BRUCE STERLING IN ITALIA
Ormai alcuni giorni fa
un convegno "virtuale" sul sito di Repubblica, tra i vari interventi quello di uno dei padri del genere narrativo catalogato come "Cyberpunk": Bruce Sterling.
Sterling non ha nascosto i suoi punti di vista (espressi anche nelle sue opere) e in generale contunua ad intravvedere una contrapposizione forte tra "corporations" e singolo individuo.

La critica reiterata da sempre a Microsoft, in questi giorni dell'uscita del
nuovo Windows "Vista" (che per un ennesima volta copia le trovate portate alla ribalta anni fa dal Mac OsX, come ad esempio le finestre trasparenti) Sterling l'ha basata, come è giusto, non solo sull'atteggiamento oppressivo e depressivo di Microsoft su un mercato semimonopolizzato, ma sulla SICUREZZA per i singoli utenti.
Non a caso sui giornali la prima cosa che si scrive è che Vista ha molto migliorato i suoi aspetti di sicurezza, ma questo è stato un ritornello ripetuto per tutte le versioni degli ultimi anni. E nel frattempo io ascolto i quasi quotidiani lamenti della mia compagna, il cui Windows sembra ricettacolo di continui nuovi virus che le impediscono di lavorare. Mentre io sul Mac dal 1987 credo di aver preso uno o due virus in tutto, e solo nei primissimi anni.
"Un computer su 4 che usa Windows è alla mercè di criminali informatici".
In generale la stampa ha riportato questo statement come "un computer su quattro" tout-court, senza fare nomi... Nella conferenza invece si sente chiaro e
Sterling consiglia di usare open source (in pratica Linux) o MacOs.
"Save the planet. Use a MacOs." Questa è stata a lungo una delle signatures che ho usato in calce alle mie email. Adesso è carino sapere che Bruce Sterling la pensi come me -
con buona pace del mio amico Suzuki Maruti, che è invece un po' il fiero, pure troppo coerente Anticristo del Mac.
Naturalmente resta interessante l'ipotesi del mio amico "
Guru" (che non è Granieri e che non ha un blog linkabile): MacOs è sicuro anche perchè chi fabbirca virus e altri programmi pericolosi vuole colpire il maggior numero di computers possibile, e statisticamente è ovvio che progetti per Windows.
Mac Os è talmente minoritario che non interessa i criminali informatici.
Sterling ha parlato poi delle paure che attanagliano l'occidente oggigiorno.
"L'ossessione della sicurezza non porta a maggior sicurezza". Anche perchè
"Le persone vogliono condividere molto più di quanto vogliano nascondere".
Sulla diatriba
"Blog vs giornalismo" (che tanto è cara anche ai bloggers nostrani) Sterling è stato abbastanza chiaro: Il giornalismo esiste da due secoli, i blog da un decennio... E probabilmente non esisteranno a lungo per lasciare il posto a qualcos'altro.
In effetti ha espreso alcune idee che condivido, tra le quali quella che quando lui pratica il giornalismo si pone in un'altra ottica, perchè il giornalista è uno che esce dalla rete, va e incontra le persone ed è in grado di cogliere sensazioni che altrimenti sfuggono.
Sul
problema del dirtto di autore:
"mentirei se non vi dicessi che ci piace condividere la proprietà degli altri".
"Information must be free" era del resto uno dei motti dei cyberpunk, messo anche in musica da
Billy Idol.
"Stiamo criminalizzando i giovani, e gli sforzi che stiamo facendo non ci stanno facendo progredire". Insomma la questione diritto d'autore, come tante altre, deve ancora trovare la sua strada nel mondo nuovo della rete globale.
Ho trovato molto affascinante
il problema dei supporti sollevato da Sterling.
Chiunque tra noi sa che nell'ultimo decennio abbiamo frettolosamente trasferito i nostri dati da floppy ad hard disk di vario genere e diversa connessione a Compact Disk a DVD: naturalmente perdendone molti, di quei dati.
Perchè i supporti digitali diventano obsoleti velocemente.
Sterling ha fatto l'esempio invece, di una pellicola ben conservata al buio è leggibile ora come 50 anni fa.
In questo ha identificato una pecca della dilagante società digitale.
Su questo c'è un po' da rflettere per tutti.