Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
giovedì, maggio 15, 2008


MEGLIO CAMBIARE, NO?

MacEwan_001

ritratto di MacEwan Writer, aspetto provvisorio
posted by williamnessuno alle ore 23:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cyberpunk, fotografia ritratto, cyberavatar, second life


mercoledì, novembre 21, 2007


QUI PUPA, PROPULSORE UNIVERSI PARALLELI ALTERNATIVI


All'interno del -letteralmente- fantastico blog narrativo TOR di aquatarkus, una notizia veramente interessante è saltata fuori out of the blue.
Il blogger Gilgamesh ha sostenuto di essere lui quel John Titor col quale nel programma Voyager di Giacobbo ce l'hanno menata per settimane: il presunto viaggiatore arrivato nei nostri tempi dal futuro che ci metteva in guardia su eventi ancora da venire e che si era misteriosamente manifestato su internet tempo fa.
Fake? Fake nel Fake?
Stranamente nell'ultima puntata di Voyager ogni riferimento a Titor era scomparso...
posted by williamnessuno alle ore 10:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: internet, cyberavatar, titor


sabato, luglio 21, 2007


LA SPIA SECOND LIFE

Di solito ho una certa a stima di Michele Serra, trovo acuti, garbati e divertenti i suoi commenti sulla rubrica  "L'Amaca" (La Repubblica).
Però, come tanti intellettuali che hanno superato i 50, gli devo imputare una certa incapacità di proiettare i fenomeni quando si tratta di questioni cyber/virtual/telematiche.
Ieri si è cimentato in un'amaca a Tema "Second Life" veramente scarsa e talpesca.


Mentre il cyberspazio freme (in bene e in male, lo vedremo) per la rivoluzione di Second Life, mentre le Aziende , Politici, Media, Musicisti si precipitano ad aprire i propri spazi sulla piattaforma virtuale, tutto quello che riesce a inventarsi Serra è più o meno "Finalmente ho visto di cosa si tratta e mi sono tolto la paura: che vuoi che siano queste figurine quadrettose e con l'aspetto di manga."
Conclude: "Ma insomma, quello è una proiezione infantile, un processo di bambinizzazione e speriamo non di rimbambimento".
Innanzitutto, ricordo che uno dei libri più inqueietanti che mi sia capitato di leggere nella postadolescenza fu "Il Signore delle Mosche". Dei naufraghi bambini creavano una MOSTRUOSA e crudele società "bambinizzata". 
Il Cielo ce ne scampi e liberi,  (dal romanzo di Golding sono stati trartti anche due film).
In secondo luogo, conoscendo la velocità di crescita delle dinamiche virtuali e della potenza-macchina dei computers. c'è poco da credere (per fortuna, dico io) che Second Life resterà per molto tempo popolata solo da pupazzi quadrettosi.
Quindi, a Serra toglierei anche questa sua ultima tranquillizante illusione.

Sono entrato in Second LIfe alcune volte (se vi interessa con il nome di Macewan Writer), la mia macchina sebbene non certo obsoleta non è abbastanza potente per gestire il "gioco" con efficacia.
Questo sì che si congfigura in prospettiva come un limite enorme!
Ma basta andare in giro per siti per capire quale sia lo spessore del fenomeno.
I rischi o i pericoli possono esser considerati molti.

In primis l'inevitabile tentazione di portare l'immondizia del mondo reale nella Second Life: è il caso di questa notizia a proposito del "Grande Fratello".
Ebbene sì, il Grande Fratello anche in Second Life.
Quello che non si capisce bene è quale necessità si senta di riportare le banalità di certe cose che ci disgustano già nella vita reale anche nel cyberspazio.
Violenza, aggressività: Second Life non è immune.
E anche qui, mi ricollego a quanto detto poco fa ma tante altre volte, la questione è che il cyberspazio, sul quale sono stati investiti tanti soldi (e non solo "dollari Linden", la valuta semivirtuale di Second Life) DEVE RENDERE.
Aprire una televisione su Second Life o farci il Grande Fratello è -ritengo- solo una forma di scouting per sondare le possibilità di colonizzazione commerciale.
O un modo per aumentare la longevità o la credibilità di certi prodotti di scadente TV.
Anche se i risultati appaiono ancora molto incerti, e c'è chi si interroga in modo molto acuto.

