Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
mercoledì, febbraio 27, 2008


WEB DAYS 2008, PART ONE


WebDays 2008 a Torino
è stata una manifestazione di grande interesse (come del resto l'edizione del 2005), ha messo in fila conferenze di punta molto stimolanti. 
E poi, il Torino Bar Camp 2008, giornata con duecentocinquanta iscritti. Giornata nella quale anche io ho tenuto un modesto intervento, vivacizzato dal pacato dibattito con Gaspar Torriero, che ringrazio, con Gareth Jax e con tutti gli altri radi presenti.

La mattina del 22 ho assistito con grande curiosità (e un po' di nervosismo) alla conferenza coordinata da Arsenio Bravuomo, che conduceva nel percorso "la morte dell'intermediario (e dell'autore)" Antonio Tombolini, Marianna Martino di Zandegù. Tommaso Labranca ed Eleonora Gandini della ormai mitica (e mitizzata) editrice online Lulu.com
Il coordinatore ha esordito con una slide (che sucessivamente definirà "provocatoria") che avrebbe dovuto sintetizzare l'abbattimento di barriere alla pubblicaione che la rete ci concederebbe:

Prima:
AUTORE___casa di produzione /editrice____distributore______ FRUITORE

Adesso:
AUTORE________________FRUITORE

Il presunto meccanismo l'ho già ampiamente criticato nel mio libro "La visione Fideistica", la mia teoria è che l'incontro autore-lettore, a fronte di una tale mole di informazioni che circolano sulla rete, sia del tutto random e non necessariamente automatico nè certo.
Non credo nemmeno (ma qui posso essere accusato di invidia, lo so) che su internet  le cose "che valgono" alla fine avranno successo, per una sorta di selezione naturale. Sarà che al darwinismo a livello di idee non ho mai creduto...

Antonio Tombolini diceva giustamente che l'intermediario continua ad esisetere, ed è LA RETE (io aggiungerei: con le sue complessità). Sottolineava che questo intermediario non è affatto "neutrale", facendo l'esempio di Google

Tommaso Labranca svelava i meccanismi perversi dell'editoria tradizionale (testi completamente riscritti dall'Editore o da un pool di autori che poi firmano per il nome già affermato di turno). Faceva l'esempio tra gli altri del libro di Pulsatilla del 2006.
Poi spiegava che gli scrittori non guadagnano dal loro pubblicare (a parte rarissimi casi) ma dall' "indotto" (articoli di giornali, conferenze eccetera) che la popolarità porta con sè.
.
Questo dava il destro a Tombolini per sostenere che in fondo gli Autori possono tranquillamente rinunciare ai propri miseri redditi/diritti, a favore dello scambio di comunicazione.
Tutto pareva strano, dal momento che l'intermediario-internet  era assolutamente presente, ovvero la rappresentante di Lulu.
E  appariva chiaro che comunque sugli Autori che scrivono sulla rete è in corso un fenomeno di commercializzazione: ovvero, non è che nessuno ci guadagna. Che tutto sia gratis in uno scambio di totale generosità (un mio amico, Andrea Ovcinnicoff, - Offstudio, alla fine degli anni 80 aveva fondato una formula in ambito mail art - arte postale: il GENERATTIVISMO).
A guadagnare però nel nostro caso sono altri.
I proprietari di (non si discute, billantissime) idee COMMERCIALI.
Quindi apparirebbe che alla fine la rete favorisca NON le idee tout-court, ma le idee di business.
Altolà, lo sfruttamento del desiderio di pubblicazione è in corso da sempre off-line, le case editrici a pagamento sono sempre pronte: io stesso ho ricevuto due proposte simili negli ultimi due anni. "Pagare denaro, pubblicare tuo libro". Quindi non c'è da fare i moralisti.
Si crea un mercato e c'è chi deve/sa guadagnarci, si chiami Lulu o Palomar è uguale, anzi, Lulu è più equa. Se per uno strano (remoto) caso vende una copia del tuo libro ti riconosce un guadagno (che tu stesso stabilisci).
Poco piacevole la parentesi nella quale si diceva che duecentomila testi sono stati pubblicati con Lulu ma che pochissimi possano essere considerati validi (non vorrei ricordare male ma mi pare sia stato detto "uno o due"...). E certamente tra questi non c'è il mio. ;-)
Questo a sottolineare (involontariamente) l'inutilità di un'operazione del genere.
Fermo qui il report riferendo della giusta osservazione di Labranca: la figura dell'Editor (colui che cura l'opera di un autore, dà suggerimenti per modifche o correzioni) e che contribuisce al MIGLIORAMENTO dell'Opera, nell'ipotesi lineare di Bravuomo risulterebbe comunque e putroppo scomparsa.


Foto su Flickr di WebDays e BarCamp

William Nessuno e Garteh Jax a pranzo, foto di Roberta Milano.


