Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
giovedì, maggio 15, 2008


MEGLIO CAMBIARE, NO?

MacEwan_001

ritratto di MacEwan Writer, aspetto provvisorio
posted by williamnessuno alle ore 23:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cyberpunk, fotografia ritratto, cyberavatar, second life


mercoledì, aprile 11, 2007


OLTRE IL VECCHIO ISAAC

I media ci hanno intrattenuto in questi giorni con una notizia asimoviana.
Un professore -nientemeno che il capo degli scienziati di Sua Maestà Britannica- avrebbe stabilito che ormai urge una regolamentazione ai diritti dei Robot.
Entro cinquan'anni la questione deve essere risolta.
Sì, avete capito bene.
Robot.
Allo stesso tempo in Giappone si studiano misure per la regolamentazione etica degli stessi Robot, basandosi proprio sulle veccchie "Leggi della Robotica" descritte da Asimov.
Le notizie, oltre a farmi riflettere sul fatto  che i tempi precognizzati dal l Vecchio Isaac (così da ragazzi chiamavamo Asimov, io e il mio amico Verzo, il quale poi avrebbe studiato informatica all'università... Ma questa è un'altra storia...) siano improvvisamente giunti, mi scatena alcune altre riflessioni collaterali.
Ad esempio.
In un mondo dove un numero sconfinato di esseri umani non gode dei diritti più elementari - e non credo probabile che la questione si risolverà nei prossimi cinquant'anni- trovo tra il curioso e l'inquietante una preoccupazione simile nei confronti dei Robot.
I diritti identitari degli esseri umani, in una società sempre più complessa a causa dell'informatizzazione e l'assenza di privacy, sono a rischio -per motivi radicalmente diversi- anche nelle società avanzate.
In Giappone (sempre lì...) un albergo ha un robot donna che si occcupa dell'accoglienza dei cilenti. Mi domando, col problema della scarsità di lavoro per gli umani che affigge il mondo industrializzato come possa essere vista una cosa del genere.
Sicuramente, per ora, una semplice trovata pubblicitaria.
Dall'altro verso della medaglia, trovo curioso che in un mondo dove il degrado etico avanza implacabile, si vogliano stabilire le regole comportamentali per i Robot -la prima Legge della Robotica di Asimov.
E' come se non potendo attendere noi stessi alle più banali regole etiche, ci ritrovassimo tutti tronfi a volerle falre rispettare dai Robot.
Tuoneremo "non uccidere!" in una patetica parodia di quanto secondo la Bibbia fu detto a noi.
Forse l'avere un' etica e rispettare le regole più elementari saranno le ultime cose che sapremo demandare alle macchine. Altro che compiti o lavori.
Loro rispetteranno i dettami, lo faranno meglio di noi, lo faranno al posto nostro, per noi, e noi ci sentiremo finalmente esentati.
Nella peggiore delle ipotesi, saremo pronti a perseguire i Robot che abbiano infranto delle regole da noi stabilite, e saremo tutti presi dall'additarli come colpevoli, sentendoci bene perchè alla fine ci libereranno non tanto da lavori o fatiche, ma soprattutto dallo sgradevole ruolo di "colpevoli".
Un ruolo che già oggi come oggi rifiutiamo.
La colpa non esiste (hanno voglia i religiosi a tentare di re-instillarla), è sempre di qualcun altro.
Figuriamoci tra cinquant'anni.

posted by williamnessuno alle ore 14:24 | Permalink | commenti (38) / commenti (38) (pop-up)
categoria: etica, cyberpunk, virtuale, futurama, robot, asimov isaac asimov


domenica, febbraio 04, 2007


CALCIO (DOMANI?)