Di certo una wave abbastanza forte è quella di chi tenta difare soldi veri con o riesce a fare soldi virtuali in Second Life.
Non ci trovo nulla di male, in questa crisi generalizzata dell'economia occidentale si tenta di farr soldi cone si può,
In realtà perseguo una mia linea coerente: cercare di evidenziare che l'ideale di una innovazione così potente e potenziale come il Cyberpazio andrebbe sprecata se servisse solo per riprodurre gli schemi (commerciali?) della comunicazione di massa.
O semplicenemte una simil-vita reale nel bene e nel male.
Sarebbe interessante sapere quale valenza psicologica potrebbe avrebbe questo fattore.
Uno sfogo che eviterebbe degenerazioni nella "First Life" o un motore dinamico che potrebbe amplificare le degenerazione anche nela First Life?
Non sono qualificato a rispondere a queste domande ma mi paiono più interessanti delle scialbe considerazioni di Michele Serra.
Spero che qualcuno dei brillanti esperti che stanno in rete possa dare una mano ad approfondire questi temi.
E' un fatto che First Life e Second Life corrono come linee parallele che però per ora sembrano non incontrarsi facilmente.
Le immagini di Second Life che mi colpiscono di più sono quelle dove i protagonisti volano.

Nel Grande Fratello TV, nessuno può volare.
Amen.
posted by williamnessuno alle ore 13:08 | Permalink | commenti (27) / commenti (27) (pop-up)
categoria: avatar, virtuale, cyberavatar, second life


giovedì, aprile 19, 2007


EXPERIMENTING MINIMAL DEATH

- scomparsa-

Il mio sito web è stato eliminato.
E nessuno mi ha informato.
Nessun avviso al mio Host. E' semplicemente accaduto all'improvviso.
Inizialmente mi sembrava  di non ricevere più i report quotidiani sui visitatori. "Qualcosa non va", ho pensato.
Mi sono connesso e sullo schermo sono apparse queste parole inquietanti: "there is no such a directory on this server".
Ma come. Mi ci sono connesso, ho fatto modifiche fino a due giorni fa.
Così, il mio sito web non esiste più sulla rete.
La mia presenza, giù nel cyberspazio, non è più permanente, non sono più in attesa di visitatori per dire loro come la penso.
Posso solo entrare dal mondo concreto con email-sospiro, come singhiozzi di presenza.
Questa è una specie di micromorte.
Minimale.
Che non influenza la vita reale, per fortuna. Se ci vogliamo credere.
Ma si tratta comunque di una morte minimale.
Il sito giace disperatamente dentro il mio hard disk, o meglio, lì giace un'immagine statica del sito, con la quale io solo, come una specie di mesmerizzatore, posso interagire.
E tutti i messaggi che ho madato in giro con quell'URL, tutte quelle informazioni stivate su Lycos, Infoseek, Magellan, Yellow Pages, Yahoo (1)... Tutte le lettere che ho inviato nello spazio reale con quell'indirizzo in fondo...
Tutto suona falso, adesso. Tutte informazioni morte, senza valore. Tutto suona passato. Un passato che riemipe inutilmente spazio-disco, che verrà rimosso in un tempo ragionevolmente breve. Per lasciare spazio a qualcosa d'altro.
Ora, potrei essere definito una specie di bugiardo cibernetico a causa di queste informazioni che sono diventate false?
Ma io non posso influenzare la volontà di questo server remoto, addirittura situato in un altro continente.
Ed esisterà una metempsicosi,  una reincarnazione digitale? Troverò alto spazio-disco per sopravvivere altrove? Esisterà un altro Host?
Mi addormento pensando  quale sarebbe stato il prossimo upgrade che avrei effettuato.

1) Motori di ricerca più usati in quel periodo.


Pubblicato col titolo RE-MOVE nel 1999 sulla rivista americana
"NEW OBSERVATIONS - cultures of cyberspace" numero 120, 
a cura di Alan Sondheim, fondatore di una interessantissima lista di discussione chiamata CYBERMIND
Il testo è stato rivisitato in occasione di questo post.




ORIGINAL ENGLISH VERSION


My web site has been cut off.
No one informed me.
No warning. It just happpened. Out of the blue.
At first I felt unconfortable because I realized I was no more receiving daily reports for the accesses. "Strange", I thought.
I connected and disquieting words noticed that "there is not such a directory on this server".
So, my web site does not exist anymore in cyberspace.
My presence out there is no more permanent, I'm no more there waiting for visitors to tell them what I think.
I can just come in from the concrete world with sobbing e-mails, like hick-ups of presence.
A kind of microdeath. Minimal.
Not infuencing phisical life, by chance.
But that's a minimal death.
My site only lies hopelessly inside my HD, a static picture of it, with no other possible interaction than mine.
And all the messages I sent out with those tag lines including web addresses, all those infos stored inside Lycos, Infoseek, Magellan, Yellow Pages, Yahoo... all the letters I wrote in the concrete space with that web address at the bottom.... all sounds false now. All death infos without any value, any life. All sounds past. A past filling disks' space uselessly. That will be removed in reasonable time.
Now, could you define me a kind of electronic liar because of those infos become false?
I can't influence the will of this Far-Away Host.
And will re-incarnation exist? Will I find other disk-space for the site to survive elsewhere? Will another Host exist?
I fall asleep wondering what next upgrade could have been.