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domenica, dicembre 09, 2007


UNA WEB TV TUTTA SUI LIBRI


Nasce booksweb.tv, nella homepage anche una videorecensione del nostro amico Zop.
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categoria: letteratura, tv , recensione, internet, editoria, video


mercoledì, marzo 21, 2007


EGALITE' E RUMORE DI FONDO IN RETE (beta 1.0)


Prescindendo dal basilare problema dell'accesso, la  pretesa  democraticità della rete, il suo presunto egalitarismo, costituiscono un efficacissimo depistaggio rispetto agli altri problemi che la affliggono.
In realtà  questa pretesa contribuisce a sovraccaricare il sistema comunicazione-rete di un rumore di fondo inutile, se non dannoso.
Non è la prima volta che ne parlo.
Tutti possono dire qualunque cosa (perfino io...) e questo, data la nostra limitata capacità di ascolto, contribuisce alla dispersione energetica, e, in definitiva, a una vera e propria dissipazione.
Tutti abbiamo il dovere di rispondere a tutti, di considerare tutti per non essere ritenuti dei presuntuosi che si sottraggono al concetto di egalité.
In effetti, onestamente, chi può ergersi a giudice, e capire/decidere cosa è noise e cosa no?
Quello che sotto certi aspetti può essere positivo ("sulla rete chiunque può dire la propria e avere interlocutori; sulla rete ognuno è libero di trovare il proprio critico o pensatore di riferimento mentre i giornali ci impongono sempre i soliti"), sotto altri può essere un handicap verso il quale oggi come oggi non siamo attrezzati (e temo non lo saremo, almeno a breve termine).
Rumore di fondo e dispersione spingono il sistema verso un'inutilità e  una vacuità simile a quella del medium di massa televisivo, da molti considerato invece antitesi,  in reale contrapposizione.

Tuttavia si potrebbe configurare una similitudine inquietante: là dove in TV vengono selezionate delle stupidaggini da fornire al pubblico, sulla rete le stupidaggini ci arrivano random da fonti che non possiamo scegliere o su siti spavaldamente e assurdamente linkati da Google a una nostra ricerca: sulla email, nei comment degli anonimi aggressivi e deliranti sui nostri blog, o nei blog che leggiamo abitualmente.
Questo ci impone o di non considerarli, oppure di perdere tempo ed energie a rispondere, a seconda della nostra adesione al principio di egalité.

L'ultima frontiera potrebbe essere quella di spendere la maggior parte del proprio tempo a proteggersi da tutto questo, continuando a simulare l'interazione volontaria con il vasto mondo -sempre più vasto- della rete.
In parte ci sono software che agiscono al posto nostro per proteggerci:  gli aggiornamenti "security" degli OS sono sempre più frequenti.
I blog si armano di insopportabii codici alfanumerici da digitare diligentemente per lasciare un banale comment (il che personalmente mi scoraggia a farlo) o non lasciano commentare se non si è utenti registrati di una data community (ti lasciano scrivere il comment poi ti accorgi che non lo inoltrano: ulteriore tempo sprecato, interazione abortita, energià dissipata).
I "providers" che ci offrono servizi -gratuiti o a pagamento che siano- alzano sempre il tiro chiedendo nuove ID, nuove passwords, nuove registrazioni (è di questi giorni la richiesta di Flickr, dopo averci spaventati con presunte intrusioni avvenute nel nostro account, dì creare una nuova  ID su Yahoo per potere accedere regolarmante alla nostra pagina. Flickr acquisita da Yahoo si deve yahooizzare, e noi, volenti o nolenti, con lei).
Noi sottostiamo a tutte queste rinnovate richieste di appartenenza con parziale inconsapevolezza, o con un po' di paura,  lecita quando per la centesima volta ci viene detto da un lato di non lasciare mai le nostre passwords, dall'altro si chiede di riformularle o reinserirle di continuo.
Spinti forse dalla necessità di continuare ad esporci ed esibirci, cosa sulla quale mi fa fatto riflettere quello che ha scritto Barbara68  in un comment, quello di cui ha scritto anche Baudrillard: "L'espressione di sè come forma ultima della confessione, della quale parla Foucault. Non custodire alcun segreto: parlare, parlare, comunicare instancabilmente. Questa è la violenza fatta al singolo individuo e al suo segreto."(1)
Per una strana coincidenza (diciamo così), Baudrillard sta parlando dei Reality Show televisivi.
Curioso collegamento, vero?

Non c'è tanto da chiedersi se "un giorno" tutto avverrà in rete oppure no, come fanno i sostenitori di quella che io chiamo "visione fideistica".
C'è da chiedersi  se tutto questo meccanismo, tutto questo spazio, questo margine di iniziativa possa veramente essere una concessione che casca dall'alto (per ignoranza o noncuranza...?) a fronte di un sistema massmediatico (TV) invece sempre più ingabbiato e controllato.
In questo caso, come sarebbe possibile che il "potere"  conceda -in particolare alle generazioni più giovani, che tradizionalmente sono le più irrequiete- tutta questa libertà di parola, di espressione? Sarà dunque reale ed effettiva?
Non per creare un ennesima teoria del complotto globale (ne esistono sempre troppe) mi sembrerebbe un'idea meritevole di qualche rifllessione.
Ma non mi pare che nessuno degli espertoni webevangelisti se ne occupi neanche per caso.

