Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
giovedì, maggio 15, 2008


MEGLIO CAMBIARE, NO?

MacEwan_001

ritratto di MacEwan Writer, aspetto provvisorio
posted by williamnessuno alle ore 23:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cyberpunk, fotografia ritratto, cyberavatar, second life


giovedì, marzo 29, 2007


COLLEGA I PUNTINI E INTERPRETA IL DISEGNO


Ieri sera sono andato appositamente  in Piazza Augusto Imperatore, a Roma, pechè volevo fare delle foto a Fausto delle Chiaie, in previsione di questo post.
Sono riuscito a scattarne solo una, perchè lui, sempre come l'onda del mare, se ne è andato, doveva "andare da un suo amico".

Non senza avermi detto "Vuoi comprare un altro Picasso? Stesso prezzo di quello di ieri, ma questo è molto più bello."
Io avrei comprato, ma dovevo andare a una presentazione di un libro e non avevo una borsa dove mettere il disegno.
Così non se ne è fatto niente.
E comunque obiettivamente il "Picasso" della sera prima era infinitamente più bello.
In effetti tutto era inziato il giorno priecedente.
Il 27 si erano sovrapposte situazioni ed emozioni da far riflettere un bel po'.
All'Ara Pacis c'era la vernice di una mostra dal titolo "L'Arte nell'uovo di Pasqua", alla quale ero stato invitato da una degli artisti partecipanti che stimo molto, Patrizia Molinari.
Mentre si aspettava l'apertura della mostra, davanti ad elegantissimi uomini della security in abito grigio e cravatta rosa (pare che quest'anno le cravatte rosa vadano alla grande, la sala della mostra ne era piena), vedo Fausto Delle Chiaie affaccendato davanti alle sue opere.
Ha messo un cartellino davanti a una delle torce che verranno accese poco più tardi, con su scritto "spenta", includendola così nel suo spazio espositivo denominato "Posto al Centro".

Mi vede e mi viene incontro.
In effetti, saltuariamente, lo incontro da anni, e io ho una grossa simpatia per lui . Poi capirete meglio perché.
Ci salutiamo, mi mostra alcune opere "nuove "e vecchie, tra le quali la croce fatta da spicciioli di Euro che sorge da un borsellino.
Poi "Romolo e Remo":  non solo la conosco, l'ho anche acquistata un paio di anni fa (Fausto Delle Chiaie crea le sue opere e poi le vende per poi rifarne altre varianti).
Delle Chiaie mi propone l'acquisto di un disegno a pennarello su una tavoletta di masonite. Anche se non navigo nell'oro, acquisto.
Il prezzo è assolutamente irrisorio. E l'opera mi piace particolarmente.

Nella mia mente lo  considero un minuscolo -davvero minuscolo- aiuto a una persona che da anni e anni mi rasserena quando passo dall'Ara Pacis. Quando ero completamente solo a Roma, si potevano scambiare due parole. Mi sono sempre chiesto come viva Dellle Chiaie. Dove e cosa mangi Delle Chiaie. Me lo chiedevo già anni fa, quando lo vedevo più giovane e brillante, con tutti i denti a posto e la barba bionda. Ancora di più me lo chiedo adesso, quando lo vedo tra le sue opere che certamente con cambieranno la Storia dell'Arte ma che trasformano i rifiuti della zona di Piazza Augusto in qualcosa di interessante.
Ma la cosa che appaga moltissimo la mia indole infantile è quando lui mi dice "Preferisco venderlo a un collezionista".
Lo saluto e gli dico che vado dentro all'inaugurazione, lui dice "magari dopo ce vengo pure io".
Entriamo, giriamo tra  le opere di nomi illustri tipo Massimiliano Fuksas, Amanda Lear.
Scopro l'opera di Patrizia Molinari, un curioso uovo con le antenne che a me (deformazione professionale) fa venire subito in mente una TV , dipinto e inciso su una splendida carta artigianale, nei bianco su bianco tipico di alcune delle opere di Patrizia. Ma per raggiungere l'opera devo fendere la folla, mentre prelibatezze al cioccolato e cioccolatini a forma di ovetto vengono distribuiti agli ospiti. Una signora infila una mano nella coppa e se la riampie di ovetti che poi mette in borsa.  Una cosa che I. (9 anni) non farebbe mai, e in effetti non le viene nemmeno in mente. Penso a Delle Chiaie, là fuori..
Nel frattempo compare la madrina della manifestazione, Edwige Fenech, sempre bellissima, anzi più che mai, ma davvero. Poi riconosco un diafano Renato Balestra.
Poi altri personaggi inquietanti, una (probabile) attrice che presenterà la manifestazione.
Sta sotto un faretto TV con un androgino essere che cantilena a una intervistatrice "...Ma adesso parliamo del film...", dove a quel che capisco lui  recita la parte di un demone. Delle Chiaie.
La presentazione della manifestazione benefica, le opere saranno messe all'asta a scopo benefico. Delle Chiaie. Peccato non poter fare un'offerta, c'erano lavori davvero belli.
Patrizia non arriva o forse è arrivata ma in quella bolgia infernale (demone compreso) non ci siamo visti .
In cambio, però vedo arrivare Mastella. Scambio impari. "Posto al Centro". Delle Chiaie.
Patrizia, da donna essenziale e schiva qual è, passerà solo un attimo nello show-ricevimento (saprò dopo) e non ci siamo incontati.
Alle otto e venti usciamo, I.,  P. e io.
Delle Chiaie è ancora lì, che ci saluta tra le fiaccole. Ovviamente non è entrato.
I. è in po' intimidita ma incuriosita da lui, dal suo sorriso sdentato ma non stentato.
Cercherò di spiegarle, se mai ne sarò capace.
Quello che Delle Chiaie mi pare rappresentare. Là fuori. Posto al Centro.
Dove io non avrò mai il coraggio di essere.

