Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
domenica, marzo 23, 2008


LA SAPEVA LUNGA

"Questo popolo di mangiatori di maccheroni non riesce a distinguere il sano dall'amente."

Carlo Emilio Gadda

in
"L'ingegnere in blu" di Alberto Arbasino, Adelphi, gennaio 2008
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categoria: politica, scrittura, gadda


mercoledì, febbraio 27, 2008


WEB DAYS 2008, PART ONE


WebDays 2008 a Torino
è stata una manifestazione di grande interesse (come del resto l'edizione del 2005), ha messo in fila conferenze di punta molto stimolanti. 
E poi, il Torino Bar Camp 2008, giornata con duecentocinquanta iscritti. Giornata nella quale anche io ho tenuto un modesto intervento, vivacizzato dal pacato dibattito con Gaspar Torriero, che ringrazio, con Gareth Jax e con tutti gli altri radi presenti.

La mattina del 22 ho assistito con grande curiosità (e un po' di nervosismo) alla conferenza coordinata da Arsenio Bravuomo, che conduceva nel percorso "la morte dell'intermediario (e dell'autore)" Antonio Tombolini, Marianna Martino di Zandegù. Tommaso Labranca ed Eleonora Gandini della ormai mitica (e mitizzata) editrice online Lulu.com
Il coordinatore ha esordito con una slide (che sucessivamente definirà "provocatoria") che avrebbe dovuto sintetizzare l'abbattimento di barriere alla pubblicaione che la rete ci concederebbe:

Prima:
AUTORE___casa di produzione /editrice____distributore______ FRUITORE

Adesso:
AUTORE________________FRUITORE

Il presunto meccanismo l'ho già ampiamente criticato nel mio libro "La visione Fideistica", la mia teoria è che l'incontro autore-lettore, a fronte di una tale mole di informazioni che circolano sulla rete, sia del tutto random e non necessariamente automatico nè certo.
Non credo nemmeno (ma qui posso essere accusato di invidia, lo so) che su internet  le cose "che valgono" alla fine avranno successo, per una sorta di selezione naturale. Sarà che al darwinismo a livello di idee non ho mai creduto...

Antonio Tombolini diceva giustamente che l'intermediario continua ad esisetere, ed è LA RETE (io aggiungerei: con le sue complessità). Sottolineava che questo intermediario non è affatto "neutrale", facendo l'esempio di Google

Tommaso Labranca svelava i meccanismi perversi dell'editoria tradizionale (testi completamente riscritti dall'Editore o da un pool di autori che poi firmano per il nome già affermato di turno). Faceva l'esempio tra gli altri del libro di Pulsatilla del 2006.
Poi spiegava che gli scrittori non guadagnano dal loro pubblicare (a parte rarissimi casi) ma dall' "indotto" (articoli di giornali, conferenze eccetera) che la popolarità porta con sè.
.
Questo dava il destro a Tombolini per sostenere che in fondo gli Autori possono tranquillamente rinunciare ai propri miseri redditi/diritti, a favore dello scambio di comunicazione.
Tutto pareva strano, dal momento che l'intermediario-internet  era assolutamente presente, ovvero la rappresentante di Lulu.
E  appariva chiaro che comunque sugli Autori che scrivono sulla rete è in corso un fenomeno di commercializzazione: ovvero, non è che nessuno ci guadagna. Che tutto sia gratis in uno scambio di totale generosità (un mio amico, Andrea Ovcinnicoff, - Offstudio, alla fine degli anni 80 aveva fondato una formula in ambito mail art - arte postale: il GENERATTIVISMO).
A guadagnare però nel nostro caso sono altri.
I proprietari di (non si discute, billantissime) idee COMMERCIALI.
Quindi apparirebbe che alla fine la rete favorisca NON le idee tout-court, ma le idee di business.
Altolà, lo sfruttamento del desiderio di pubblicazione è in corso da sempre off-line, le case editrici a pagamento sono sempre pronte: io stesso ho ricevuto due proposte simili negli ultimi due anni. "Pagare denaro, pubblicare tuo libro". Quindi non c'è da fare i moralisti.
Si crea un mercato e c'è chi deve/sa guadagnarci, si chiami Lulu o Palomar è uguale, anzi, Lulu è più equa. Se per uno strano (remoto) caso vende una copia del tuo libro ti riconosce un guadagno (che tu stesso stabilisci).
Poco piacevole la parentesi nella quale si diceva che duecentomila testi sono stati pubblicati con Lulu ma che pochissimi possano essere considerati validi (non vorrei ricordare male ma mi pare sia stato detto "uno o due"...). E certamente tra questi non c'è il mio. ;-)
Questo a sottolineare (involontariamente) l'inutilità di un'operazione del genere.
Fermo qui il report riferendo della giusta osservazione di Labranca: la figura dell'Editor (colui che cura l'opera di un autore, dà suggerimenti per modifche o correzioni) e che contribuisce al MIGLIORAMENTO dell'Opera, nell'ipotesi lineare di Bravuomo risulterebbe comunque e putroppo scomparsa.