E se i controlli in questo caso fossimo costretti -per difenderci- a metterli noi stessi (codici, controcodici, passwords, antispam, communities chiuse) mettendo in atto per conto del sistema tutto ciò? Non sarebbe, parafrasando Baudrillard, un "delitto perfetto"?

Come mai personaggi "creati" in rete (come Pulsatilla, debordata in libro, poi la prima blogger accredita in sala stampa al Festival di SanRemo, poi ospite di Markette su La7, poi...?)(2) stanno osmoticamente nuotando ormai sui canali TV? E  personaggi e programmi TV sono presenti o  si stanno attrezzando per interagire in rete?
Inizalmente avevo pensato a McLuhan e alla sua teoria che i nuovi media in una prima fase tendano a imitare aspetti dei media dominanti in precedenza. (3)
In questo momento ho più la sensazione che la tendenza sia verso un medium unico (salvo le sfrangiature ininfluenti di media minoritari) che -come peraltro si dice da molte parti- metta insieme vari aspetti di quelli precedenti.
Mi chiedo se il tanto nominato Web 2.0 illustrato come luminoso e  illuminante orizzonte futuro, non sia in qualche modo anche questo.
Queste sono domande che qualcuno degli entusiasti evangelisti ad ogni costo, che continuano a credere nell'alterità assoluta della rete, dovrebbe secondo me iniziare a porsi.
O l'euforia deve ciecamente continuare per forza?

(1) Jean Baudrillard, "L'élevage de poussiére" in "Télémorphose", ed. Sens&Tonka, Paris 2002, trad. William Nessuno.
(2) Pulsatilla, "La ballata delle prugne secche", Castelvecchi , 2006
(3) Marshall McLuhan, "Le Radici del cambiamento" (appena lo ritrovo aggiungo le specifiche)



domenica, gennaio 28, 2007


GIRAVOLTE (fresche, non surgelate)