Dall'alto in basso:
- "Ritratto di Fausto Delle Chiaie", William Nessuno, 28 mar 2007
- "Posto Al Centro", Fausto Delle Chiaie, postcard, 1992
- "Senza Titolo", Pennarelli colorati su masonite, Fausto Delle Chiaie, 2007
- "Cassiopea", sassi e fibre ottiche, Patrizia Molinari , 2006,  fotografia di William Nessuno

sabato, gennaio 13, 2007


ALESSANDRA CELLETTI

Con Alessandra stiamo iniziando un lavoro Video sul suo brano (per ora inedito) "Gold".
Si tratta dei primi "appunti visivi", sperando di riuscire a portare avanti questo progetto.




posted by williamnessuno alle ore 15:11 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: arte, video, william, fotografia ritratto, williamnessuno, alessandra celletti


giovedì, novembre 09, 2006


THE TURN OF A FRIENDLY CARD

Nella splendida galleria fotografica milanese "FORMA" mentre giro vedo un librone  di Anton Corbijn.
Decido di aprirlo a caso pensando che forse mi uscirà una foto della amata Siouxsie.
Invece, tra tante che potevano uscire, mi capita lo struggente ritratto di Ian Curtis.
One will burn.

giovedì, marzo 02, 2006


TAZE-"MAO" PERCHE' SEI MORTO

Roma è ormai zeppa di manifesti elettorali.
Come immagino il testo di Italia.
La maggior parte di questi manifesti è a dir poco banale, facce più o meno serie, più o meno serene, faccioni, logoni con i nomoni dei leader di partito come regola fissa /nella destra).
Tra i più noiosi quelli di Casini e Fini, probabilmente studiati per essere rassicuranti.
Casini quantomeno con uno sfondo scuro neutro.
Fini
con uno sconfinato prato rasato, che pare riferirsi un po' alla tabula rasa. Del resto il cieo azzurro è di peritnenza forzitaliota, ormai, quindi vai col pratone.
Inoltre probabilmente la presenza di un qualche albero sullo sfondo avrebbe potuto far pensare (si saranno detti i furboni pubblicitari, me li vedo mentre cercano di spiegare al cliente) a gli alberi ai quali non si deve mai pensare: Quercia, Ulivo...
Gli slogan sempre uguali ai tempi vecchi e più vecchi ancora: serietà, futuro, stabilità... molto democristiani, in generale.
Due manifesti mi sembrano lievemente migiori degli altri.
Quello di Prodi che sembra essere in azione durante un comizio.
Certo, c'è la mano protesa in avanti a palmo aperto stranamente che fa pensare un pochino a un saluto romano, anche se probabilmente vuole essere un gesto che indica verso "un avanzamento" o simile.
Il secondo, è quello del Ministro Alemanno, candidato sindaco di Roma.
Giacca sulla spalla, disinvolto, avanza verso l'elettore con un sorriso perfetto: nè sfrontato nè ammiccante nè fasullo. Naturale. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe riuscito ad essere uno dei politici più seri e affidabili della destra. Come direbbero loro, "onore al merito" e cose del genere. Sul serio. Chapeau.


Ma veniamo adesso all'orrore egiziaco-cimiteriale.
I manifesti di Berlusconi comparsi in questi ultimi giorni.

Non è tanto per le bandiere -bandiere insensate e senza storia, quelle di Forza Italia- che garriscono sullo sfondo.
No.

