrudurre il tema PARLA COME MANGI, CHI FA INTERNET PARLA UN LINGUAGGIO CHE AI PIU' E' SCONOSCIUTO, che fa?
Lancia un maledettissimo VOX POPULI!

Ora tocca aprire una parentesi.
Qualcuno saprà che il mio mestiere (quello che mi dà da vivere) è quello di regista.
E' ii mio mestiere, la TV la conosco.
Un anno fa, nel programma Rai in cui lavoravo, ci convocarono, noi registi, e ci spiegarono che per imperscrutabili ragioni autorali, da quel momento avremmo dovuto girare, al posto dei servizi su mostre d'arte, manifestazioni, opere liriche (la mia specielitò)  solo VOX POPULI.
Di quele cose tipo "signora lei cosa ne sa dell'influenza aviaria?" oppure (sic!!!) "cosa si festeggia il 25 Aprile?"
Vogllio solo dire che quel giorno per noi fu un duro colpo. Mi sembrò (e mi sembra ancora oggi) un modo indegno di fare TV, retrivo, con quel modo di sfruttare le debolezze, gli errori, le sgrammaticature delle persone colte per strada.
Per valorizzare in montaggio la tesi che si vuol far passare.
E infatti nella chat le reazioni erano soprattutto sottolineature degli errori e del parlare goffo degli intervistati.

Poi, gli interventi intelligenti di Axell, di Sofi, di Mantellini. Il dibattito pacato sull'assurdo sondaggio SWG sui blog (contro il quale Axell e il sottoscritto si erano già scagliati a tempo debito).
Le annotazioni su quanto fuori dal nostro giro le cose siano "oscure" anche ai giovani universitari, altro che agli anziani a bassa scolarizzazione del Vox Populi.

Questo dibattere si è caratterizzato in particolare per la dislocazione di coloro che intervengono, sparsi per ogni dove con le webcam.
Ma in cosa - se non per il tema strettamente internettiano e elitario- questo differiva dai dibattiti televisivi standard?

La Chat, la chat era veramente il punto forte della serata, del mezzo, del sistema.
E l'insert della Gag di Corrado Guzzanti "Aborigeno, ma io e te che cazzo se dovemo dì?"

Allora, quel'era il NUOVO in questa televisione via Web?

Direi che l'esposizione del dati statistici con un filmato accelerato di una mano che li scrivera l'ho trovato ben studiato, anche se con una musica techo ALLUCINANTE di sottofondo...
Come sopperire con intelligenza a un limite tecnico (qualcuno in chat ha detto che in TV vanno verso gli schemi digitali dei sondaggi e noi su internet scriviamo col pennarello, non cogliendo il vero senso  forte  del sistema adottato).

Poi nel finale, l'intervento di Axell "con la parrucca" (anticipato varie volte da Tessarolo).
Gli effettini digitali (parrucca bionda, accetta nel cranio, coltello che trapassa) hanno dato il sapore della parte goliardica del web, distraendo però TOTALMENTE da quello che l'ottimo Axell aveva da dire...

Ma tutto aveva un po' il sapore della Telecity del 1978-79, quando ci si inventavano le trovatine comico-deliranti, dove si surrogava con l'ingegno quello che non si poteva fare professionalmente, dove in caso di emergenza si mandava il videoclip  dei Police (allora però era una novità) con la voglia di fare uno sberleffio alla TV "vera" (Rai) ma dall'altro di tentare di imitarla.
Per diventare uguale o peggio,
Come poi avverrà (non parlo di Teleradiocity in particolare ma del tragitto che potremmo chiamare con efficacia "dalle televisioni LIBERE a Mediaset").

Allora, mi dispiace dire che, sebbene io mi sia veramente divertito ieri sera, ho avuto poco alla volta la confema alla mia teoria (in "I blog e la visione Fideistica della Rete", qui in una versione ancora incompleta) che il web andrà poco alla volta NON a costituire la tanto decantata e prefigurata ALTERNATIVA ai media di massa televisivi.
Invece secondo quanto previsto da Guy Debord,  andrà a inserirsi a pieno titolo nella "società dello spettacolo" golbale.