L'attore, il noto attore AB (così lo chiamiamo per convenzione) ci fa salire, io salgo per primo, lascio la troupe indietro perchè deve portare si l'attrezzatura, ci mettono sempre un po' e a me tocca il "primo contatto".
La porta è aperta ed entro.
AB è in piedi, maglione grigio pantaloni marroni, capelli (i pochi persistenti) ritti attorno alla pelata: davanti a lui sette o otto giovani, in piedi pure loro, con cappotti e giacconi. Tutto ha l'aria di un commiato dopo un qualcosa, per esempio una lezione di teatro o vattelapesca.
I giovani sciamano via e io avanzo mentre AB, frettolosamente fa finta di riordinare e senza guardarmi mi dice, con voce secca e nervosa: "Hai letto il libro?"
Io, già sospettoso ma sincero: "no, solo la parte che riguarda lei: me l'hanno dato solo ieri sera..."
Lui: "io l'ho letto tutto... Ce l'ho da una settimana..."
Io: "bene allora".
Intanto la troupe entra e inizia a piazzare la camera e le luci, il tutto come sempre richiede non poco tempo.
AB sempre serio e secco.
AB scorre freneticamente le pagine del libro che dovrebbe prima leggere agli spettatori e poi chiosare.
"Senti, ce l'hai il numero di questo Perrier?"
(L'autore del libro in questione, nel quale AB compare come personaggio, in alcune pagine vero e proprio io narrante; AB non è stato mai avvisato di ciò dal Perrier o dal'Editor o dall'Editore, e la mia collega presume -dopo aver conversato più volte al telefono con AB- che lui AB abbia risentimento anche per il modo in cui è stato ritratto, insomma come uno un po' nevrotico).
AB è palesemente uno un po' nevrotico.
Il Perrier, il Vittel o come diavolo si chiama, pur non essendo un vero scrittore, solo un gran confezionatore da quello che ho percepito leggendolo, ci ha preso su AB.
Innegabilmente ci ha preso.
Io il numero del Vittel non ce l'ho, ma presumo che ce l'abbia la collega, la collega gentilissima.
"Mi dispiace, io il numero non ce l'ho... Penso che ce l'abbia la collega che si occupa del copione."
"Non si potrebbe avere?"
Qui commetto un errore.
Per aggirare il nervosismo di AB, chiamo la collega. A mie spese. La passo ad AB.
E qui anche la collega commette un errore.
Dà ad AB il numero del SanBernardo, del Lete.
AB lo chiama immediatamente.
Io mi immagino per sfogare la frustrazione (al telefono con la collega aveva parlato di "rabbia") di stare in questo libro senza senza essere stato minimamente interpellato.
Invece.
Serio, professionale.
"Ciao Stefano, sono AB. Come stai? Siii... Il libro non l'ho ancora letto, me l'hanno mandato solo oggi (guarda me) anzi ieri sera.... Ma lo sai che quell'idea di film che IO avevo avuto vent'anni fa e che hai messo nel t uo libro non è niente male? Ne dobbiamo riparlare... Certo, tu dici che eravamo a San Remo invece era Giffoni, e poi...(omissis) ...Magari la parte del protagonista la potrebbe fare Rubini... O Albanese...  Io farei la regia... Sì, dài, vediamoci martedì a pranzo..."
Ecco qua.
Resto sorpreso ma fino a un certo punto.
Inizialmente mi aspettavo una sfuriata di AB contro il reo Nepi, il coso, il Perrier:  invece...
Cane non mangia cane.
Quantomeno AB si è rilassato. Ora è tranquillo, pronto a registrare.
Penso io, fesso. Fesso che non sono altro.
AB, ovviamente, si cala nel ruolo dell'attore. Ma non fa i giochi di parole che la collega aveva concordato con lui. 
La prende alla lontana... Dice "da una parte mi lusinga essere in questo libro, ma dall'altro mi fa anche incazzare..."
Uh-Oh. ma non veniva prima l'incazzatura? PRIMA DI TUTTO L'INCAZZATURA?
"Me lo ricordo questo Perrier, bla bla bla..." 
Tono conciliatorio...
"Diciamo che essere in questo libro mi ingrifa, perchè tutto sommato un domani forse non sarò ricordato come attore ma come personagggio messo in un libro da uno scrittore...".
Fa pure il modesto, adesso.
Il fesso (stavolta AB) non sente il profumo insinuante di Reminders che già si sprigiona tra le pagine del "capolavoro".
Si pensa immortalato come non dico da Shakespeare, ma quantomeno da Dickens...
Dopo un'ulteriore scarica di gigionerie sempre concilianti nei confronti del Ferrarelle, conclude il suo testo, la sua recita, esattamente al contrario di quello che aveva concordato con la collega.
Conclude dicendo"...Questo libro è scritto molto bene (ma se aveva detto al Vittel di non averlo letto)... Leggetelo, anche perchè... Ci sono io!"
Si alza dal tavolo e vuol rivedere il girato, che dura sette minuti anzichè uno come concordato. "Va beh ma poi tanto tagliate voi..."
Mentre se lo vede si compiace, ride, è soddisfatto.
All'improvviso poi gli prende la foga "Riprendete mio figlio, ha due  anni..." e si mette a fare un casino con la moglie che saggiamente non vuole, mentre io cerco di dire come sempre "non possiamo fare riprese di minori"...
Ma anche stavolta parlo al muro. Il bambino viene svegliato, la moglie si arrabbia e mi squadra seccata.
Lui alla fine si rassegna. E noi smontiamo.
Io già so che in montaggio dovrò diventare matto per scorciare lo sproloquio.
E temo (come poi sarà) che un materiale del genere non ci serva.
Eravamo qui per raccogliere la rabbia di AB, ora abbiamo la pubblicità del libro scritto dal San Gemini, il Brioblu, il Perrier... insomma quello là.
E se mai tra qualche anno io dovessi scrivere uno pseudoromanzo palesemente composto da frattaglie allo scopo di essere osannato da critici bandoleros e donnette, userò questo post fingedo sia un capitolo scritto appositamente, fresco di giornata.
Farò come il Vittel.
Come il...  Il...
Boh.



martedì, dicembre 12, 2006




PERSONE CHE HO CONOSCIUTO A LONDRA



lunedì, giugno 19, 2006


UN CASO INTERESSANTE

Il blog della spendida, sensibile e coltissima Missy è al centro di un piccolo grande caso di "interferenza" tra carta stampata e blogsfera.
Vale la pena di dare un'occhiata.

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categoria: etica, segnalazione, editoria, scrittura


venerdì, giugno 02, 2006


REPUBLIQUE BOREALE - RITRARRE I PROTAGONISTI

Abbiamo deciso di indire un concorso per grafici, disegnatori, fumettisti...
Lo scopo è quello di trovare il disegnatore UFFICIALE che possa illustrare il blog della République Boréale (http://boreale.splinder.com) e in particolare ritrarre i protagonisti delle diverse saghe.

La modalità di partecipazione è la seguente:

Ricercando tra le diverse storie (che sono ordinate per saga e cronologicamente all'URL : http://edit.splinder.com/myblog/post/43397/7894879/yes ) i concorrenti dovranno ritrarre
- UN PERSONAGGIO A SCELTA (specificando il nome del personaggio stesso in ogni disegno, sia come didascalia che nel titolo della jpeg)
- UN PANORAMA DI FRIGORENHAVN.

Le tavole dovranno essere inviate in formato .jpg all'indirizzo email will@magnethic.it.
L'header del messaggio emai deve essere: "boreale"

La Giuria sarà composta da:

- William Nessuno,  creatore del blog Boreale
- MelPunk ( http://melpunk.splinder.com/ )
- Minerva84 ( http://coconutisland.splinder.com/ )
- JCMilan ( http://jcmilan.typepad.com/ )
(dalla Francia)

CI SARA' UN SOLO VINCITORE CHE SARA' ILLUSTRATORE UFFICIALE DELLE SAGHE BOREALI SUL BLOG "Cahiers de la Republique Boréale".