posted by williamnessuno alle ore 00:57 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: racconto, internet, tempo, virtuale, cyberavatar, cybermind


giovedì, novembre 23, 2006


ACCHIAPPARE SUL DOPPIO BINARIO
("TRE ANNI..." - PARTE SECONDA)


"Non fare nulla nella vita se non è utile alla tua felicità"
Steve Wozniak, fondatore di Apple, citato da
PEKKA HIMANEN, "L'Etica Hacker"


Dagli stimoli nati dai comments (di Gaetano, MadMapelli, RosaTiziana, Minerva, Utente Anonimo, Freemorpheus) al post precedete, è nata una risposta articolata che  ho deciso di pubblicare come testo a sè stante.


Di certo sul blog c'è anche un "retropensiero" ovvero quello di acchiappare.
Come dice Minerva, il blog è come uno specchio della vita reale scandita per post.
La teoria che "su internet c'è di tutto come nella vita reale" è quella che ho sempre spiegato a quelli che, per attaccare il mezzo non conoscendolo, parlano sempre e solo di pornografia.
L'ambiguità del mezzo-blog non consiste secondo me in questa "trasposizione" della vita reale sulla rete, ma nel "doppio binario" che necessariamente si crea, doppio binario che alterna la fase "virtuale" (posts) in un posto pubblico (blog) alle comunicazioni personali (email, telefonate).
Il che a volte (secondo la mia esperienza) si trasforma un po' in una specie di "coordinamento occulto" in cui la vita "esteriore" dei blog viene influenzata sotterraneamente.
Prima che nascano sospetti indebiti in persone delle quali sono amico, MI DISSOCIO DA CHIUNQUE TENTI DI INSERIRSI IN MODO ILLEGALE E VILE IN QUESTE COMUNICAZIONI  in doppio binario, che certamente avvengono in tutti i gruppi, anche io ne ho fatto parte quando ho partecipato a specifici progetti collettivi e le usiamo quando si coordina il Blog Boreale.
Per mettere in piedi una analisi sociologica della comunicazione non più superficiale e  limitata del fenomeno-blog occorre tottavia tenere presente anche questo aspetto.

Ma sul Blog si crea abbastanza di frequente anche un "rimorchiare virtuale virtuale" il raddoppio della parola "virtuale" non è un refuso, una forma di seduzione fine a se stessa, solo per verificare, per sapere di piacere.
Per questo credo sia una cosa un po' generalizzata.
Poi ci sono anche i casi in cui una blogseduzione ha seguito nella vita reale, ma NON senza essere prima passata nella fase del "doppio binario".
Il "doppio binario" in questo caso ha una funzione positiva, non quella di pissipissi "tizio dice questo" "caio ha fatto quello", ma una funzione di disvelamento degli elementi che in un post rimangono ambigui (partendo dalla teoria che sarà pure "pubblico", ma che nessuno è se stesso fino in fondo in un post, anche se lo pensa o lo vuole, perchè sa che MOLTI leggerano e giudicheranno).
Elementi che NON vengono alla luce o magari, al contrario, sono addirittura falsati per via dell'"immagine" che si vuole comunicare di Sè in questo luogo (il proprio Cyberavatar).
Luogo che può sembrare a prima vista "intimo ma che invece è assolutamente "SOCIALE".
Ed è "sociale" anche a sorpresa, nel senso che non sai mai chi ti sta leggendo, chi conosce il tuo alias, avatar o pseudonimo che sia.

Sul blog divertirsi è cosa buona e giusta.
Credo che il vantaggio di essere "nuovi arrivati" sia una specie di mancanza di tasselli del puzzle che ti fa pensare descriva un oggetto del tutto diverso...
La fase invece della composizione del puzzle (uno dei possibili puzzles) e della conseguente disillusione per me è passata  mesi fa.
Adesso la fase è cambiata, ed è quella del (parziale) distacco, che se prima era doloroso, ora è più freddo e razionale.
Adesso mi sento una voce piuttosto isolata e non più parte di una comunità e una comunione di idee e ideali come era stato tre anni fa ai tempi di La Pizia e soci.
Forse non a caso molti scomparsi dalla  blogsfera.
Ma come dico sempre: oggi è così.
Magari domani cambio idea.
Sempre -spero, spero davvero- con un minimo di coerenza di base.
Coerenza che pare essere una delle merci più rare nella blogpalla.