E' proprio il suo ritratto che risulta orrendo.
Facciamoci caso. Gli occhietti porcinosi dovuti al lifting selvaggio non sono nulla se paragonati all'incarnato photoshoppato in un colore assurdo rosa cipria, che ricorda il Big Jim di quando ero piccolo.

Ma Big Jim era di plastica almeno.
Ovviamente innaturale.

Se non fosse per la posizione dal busto leggermente ruotato, ricorda in modo inqueietante quella iconografia del da lui tanto odiato comunismo al potere (odiato anche da me, peraltro, come sanno coloro che mi conoscono da tempo).
Ritratti di Mao ze dong, di Breznev, di Ceausescu.
All'epoca ritocccati a colpi di pennello e aniline ma con un esito innaturale del tutto simile a quelli di Berlusconi .
Non solo nell'aspetto e nella colorazione.
Anche nel fine autostoricizzante e iconizzante che palesemente si prefiggono.



posted by williamnessuno alle ore 19:08 | Permalink | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
categoria: politica, recensione, tempo, fotografia ritratto


martedì, luglio 05, 2005


ME STESSO SULLLA TERRA - 2- (William Nessuno, 2005)

Tante volte non si capiscono le cose che ci riguardano più da vicino. Le origini, le sorgenti.
Avevo in mente un post da intitolare "me stesso sulla terra", ma perchè? Ricordavo che il titolo arrivava da Saroyan. William.
Allora sono andato a cercare il libro, che ho qui a Roma (l'ottanta per cento del miei libri giace in scatoloni da quando abbiamo venduto la casa per via della separazione). Il fatto che sia qui, con Shakespeare, Gadda, Kandinsky, Baudrillard, Satie, Conrad e tutto quanto di più caro io abbia nella mia bibllioteca già la dice lunga. Le cose che mi sono portato dietro perché devono sempre essere pronte a soccorrermi.
Dei frammenti di Saroyan li avete forse letti nel post precedente.
Il libro io lo lessi a 13 anni, il primo libro "da adulto" (a parte "Civiltà Sepolte").
Chi mi conosce potrà facilmente capire quale formidabile imprinting -a mia assoluta insaputa- debba aver costituito.
O. Forse. Qualcuno potrebbe dirmi che il destino ha guidato la mano di mio padre e la mia nello scegliere proprio quel libro perché c'ero in qualche modo dentro. Parlava anche di me.
Non so, non sono un miistico, anche se credo che esistano cose che non sappiamo.
Anche le mie recenti polemiche sulle tendenze della blogsfera sono intrise di quei passaggi che ho distillato nel post precedente, qui sotto. Umiltà, dignità, identità, carattere, sapere tutto su come funzionano le cose ma non volersi adeguare.
Dal  giovane Saroyan mi differenzia l'età.
Lui è morto nel 1981, ancora ricordo come rimasi ad apprendere la notizia (davano ancora notizie simli, nel 1981: la morte di uno scrittore armeno americano non pubbllicato in italia da almeno 15 anni... ), e io gli ho dedicato un articolo molto intenso mentre stavo cumulando i due anni per accedere all'Ordine.
Ero molto giovane e mi identificavo molto più di adesso. Scrivevo emozionandomi esattamente come adesso. Quando lui scriveva quelle pagine -come amava dire : "su carta da poco prezzo"- aveva solo venticinque anni. Se le mie carenze matematiche non mi fregano anche stavolta.
Aveva quell'età in cui tutti sentono di potercela fare, in cui si tende ad escludere ogni altra eventualità. Anche io ero così, allora.
Cosa c'è di diverso adesso, per me. Tante cose.
Appunto, come dicevo l'età. Non sono più così giovane e speranzoso.
Nel bene, io ho ancora i miei genitori, che mi amano sempre, anche se non mi capiscono più da qualche anno a questa parte.  Ma non è colpa loro. Nè mia.
Io sono stato molto amato. Anche quell'acquisto di un libro "su carta da poco prezzo", dalla copertina vistosa e assolutamente inadatta al contenuto, con la mendace scritta "romanzo", è stato un atto di amore di mio padre. Verso di me, verso il futuro, verso se stesso, verso la cultura che a lui di certo non era stata elargita con altrettanta generosità, ma che gli avrebbe fatto comodo, dato che è sempre stato un uomo creativo e amante della poesia.
"Io ho tutti i suoi manoscritti, i suoi grandi poemi e i suoi racconti, ma sono scritti nella lingua del nostro vecchio paese che io non so leggere" (WS)
In realtà mio padre i suoi poemi li ha ancora lui, grazie a Dio.
Litigo con mia madre spesso perché lei è decisionista e instancabile e mi fa delle critiche assolutamente sensate che però io non so sopportare, per via delle ferite procurate da alcune figure femminili sempre pronte a dar consigli senza aver nessuna conoscenza dei fatti.  Non c'è niente di peggio di non saper ascoltare dopo essere sti tante volte ascoltati, di dare consigli quando servirebbe sostegno. Perché anche le donne sanno far molto male, per questo me la rido quando sento ancora fare quei discorsi vittimistici sul maschio cattivo e violento e impietoso. E li sento fare!  Me la rido ma anche ci soffro e tendo a diventare caustico e insofferente con chi me li fa. E se incontro una donna che non li fa, posso innamorarmene. Perché Pinco è Pinco, Will è Will. Punto. Una cosa facile da capire. Teoricamente.
Will è pieno di difetti, è noto. Ma tutti suoi. E li dichiara fino alla nausea. Anche troppo. Non sempre è necessario scoprirsi subito, non sempre è opportuno infierire su se stessi.