I premi per i partecipanti saranno libri.




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categoria: arte, editoria, blogsfera, république boréale


lunedì, maggio 01, 2006


LA LUNGA NOTTTE DEL DOTTOR GALVAN

Daniel Pennac è un Autore che ho molto amato per via della mitica trilogia di Belleville.
Il suo ultimo lavoro si può definire "lavorino" per le esigue dimensioni.
La lunga Notte del Dottor Galvan ha il solito sapore ironico divertito classico di Pennac, calato in un contesto ospedaliero che rende tutto ancora più surreale, con le descrizioni dettagliate delle malattie più astruse che lo strano onnicomprensivo malato propone ai luminari e agli apprendisti come una sort di quiz. "Non mi sento tanto bene" (sottinteso: indovinate perchè?).
Sullo sfondo, la grande sfida è quella a chi sarà in grado di presentare il biglietto da visita con scritte e titoli più altisonanti.
E quindi un ruolo FORMALE più importante nella società.
Una metafora neanche troppo nascosta, anche se ammetto che io ci sono arrivato solo alla fine.
La cosa perversa è che personalmente, nella figura del Paziente ci ho visto Berlusconi.
"Il nostro paziente se ne stava lì, in piedi, sorridente, completo doppiopetto, elegantissimo (...)
"Eppure era proprio il nostro paziente, non c'erano dubbi. Ma nelle fattezza di un ometto lindo che saltellava tra i veli del suo after shave." (...) Sollevato dai rialzi delle scarpe levò verso Madrecourt  uno sguardo arzillo e si accinse a farce l'elogio di tutti noi.(...)
(,,,) Ed ecco che comincia a passarci in rassegna (...) Sul serio, un Napoleone Bonaparte all'indomani della vittoria, in procinto di tirarci il lobo dell'orecchio.
(...)
Parlava con voce limpida, come se fosse su un palcoscenico (...)
Che abbiano ragione i supporter del Cavaliere?
Berlusconì per noi è diventata un' ossessione...
Ma forse no: dato che il testo sarà messo in scena da Neri Marcorè,...
Il giovane dottor Galvan è l'unico ad avere il coraggio di dare al "Gran Veterano degli Ospedali di Parigi" ciò che merita.
Con le conseguenze del caso.

Per lui niente Biglietto da Visita.


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sabato, aprile 22, 2006


SINCRONISMI

Un NUOVO esperimento di Romanzo On Line promosso da the league of extraordinary bloggers.

QUI.

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domenica, novembre 20, 2005


NO RELIGION AT ALL

(in costruzione)

Sento l'esigenza di mettere in fila un po' di spunti diversi e disordinati....
Prima che diventino obsoleti. Mi perdonerete. Si sa che sono confusionario.

Letteratura s.f.
1 l'insieme delle opere in prosa e in versi, spec. di valore artistico, proprie di una determinata lingua.
Dizionario Garzanti della Lingua Italiana

"No religion

No religion at all
In VR land
the future of fun
tell me what to do"
Billy Idol, Wasteland in Cyberpunk, 1993

(s)punto uno
Il mio intervento alla fiera del libro 2004 verteva su un artticolo di WIRED nel quale l'autore sosteneva che i blog sarebbero diventat credibili solo quando i bloggers fossero stati retribuiti.
Naturalmente io, entusiasta della purezza del mezzo, lo criticavo.

(s)punto due
A Firenze in Nuovo e Utile nella primavera 2005 si parla di Podcast presenti Marino Sinibaldi (Rai Radio3) e la Leggiadra Loredana Lipperini.
Evoluzione del blog (in qualche modo, ma non è esattamente così), tanto è vero che diversi blogger lo sperimentano e le piattaforme iniziano a fornire la possibilità.
Interviene nel dibattito un americano che ci racconta con soddisfazione come alcuni podcast americani riescano anche a portare reddito attraverso inserzioni pubblicitarie di prodotti.
Intervengo a spiegare la mia perplessità.
La cosa delle inserzioni pubblicitarie mi riporta alla mente lo strapotere dei pubblicitari in completo e cravatta nella tv commerciale (che come autore ho subito).
Riesce a rendermi un tantino inviso il Podcast che in sè non è nulla di male.
Anche Wired si è interessato alla cosa: "Se qualcuno ti dà dei soldi, gli devi qualcosa" dichiara Leo La Porte...

(s)punto tre
I Podcast sono ormai una cosa acquisita, la nuova frontiera sono i videocast. E poi: la TV attraverso la rete.
Nessuno ci vede una accelerazione su internet degli stessi processi e steps avvenuti nei media di massa?