domenica, agosto 20, 2006


BLOG ESSENCE

"The need to speak, even if one has nothing to say, becomes more pressing when one has nothing to say, just as the will to live becomes more urgent when life has lost its meaning."
-- Jean Baudrillard

posted by williamnessuno alle ore 11:40 | Permalink | commenti (26) / commenti (26) (pop-up)
categoria: internet, scrittura, blogsfera, baudrillard, cyberavatar


martedì, febbraio 28, 2006



LA FINE E' VICINA (1)

Stamattina in un bar colgo dal tv cirCostanziato su Banale 5 (detto anche "il canile" come lo definivano alcune persone che ci lavoravano) sproloqui su internet e sulle chat in particolare.
Un tipo in giacca blu,  con cappelletto da baseball (forse pensava di poter essere riconoscibile dalla pelata?) di schiena come quando si intervistano pentiti di mafia o prostitute in incognito. Per fortuna non hanno sentito la necessità di vocoderizzargli la voce trasformandolo in un Kraftwerk (ma direi meglio, in un "Rockets", che mi pare molto più trash quindi più atto al paragone trichechesco).
In questo Supplizio Costante Show mattutino (2) il tizio raccontava di aver conosciuto in chat una donna, che gli era piaciuta, che si erano incontrati ed era nato qualcosa tra loro: sul finale però il tizio baseballberrettato dichiara candidamente che suo MOGLIE non ha preso la cosa bene, che l'ha scoperto, e che questa donna conosciuta in chat gli piace molto ma non vuole rovinare il suo matrimonio. Ipocrita,
Ma a quel punto un probabile psicologo dal look similmeluzziano (la cameriera sapeva il cognome, ma dal bar a a casa l'ho scordato) inizia a sbraitare che si usano per queste cose parole dolci e da romanzo ma finte, quando dietro alle storie di chat c'è solo una ricerca del sesso. Oooops.
Per fortuna ha specificato "Chat".
Adesso chi glie lo dice allo psicofigo delle statistiche citate dal Professor La Barbera?(3)
Il concetto che vorrei sottolineare è che non solo sulla rete si manifestano atteggiamenti mutuati dai mass media come scritto in un un altro post su Inedita Blog. E' che adesso sono i mass media a "pucciare il pane nella bagna"  (4) che la rete fornisce e però a proseguire nel discreditare il mezzo internet attraverso storie-pettegolezzo.
Oddio. Io ho colto solo quella. Magari il programma era completissimo, documentato, dai punti di vista a 360°...
Ma conoscendo il mezzo ne dubito.

(1) questa frase la diceva sempre un mio amico ventenne un tantino paranoico, che era convito sarebbe morto giovane. Naturalmente è ancora vivo.
(2) DISCALAIMER: ogni riferimento a fatti  e persone realmente esistenti è puramente casuale. Le vicende raccontate sono di fantasia e nascono dalle fobie e dagli incubi dell'Autore.
(3) "E' del 20-30% l'incremento annuo di relazioni che si costituiscono da rapporti online, usando chat, blog, newsgroup, siti per scaricare file, e la stima è che nel 2025 il 30% delle coppie occidentali sarà costituita da soggetti che hanno avuto il primo approccio in rete".
(4) Inzuppare il pane nel sugo, espressione da me malamente tratta dal piemontese.

posted by williamnessuno alle ore 12:55 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: etica, tv , cyberavatar, inedita


venerdì, gennaio 13, 2006


PAUSA


Mi prendo alcuni giorni per scrivere seriamente.
Mi sono reso conto, anche grazie all'iniziativa sul Blog di Inedita di Massimo - Salto del Canale intitolata "il tempo che ho" che sto dilapidando il mio patrimonio di energie, di scrittura, di creativià per far fronte alle esigenze di essere presente sul blog (che sennò non ti legge più nessuno se non posti regolarmente) o per polemizzare anche in modo stupido e inutile qua e là.
A tra qualche giorno.
Per stavolta.
:-)

In un post su inedita si parla proprio della pausa e di altri interessanti temi.
Autore Nonostantetutto.


posted by williamnessuno alle ore 18:59 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: scrittura, rage, blogsfera, cyberavatar, inedita, williamnessuno


martedì, dicembre 06, 2005


ANCORA CYBERAVATAR

Sul blog di ricerca "cyberavatar" alcuni nuovi post di Minerva84, William e Philosofia.
Chi desiderasse postare su quel blog può mandarmi un messaggio privato.

posted by williamnessuno alle ore 18:32 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: cyberavatar



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