Ne ho scritto diverse volte, ne ho parlato.
Purtroppo più passa il tempo, più la vedo concretizzarsi.



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venerdì, giugno 01, 2007


VISIONE D'INSIEME VS VISIONE DALL'ALTO

Nella nostra frenesia di trovare formule che descrivano un fenomeno in modo necessariamente tagliato con l'accetta e scolpito col martello pneumatico si inscrivono molte delle teorie sulla blogsfera che ognuno di noi -me compeso, ovviamente- si perita d'elaborare.

Recentemente mi ha colpito un interessante post di MarinaBellini su PiùBlog dal titolo "gli stati generali della blogsfera".
Si tratta del raconto di un dialogo con l'altro attivissimo motore di PiùBlog, Leo Sorge.
Di questo post mi interessa la prima parte, quella dove l'Autrice spiega di concordare con Sorge sul fatto che nella blogsfera  "...la fiamma si sta lentamente dissolvendo, lasciando sopravvivere solo chi nella sua evoluzione (o involuzione, secondo l'angolazione da cui la guardi) fa informazione con un metodo giornalistico e divulgativo."

Personalmente, ritengo che la blogsfera vivrà sempre più di fenomeni, di singolarità effimere destinate a scomparire dopo la eventuale pubblicazione del libro dall'editore "a la page" di turno.
Vivrà sempe di più all'insegna della "Società dello Spettacolo" come desccritta da Guy Debord.
In quanto all'informazione, non ritengo che un blogger singolo sia in grado di fornire un'informazione soddisfacente, se non a produrre anche in questo caso le SINGOLARITA' che tutti conosciamo, esemplare l'ormai storico caso di Macchianera.

Del resto, da come la vedo io. la blogsfera è ancora ricchissima soprattutto di "diari" personali, di gente che scrive le proprie opinioni sulla vita quotidiana (e non solo sulla politica o sulla cronaca) senza nessuna pretesa di essere opinion-leader, se non eventualemte dei propri sparuti lettori.
E' ricca di blog letterari collettivi che mi sembrano ormai piuttosto inutili (bisognerebbe capire chi li legge e addirittura se un autore pubblicato legge chi ha pubblicato subito prima di lui). "Depositi" per scritti altrimenti incollocabili, soprattutto poesie.
Blog colletttivi a volte impegnati in rivalità e vere e proprie, incomprensibili (dall'esterno)  FAIDE .


Non vorrei che levarsi a un livello troppo altolocato di ricerca faccia perdere di vista la connotazione di fondo che tuttora permea la blogsfera. Una connotazione polimorfa.
Ma anche che la fiamma si stia spegnendo... Perchè non dovremmo parlalr per noi "veterani": ci sono migliaia e migliaia di blog, e molti sono "appena nati" e pieni di entusiasmo.
Del resto questa idea dell'affermazione darwiniana dei blog di INFORMAZIONE mi pare avventurosa.
Nel post al quale mi riferisco mi ha colpito la mancanza di interpretazione del presunto fenomeno descritto.
Esplicitamente una scelta voluta, in attesa dei commenti dei lettori.
E commenti efficaci (dal mio modesto punto di vista) ci sono stati:

- "Non credo che "ne resterà soltanto uno" possa andar bene... però è certo che in tanti si stancheranno. " (supertriglia)


No, certo che "ne resterà uno solo" non può andar bene, anche se facendo un raffronto con quanto è accaduto con radio e TV private la tendenza potrebbe essere quella alla concentrazione, specie se si dovessero creare (per merito, per moda, per dinamiche pubblicitarie) delle tendenze a frequentare solo certi blog.
Anche se dato l'elevatissimo numero in questione è una evolozione di là da venire, distante. E nella quale personalmente non credo.
Il mio discorso, naturalmente, vale SOLO se l'accesso alla blogsfera rimarrà relativamente facile e gratuito come avviene ora...
Tanti si strancheranno, vero, ma sia tra gli sproloquiatori che tra quelli che hanno qualcosa di interessante da dire.
Questo è regolarmente avvenuto da quattro anni a questa parte.
Il turnover è scontato.