(s)punto quattro
La sociologie ne peut que dècrire l'expansion du social et ses péripéties. Elle ne vit que de l'hypothèse positive et definitive du social. La rèsorption, l'implosion du social échappent lui.
(...)
Bombardées de stimuli, de messages et de tests, les masses ne sont plus qu'un gisement opaque. aveugle, comme ces amas de gaz stellaires (...)
Mais la masse n'est pas un lieu de négativité nì d'explosion, c'est un lieu d'absorption et d'implosion.
Jean Baudrillard, "A l'ombre des majorités silencieuses", 1978

In attesa di strumenti nuovi...



venerdì, novembre 18, 2005


TROPPE VOLTE ZERO

Vorrei cominciare da me ma ormai sono abituato a comprendere che non è da me che si inizia.
Inizio dalla cosa più bella e affascinante che abbia vissuto nella giornata di ieri del festival di letteratura di Pescara.
La lettura delle poesie di Manuela Ardingo, per noi blogggers Mardin, intitolata "Troppe volte zero, baby, non vuol dire uno".
Le poesie lunghissime di Mardin si inerpicano e precipiitano da altezze vertiginose di tantissime parole, giocano con lo sfasamento del verbo ma soprattutto con l'angolazione sfasata: come se così concepito non si fosse mai sentito, quello stesso discorso di energia dirompente.
La lettura di poesie già di per se meravigliose si è coagulata nella performance di un attore e un musicista elettronico (errore non mettere i loro nomi nel programma),
arrivando a esiti  estremamente vicini alla mia concezione di performance, che si è vista quest'anno a Carpineto Romano in "NoNoNo" e in passato nello spettacolo teatrale "SOGNI" di Sibilla Barbieri con Daniele Formica (ecco, adesso ho parlato anche di me).
La gita da Roma a Pescara era iniziata in furgone, guidato dalla balda Isabella e in compagnia dell'amico Almostblue.
Cioccolato al pistacchio, diluvio universale, carenza di ombrelli, capelli asciugari sotto gli asciugamani del bar con altri bloggerst (tra i quali la tessa Mardin e il serafico Roberto Grassilli, ma anche altre persone interessantissime delle quali spero di recuperare gli indirizzi: quello di Massimo con cui ho conversato con un'intesa immediata ce l'ho adesso: Salto del Canale).
Successivamente ho occasione di apprezzare le tavole di Grassilli esposte in una sala biblioteca e di scoprirci divertito personaggi a me noti come Marco Giusti e lo sfondo dell'indimenticabile Carosello...).

Isabella legge anche due suoi post nella prima parte del convegno. 

Legge anche una poetessa Pescarese, Claudia Bada, che si presenta subito come ispirata al femminismo (mi gelo un attimo) ma poi non appena la conosco sono conquistato dalla sua vitalità straordinaria e la sua conoscenza profonda di alcuni aspetti del rapporto tra media e business appresi negli USA.
Poi per me c'è una pausa, esco dalla sala appena si apre l'intervento di Grassilli, Mardin e una terza persona .
Peccato.
Ma siccome sarebbe da idioti fare sberleffii di contestazione a priori, tanto per ridere e senza motivarli, scelgo di assentami.
Dopo cena parlano LLL (Leggiadra Loredana Lipperini), un elegantissimo Giuseppe Granieri e Filippo La Porta, che deve istituzionalmente svolgere un po' il ruolo del Bastian Contrario nel dibattito: La rete e la Democrazia Letteraria...
Sfortunatamente il dibattito prende subito la piega del contrasto, con LLL e Granieri a dire che il blog garantisce la libertà di espressione e La Porta a fare lo scettico.
Molte cose vengono dette, a volte con spirito fin troppo dotto da Granieri che tra citazioni filosofiche ci spiega come sulla rete ognuno possa trovare il suo "opinionista" di riferimento, mente il precendente sistema mediatico, operando una strozzatura nell'accesso alla divulgazione (non tutti possono recensire libri sui giornali, chiaro) ci offriva meno scelta.
Si dibatte,  ma nessuno si azzarda a dire che l'eccesso di voci si tramuta in noise (rumore di fondo) e in questa confusione entropica e implosiva c'è il rischio che nessuna voce possa avere non solo credibilità ma perfino udibilità.
Sono sorpreso dalla stasi di questi dibattiti, dove si oppongono tesi ma non si arriva mai a sviscerarle.
Il problema-tempo che si affaccia...
Granieri sostiene che non si può parlare in modo preciso della rete perchè essendo un medium del tutto nuovo non ci sono ancora gli strumenti linguistici adatti.
La Porta dice invece una cosa purtroppo secondo me vera: che la rete sta riproducendo i meccanismi della comunicazione di massa, una cosa che vado sostenendo da mesi.
Questo è coerente tra l'altro con la teoria dell'implosione della comunicazione quando si supera una massa critica di segnali emessi.
Allora la scelta obbligata (se vuoi essere ascoltato) è URLARE PIU' FORTE; ecco gli atteggiamenti aggressivi e spavaldi di alcuni personaggi sgarbeggianti.
(mi ricordo quando nel 92 sui gruppi di discussione si considerava unpolite anche solo scrivere a lettere maiuscole, che equivaleva ad alzare la voce).
Granieri pensa (se ho capito bene) che io potrei cercarmi su internet (blog o altro) il mio critico musicale di riferimento, senza tenere conto che se i "critici musicali" sui blog sono migliaia (...me compreso!) io potrei non trovare mai "The One" e come se non bastasse non c'è tempo (tempo tempo!), e i motori (che sono commerciali)  pilotano comunque le mie ricerche (come ha fatto notare Claudia Bada).
Forse -forse- il vantaggio può essere leggere ogni volta una voce diversa, ma bisogna chiedersi se IO sia in grado di valutarne l'autorevolezza. O mi fermerei a gongolare davanti a chi esprime la mia stessa opinione giudicandolo il migliore?...
Il che è sempre avvenuto anche prima, intendiamoci.
In questa società nella quale il tempo è un elemento prezioso, sottratto dal lavoro selvaggio e dagli spostamenti secolari, mi domando a quale fruizione della rete pensi Granieri, con quale tempo e quale freschezza mentale a disposizione.
IN TEORIA certamente la rete così come si presenta è uno strumento di democrazia, come nell'incipit del dibattito.
IN PRATICA... Mi sa che occorrano nuovi strumenti (hehehe): innanzitutto una Sociologia del Network, che personalmente ipotizzavo già nel 1993 (sic) e non so se in America o altrove abbiano già impostato come disciplina autonoma....
Allo stesso tempo, vedo sui giornali stranieri -i pochi che leggo- Wired, Le Monde...- che i discorsi su internet sono così più avanti e ricchi di spunti anche utopici o surreali, che mi intristisco.
Il prossimo post sulle mia personali teorie sui trend di internet e alcuni spunti dalle testate citate...