Personalmente non cerco mai di applicare i difetti di altri che ho conosciuto in passato a una persona appena conosciuta. Nonostante le facciate prese guardo al nuovo ancora con fiducia quasi ingenua. Non riesco a invecchiare. In quel senso che presuppone "saggezza". Purtroppo solo in quello.
Nel male. Il lavoro ha assunto un ruolo dominante nella mia vita e non mi piace (ma quando ti decidi a diventare grande, Will?). Cioè il lavoro mi piace, ma ho sempre questo trip che un domani potrei diventare un artista. Ho tutte le qualità tranne la fondamentale: l'intraprendenza (che nel tempo tende a dover essere sfacciataggine). Ma alla fine che importa? Le poche cose che avrò fatto -come William ma non solo- saranno state fatte con leggerezza e serenità, e (buona)fede.
Mi muovo in un  mondo attorno a me vuoto. Vivo in solitudine. A volte rasento l'autismo.  
Io non so come confrontarmi con le donne. Se stai a vedere, in tanti casi ti dicono che non trovano nessuno che vuol fare sul serio. Ma se vuoi fare sul serio scappano come lepri. Chissà, a ottant'anni troverò quella giusta, in tempo per una bella famigliola nell'aldilà.
Io detesto le parole counseling, share, proattivo, selfempowerment, cliente,  committente, sponsor, risorse umane.
Saroyan direbbe "Io non ho interesse che per l'uomo". Che non è una risorsa umana. Anche, magari, proprio volendo: ma non solo.
Detesto chi si arroga il diritto di spiegarti il vangelo della riuscita o della redenzione ad una vita schematica, del successo garantito o dell'intontimento mantrico, c'è un metodo per tutto, per imparare il francese e per scrivere algide cose che funzionino, nel rispetto del target prefissato.
"Io so esattamente..." eccetera.

Probabilmente sono troppo orgoglioso, qualunque cosa mi sembra ledere la mia integrità. Che poi per questo si potrebbe dire che io sia anche megalomane. Per quale motivo dovrei pensare di poter far meglio del resto del mondo? Questa sì che è presunzione.
Con gli altri sono molto tollerante, invece.  Sono molto comprensivo. Sono un buon incassatore di ingiustizie ai miei danni assai più che a danno del prossimo.
Di positivo c'è che tendo sempre a prendere le difese di coloro in cui credo, una specie di Don Chisciotte spesso nemmeno richiesto.
Non riesco a rassegnarmi all'idiozia dominante che ci filtra dappertutto.
Fanno ore e ore di diretta su Live8 ma poi il numero di cellulare per devolvere i soldi passa in  crawl veloce e scritto piccolissimo. Ci voleva tanto a capire che andava messo fisso, magari per dieci secondi alla volta? Ma non bisognava facilitare la cancellazione del debito? Su un altro canale vanno documentari su Paris Hilton,
Io non capisco quasi niente, mi limito a battere sui tasti del mio computer, e questo è quello che ho scritto di me stesso sulla terra pensando a Willliam Saroyan e alla mia vita, oggi.

Di Willliam Saroyan in libreria: Il Trapezio Volante, Marcos y Marcos, che contiene anche "Me stesso sulla terra" col titolo "Io sulla terra".


posted by williamnessuno alle ore 00:51 | Permalink | commenti (37) / commenti (37) (pop-up)
categoria: etica, recensione, shakespeare, tempo, rage, blogsfera, gadda, kandinsky, william, satie, fotografia ritratto, saroyan


venerdì, giugno 03, 2005


GRAZIE ANTONIO SOFI


posted by williamnessuno alle ore 20:46 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: william, web meeting, fotografia ritratto



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