Altro comment su PiùBlog:

-"gran parte della "democraticità" di internet è apparente: tutti possono scrivere un blog e credere che solo per questo si è visibili nel mondo (...)" (http://gruppo_lettura.blog.tiscali.it/)

Esatto. Esatto.
Lo si dice in un altro comment in maniera diversa:

 - troppi blog di pseudo poeti e pseudo conoscitori di politica interna e propagandistica. Questi soffocano quei pochi interessanti che circolano (Ninando)

"Anche i blog, pur essendo un numero ancora limitato in italia, stanno diventando una massa critica estremamente entropica dalla quale molto raramente un raggio di luce riuscirà ad emergere.
Perché IL TEMPO CHE HO é limitato."

Da:  William Nesssuno, "I Blog e la visione Fideistica della Rete", febbraio 2006

Rimango dell'opinione che il problema sia quello dell'eccessivo rumore di fondo, che non permette ai pensieri più originali di emergere.
Questo, come dico da sempre, è il lato perverso della presunta "democraticità gratuita" e della "ugualglianza" della blogsfera.

Il post di MarinaBellini si conclude con una considerazione condivisibile:

"in pratica il "fenomeno" arriva alla massa durante il suo cambiamento. Un cambiamento non ancora ben definito ma che sicuramente è nell'aria."

Ecco, quello che mi interessa di solito è fiutare i cambiamenti con un minimo di anticipo.
Non DESCRIVERE i FATTI magari con tabelline ben strutturate (come fanno de sempre gli scienziati della blogsfera).
Soffermarsi sui fenomeni di punta forse non serve a definire un quadro complesso, e dichiaratamente  non è più quello che interessa PiùBlog.

Infatti alla prossima manifestazione PiùBlog, come dice MarinaBellini con un po' di suspance "il taglio del nostro evento live sarà un pò diverso, forse meno riflessivo, più spettacolare qua e là e/o comunque si baderà più ai dettagli che ad una visione globale. Più primi piani ché panoramiche."

Personalmente sono sempre andato nella direzione opposta, che in effetti è assai più perigliosa, ma tant'è.
Chi vivrà vedrà e sinceri auguri al "prossimo evento live".
:-)


posted by williamnessuno alle ore 16:43 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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mercoledì, maggio 16, 2007


OMNiCENTRALITA' = OMNIPERIFERICITA'

Domenica come minacciato sono stato al Salone del Libro.
Un tour famigliare con nipote a seguito, figurarsi!

Appena giunto incontro l'attivissima brillante Flounder che mi apostrofa immediatamente con un "perchè non sei venuto al LitCamp?".
Detto tra noi questa serie dei vari "Camp"  ormai mi annoia anche per la mancanza di fantasia nel denominare gli eventi. Fino a poco fa avevamo cose come WebDays, Nuovo&Utile, IneditaBlog: insomma eventi che si connotavano.
Da un anno a questa parte abbiamo solo dei (Qualcosa)Camp.
Mi pare chiaro che l'omologazione sia in corso galoppante nella Blogpalla se non siamo più in grado nemmeno di dare nomi originali ai progetti.
Detto questo, in realtà io del LitCamp ero informato grazie all'ottimo MelPunk.
Ma (bisognerebbe anche ammettere le PROPRIE colpe, non solo criticare gli altri) io sono un po' distratto negli ultimi tempi, non giro abbastanza tra i blog (nemmeno tra quelli degli amici!), non in grado di progettare spostamenti perchè a me non basta chedere in anticipo giorni di permesso, il mio lavoro pretende disponibilità totale: e infatti venerdì ho lavorato dallle 10 del mattino a mezzanotte, e il giorno dopo lo spostamento verso il Piemonte.
Dopo mesi di sonnolenza si sono svegiati all'improvviso e non posso sottrarmi.
Quindi più di quella gitarella domenicale non potevo permettermi.
Sarebbe stato ragioneevole rinunciare, ma non me la sono sentita, la Fiera (ex Salone) è sempre stata una costante.