(pictures by Will)

Aggiornamenti:
Parola di Loredana Lipperini
Parola di Isabella
Parola di Roberto Grassilli
Parola di AlmostBlue


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giovedì, settembre 29, 2005


IMMODESTAMENTE

Il sole aveva tutte le intenzioni di incattivirsi allo zenith su Macerata che già il sottoscritto se ne usciva con l'ordinazione alla giovane cameriera: "signorina, un altro crodino."
Sono un tipo che beve pesante, il che è palese, e per questa caratteristica mi aspetto di essere multato per guida in stato di ebbrezza, esattamente come sono stato multato perché andavo ai 78 all'ora dove c'era il limite dei 70. Ma non dai Regi CC, no, e nemmeno dalla Polizia Stradale. No: dai possenti Vigili Urbani di Civita Castellana raggranellanti qualche spicciolo sulla via Flaminia con la complicità del signor Pretore locale. Che stabilisce la inoppugnabile infallibilità di Papa Autovelox I, in colluttazione con la Cassazione e con chi più ne ha più ne metta...
Certamente un attimo prima qualcuno mi sorpassava ai 110 su quello stesso tratto, ma direi che in effetti aveva tutte le attenuanti: per esempio aver davanti un pappamolla come me che superava il limite di solo 8 kmh.
Il bar aveva una splendida vista sulla Questura di Macerata, con autovetture che stazionavano nel loro blu police e ogni tanto ronzavano dattorno financo pantaloni con la banda  di un qualche benenmerito.
La signorina del bar si esibiva nel ben noto sketch del  "vieni avanti Crodino" mentre venivo martoriato da un presentimento pizzoso di Andrea Chenier come un alito di aria gelida e oscura soffiata dal Pizzi, senza luci, senza speranza. Ma vai a morì ammazzato... Tatrac! Ghigliottina. Pallacorda. Pallacanestro. Poche balle, allo Sferisterio.
"Buongiorno dottò"  leggo ma vedo anche l'agente che zompetta e saltella salendo i gradini del bar e si rivolge a qualcuno...
Difficile concentrarsi nella lettura... Anche se le pagine sono cognite. Vado alla prefazione del mio libro italiano preferito: "Quer Pasticciaccio Brutto De Via Merulana", di Gadda Carlo Emilio. La prefazione sarà breve, magari riesco a leggerla... Un ripassino non fra mai male.
Il cellulare arriva puntuale come un treno feffe (ma non ciuffe-ciuffe) che quando i treni arrivavano in orario, quando i treni si potevano pagare senza bisogno di fare mutui, quando i treni eccetera.

E' il dottor G. Il dottor G coi suoi modi sempre affabili che si aggira ancora per la regione pronto a piombare in braccio allo Sferisterio, ancora ignaro, lui dottore, del tedio oscuro dello Chenier: non mancare di riprendere "la mamma morta" : ammazza!
Se la palla di cristallo ci aiutasse sapremmo anche, il dott. G. e il sottoscritto, della retorica parapartenopea a base di pizza e quattro babà sovrascritta allo splendido "Socrate Immaginario" di Piasiello da un troppo zelante regista a nome Roberto De Simone, in vena di decrescenzate in salsa laurita.
Ma non avevamo palla, allo Sferisterio.
Mentre conversiamo del più ma anche del minus col mitico dott,, io me ne sto con in mano il volume gaddiano, e finita la ciaciarata spengo il cell e riprendo la lettura della prefazione, quando una specie di presentimento mi spinge l'occhio sulla firma di chi l'ha scritta. La quale firma recita in breve "Dottor G.", ma senza nemmeno il dottore.
Mi emoziono e quasi commuovo. Io stavo parlando con quell'uomo un minuto fa. Io lavoro con lui. Mi pare  un privilegio straordinario, oltre che un privilegio translato enorme.
Bisogna saper dare valore alle cose.
Alle persone,
A quello che le persone sono, e come mi piace sempre dire, le persone davvero straordinarie non sono mai dei palloni gonfiati, non sono mai sopra le righe, non sono mai arroganti o saccenti.
Questo mi sento di testimoniare ai bloggers con questo post.
A quelli che la pensano come me e a quelli che invece si sentono della prime donne e sgomitano per farsi notare.
Domanda: "come si fa a diventare una blogstar?"
Risposta di William: "E chissenefrega"?
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sabato, maggio 28, 2005