posted by williamnessuno alle ore 13:42 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: segnalazione, tempo, cyberpunk, rage, enki bilal, patrick cauvin


venerdì, febbraio 02, 2007


BRUCE STERLING IN ITALIA

Ormai alcuni giorni fa un convegno "virtuale" sul sito di Repubblica, tra i vari interventi quello di uno dei padri del genere narrativo catalogato come "Cyberpunk": Bruce Sterling.
Sterling non ha nascosto i suoi punti di vista (espressi anche nelle sue opere) e in generale contunua ad intravvedere una contrapposizione forte tra "corporations" e singolo individuo.
La critica reiterata da sempre a Microsoft, in questi giorni dell'uscita del nuovo Windows "Vista" (che per un ennesima volta copia le trovate portate alla ribalta anni fa dal Mac OsX, come ad esempio le finestre trasparenti) Sterling l'ha basata, come è giusto, non solo sull'atteggiamento oppressivo e depressivo di Microsoft su  un mercato semimonopolizzato, ma sulla SICUREZZA per i singoli utenti.
Non a caso sui giornali la prima cosa che si scrive è che Vista ha molto migliorato i suoi aspetti di sicurezza, ma questo è stato un ritornello ripetuto per tutte le versioni degli ultimi anni. E nel frattempo io ascolto i quasi quotidiani lamenti della mia compagna, il cui Windows sembra  ricettacolo di continui nuovi virus che le impediscono di lavorare. Mentre io sul Mac dal 1987 credo di aver preso uno o due virus in tutto, e solo nei primissimi anni.
"Un computer su 4 che usa Windows  è  alla mercè di criminali informatici".
In generale la stampa ha riportato questo statement come "un computer su quattro" tout-court, senza fare nomi... Nella conferenza invece si sente chiaro e Sterling consiglia di usare open source (in pratica Linux) o MacOs.
"Save the planet. Use a MacOs."
Questa è stata a lungo una delle signatures che ho usato in calce alle mie email. Adesso è carino sapere che Bruce Sterling la pensi come me -con buona pace del mio amico Suzuki Maruti, che è invece un po'  il  fiero, pure troppo coerente Anticristo del Mac.
Naturalmente resta interessante l'ipotesi del mio amico "Guru" (che non è Granieri e che non ha un blog linkabile): MacOs è sicuro anche perchè chi fabbirca virus e altri programmi pericolosi vuole colpire il maggior numero di computers possibile, e statisticamente è ovvio che progetti per Windows. Mac Os è talmente minoritario che non interessa i criminali informatici.
Sterling ha parlato poi delle paure che attanagliano l'occidente oggigiorno.
"L'ossessione della sicurezza non porta a maggior sicurezza".  Anche perchè "Le persone vogliono condividere molto più di quanto vogliano nascondere".
Sulla diatriba "Blog vs giornalismo" (che tanto è cara anche ai bloggers nostrani) Sterling è stato abbastanza chiaro: Il giornalismo esiste da due secoli, i blog da un decennio... E probabilmente non esisteranno a lungo per lasciare il posto a qualcos'altro.
In effetti ha espreso alcune idee che condivido, tra le quali quella che quando lui pratica il giornalismo si pone in un'altra ottica, perchè il giornalista è uno che esce dalla rete, va e incontra le persone ed è in grado di cogliere sensazioni che altrimenti sfuggono.
Sul problema del  dirtto di autore: "mentirei se non vi dicessi che ci piace condividere la proprietà degli altri".
"Information must be free" era del resto uno dei motti dei cyberpunk, messo anche in musica da Billy Idol.
"Stiamo criminalizzando i giovani, e gli sforzi che stiamo facendo non ci stanno facendo progredire". Insomma la questione diritto d'autore, come tante altre, deve ancora trovare la sua strada nel mondo nuovo della rete globale.
Ho trovato molto affascinante il problema dei supporti sollevato da Sterling.
Chiunque tra noi sa che nell'ultimo decennio abbiamo frettolosamente trasferito i nostri dati da floppy ad hard disk di vario genere e diversa connessione a Compact Disk a DVD: naturalmente perdendone molti, di quei dati.
Perchè i supporti digitali diventano obsoleti velocemente.
Sterling ha fatto l'esempio invece, di una pellicola ben conservata al buio è leggibile ora come 50 anni fa.
In questo ha identificato una pecca della dilagante società digitale.
Su questo c'è un po' da rflettere per tutti.

posted by williamnessuno alle ore 11:54 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: etica, internet, tempo, cyberpunk, blogsfera, william gibson, bruce sterling



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