Insomma dei LitCamp mi aveva parlato Mel. Volevamo andare per parlare del progetto "Boreale".
Ma pazienza.
Però, a parte questo avviso di Mel, io non ne sapevo niente.
E che per restare sulla cresta dell'onda nella blogsfera occorre poter dedicare molto tempo, e, direi, farne la propria "seconda attività" principale.
Frequentare almeno alcuni dei blog principali. Se no...
Ma io confermo la mia qualità dichiarata di "scavezzacollo" e -specie in questo periodo- non mi va di sentirmi obbligato a nulla.

Questa sitruazione mi fa capire che la pretesa "omnicentralità" dei nodi della rete si può trasformare facilmente in una "omniperifericità", nella quale informazioni salienti non ti raggiungono in ogni caso.
Vuoi per la vastità della rete, vuoi per una improvvisa cortocircuitazione personale. Ma non è importante.

Volevo aggiungere che è stato un piacere conoscere personalmente Barbara68 e MelPunk, col quale collaboro da anni ma che non avevo mai incontrato "de visu".

Tornando "sul campo", mi ha colpito l'atteggiamento di Flounder, che -lo ribadisco se mai ce ne fosse bisogno- stimo.
 Le presento la persona che mi accompagna, definisco il nome bloggesco, l'alias, l'avatar, il nick (chiamatelo come volete) ma lei si dichiara subito con veemenza partenopea "veramente scucciata".
Vuol sapere il NOME ("ce l'avrai un nome").
Il tutto con una certa insofferenza. Sempre ironica e sorniona, mai sgarbata, per carità..
Poi dibattendo di questa questione (della quale onestamente anche io sono ormai "verarmente scucciato") inizia a chiamarmi Gugliemo ("perchè tu t chiami Guglielmo, no?").

Ritengo che questa faccenda stia andando  oltre.
Questa questione del nome VERO è ridicola.
Ho già smesso di frequentare un blog collettivo sul quale mi trovavo molto bene per questa questione reiterata, proposta alla nausea, ridibattuta con istinti a volte poliziesco-inquisitori.
Sempre allo stesso modo.
Solo i veterani della Rete sono in grado a fondo di capire la questione.
Altrimenti molti lo considerano come minimo un vezzo fastidioso, nella peggiore delle ipotesi un pericoloso tentativo di dissumulazione che potrebbe avere intenti delinquenziali (sic!)
Sono anche stufo di dare spiegazioni sulla genesi e il significato del mio Alias: del resto non essendo famoso come Nek non ho il diritto di voler usare un Alias. No?

Però devo dire che sia nell'ambiente radiofonico (Rai Radio3) in cui William ha debuttato e quello teatrale nel quale ha ripetutamente operato NESSUNO si è mai posto questo problema poliziesco.
William è stato sempre William e basta, anche se TUTTI sapevano il "vero" nome nessuno si è mai posto in modo morboso il problema di come chiamarmi. E mi chiamano William.
Cosa vorrà dire?

Quindi, abbastanza paradossalmente, questo problema viene posto con tanta forza solo in ambito blog, la pretesa frontiera di grande innovazone, rottura degli schemi e democraticità.

E onestamente sono stufo e deluso di accorgermi che l'istinto di catalogazione e omologazione è tracimato ampiamente dalla vita quotidiana ai territori liberi della Rete.

Adesso mi chiamo Asdrubale, perchè A ME va così.


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martedì, marzo 27, 2007


NUMERO UNO

Oggi per la prima volta dopo quasi quattro anni mi è capitato di essere il primo commentatore di un blog nuovo... Quello di Lisaaa.
In bocca al lupo.
:-)

posted by williamnessuno alle ore 13:09 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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