COUPURES

Su "Le Monde 2" (settimanale), c'è una rubrica a cura di Christian Colombani che riporta in modo telegrafico notizie curiose.
Nelle ultime settimane ci sono state anche queste:

"Allo stesso titolo delle altre arti, in Norvegia lo strip-tease sarà esentato dall'imposta sul valore aggginunto (la nostra IVA. ndt), lo ha deciso un tribunale di Oslo."

"siccome in seguito alle privatizzazioni le aziende per le acque potabili non derattizzano più gli immobili londinesi, grossi roditori s'infilano nelle fessure delle fogne vecchie e vanno ad installarsi a casa degli abitanti."

"Poichè nello stato dell'Idaho solo gli artisti hanno il diritto di far posare le loro modellle completamente nude, il proprietario dell' Erotic City Gentleman's Club, prima di uno strip tease integrale fornisce matite e fogli da disegno ad ogni cliente."

"I cinesi hannno celebrato Quing Ming, la Festa dei Morti, bruciando dei telefonini di carta per comunicare coi loro antenati e tenerli informati del progresso tecnologico."



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lunedì, maggio 23, 2005


"NUOVO E UTILE" A FIRENZE

Con mia grande gioia ho conosciuto "SiFossiFoco" (quello completo: quando ero ragazzo conoscevo uno che si chiamava semplicemente "Foco") e colei che un tempo si chiamava Blaue. Due persone tanto diverse tra loro ma splendide.
Da loro ho capito come può essere faticoso essere Bloggers. Per me, una passeggiata in confronto.
Blogrodeo. Inutile sparare sulla crocerossa, tentativo faticoso di Personalità Confusa di tenere vivo il divertimento al suono del semitormentone "giovani bloggeeeeeeeers"...
Confusione non tanto nella personalltà (Lorenzo dall'occhio vispo ce l'ha messa tutta) ma nelle modalità selettive, negli esiti, nelle ri-votazione, nella "Giuria d'Elite", nell'applausometro.
Il "blog rodeo"... Mah. "Non ci credo nè ci cresi mai".  :-)
La leggiadra Loredana Lipperini signora e padrona della dimanche in equilibrio tra temi diversi, ma sempre ruotanti attorno la comunicazione.
Marino Sinbaldi a parlare di "Web Radio" fatte da singole persone e l'americano che interviene a plaudire all'idea, che un suo amico già la fa e ci ha pure messo la pubblcità di una macchinetta per caffè americano...
Riprodurre nel microcosmo le stesse perversioni dei media di massa mi pare folle, dal momento che -lo so per esperienza- prima o poi il produttore di macchinetta per caffè americano vorrà dire la sua sulla scaletta dei brani in programmazione e ti casserà arbitratriamente qualcosa, forse gli Iron Maiden ma forse Satie, dato che non rientrano nei suoi gusti personali e "Ciumbia, guarda che io pago!".
Lo so, sono il solito idealista sospettoso del Kaiser Cabballus.

Onore al Merito a Giuseppe Granieri (a quanto ho scoperto detto "il Guru": sorry ma il Guru per me è solo il mio amico Lupo) e ad Antonio Sofi profeta maschio del Lampredotto.
Anche se tutta a manifestazione NU (molto più vasta del mero settore web, in sè davvero ben curato) avrebbe potuto essere una vera figata solo se il mondo fosse stato informato della sua esistenza. Invece ci sono state difficoltà non solo per venirne a conoscenza ma a capirne i programmi e il calendario.
Ne hanno pagato le spese tutti, nella forma di una  scarsa partecipazione di pubblico.
La prossima volta darsi da fare con le PR per tempo...

PS: l'unica che al momento ha scritto della manifestazione è stata la LL Lipperini.
PPS: ora si è aggiunto SiFossiFoco.
PPPS: ed ecco Granieri.

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venerdì, maggio 20, 2005


NOTA DI VIAGGIO

Domani e domenica sarò a Firenze per il meeting sul web Nuovo e Utile.
Devo dire per ora che secondo me un titolo migliore lo potevano anche trovare.
Così sembra il titolo di una rivista per il bricolage domestico degli anni sessanta.
;-)

PS: se qualcuno dei miei amici pensa di esserci mi lasci un comment o mi mandi una mail.

posted by williamnessuno alle ore 16:11 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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