Foto su Flickr di WebDays e BarCamp

William Nessuno e Garteh Jax a pranzo, foto di Roberta Milano.


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categoria: internet, editoria, scrittura, blogsfera, evoluzionismo, webdays


mercoledì, novembre 28, 2007


SIMPATICISSIMOOOOOOO! MA ANCHE NO.

La prima volta ho sentito (o meglio letto) questa espressione da una blogger a me molto cara, Eloisa di Rocco. "La Pizia"  Qualcuno la ricorda? Era la musa del blog nel 2003...
Poi da un blogger veramente odioso (che non nomino. hehehe).
La cosa funziona così.
Uno fa un'affermazione, tipo "Adesso ti copro di baci."
Poi aggiunge con aria furbetta: "Ma anche no."
Adesso questa abitudine cerchiobottista si sta diffondendo:  un bel modo italiota per dire una cosa e annullarla subito (dovessimo mai essere coerenti?).
Il "Qui lo dico e qui lo nego" ma con un'impostazione più dispettosa ed irritante.
Perchè adesso essere dispettosi e irritanti è a la page, paga.
Oggi mi è capitato di sentirlo tre volte.
Pare che un "ma anche no" sia Walter Veltroni.
Walter, ti voterò. Ma anche no.
Ti ha piaciato? (E. Petrolini)
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categoria: scrittura


mercoledì, novembre 28, 2007


CONCORSO DI SCRITTURA

Sul blog ibrid@menti viene lanciato un interessante concorso di scrittura:
 VOCI IN PROSA - IBRID@PROSA, promosso da Ibrid@menti.
Qui il link al bando, per chi volesse partecipare.
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categoria: segnalazione, scrittura, virtuale, ibrid menti


giovedì, ottobre 04, 2007


PARTITO IL PROGETTO IBRID@MENTI

E' finalmente attivo il blog ibrid@menti.


Qui un estratto del comunicato congiunto Ca' Foscari - Splinder:

Splinder e Università Ca' Foscari di Venezia:
un ponte tra Università e bloggers


Splinder, la prima community di blog in Italia, e l’Università Ca' Foscari di Venezia lavorano insieme ad un progetto che mette a confronto su alcune tematiche di attualità il mondo della Ricerca Universitaria e quello dei bloggers

Milano, 3 ottobre 2007 – Splinder, la prima community di blog in Italia, in collaborazione con l’Università Ca' Foscari di Venezia e il Centro di Eccellenza per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata, collaboreranno al progetto Ibrid@menti, un laboratorio sperimentale in cui si aprirà un confronto tra l’Università e i bloggers.

Il progetto avrà come punto di incontro il blog Ibrid@menti
(http://ibridamenti.splinder.com) ospitato da Splinder e coordinato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca' Foscari di Venezia. 

Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare un ponte tra ricerca universitaria e i bloggers utilizzando uno spazio comune condiviso dove sarà possibile un’interazione su tematiche di attualità che riguardano la Rete. Si discuterà di politica, di comunicazione, di scrittura, di identità, etc, e della loro relazione con il mondo dei bloggers. Il primo argomento di discussione sarà “L’ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale”.
La proposta iniziale è quella di avviare ricerche qualitative per scoprire in che modo i singoli blogger riescano a ottenere l'attenzione degli altri: quali sono quindi le "arti della connessione" che usano per rendere originale e attrattivo il loro blog.

A fianco del blog Ibrid@menti nasce poi una collana editoriale che pubblicherà, su carta stampata, agili monografie assegnate di volta in volta ad autori diversi scelti tra coloro che parteciperanno alle discussioni sul blog.
Saranno libri che nascono direttamente in Rete grazie ad una modalità condivisa di produzione e di aggregazione dei contenuti: una reale applicazione di un approccio user generated content collaborativo.
 
Il progetto Ibrid@menti è coordinato da Umberto Margiotta, ordinario di  pedagogia dell’Università Ca' Foscari di Venezia, in collaborazione con Mario Galzigna, Maria Mapelli, William Nessuno e il Team di Splinder.
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categoria: segnalazione, internet, scrittura, blogsfera, ibrid@menti


sabato, agosto 25, 2007


ASSOCIAZIONE CULTURALE "UBIK"


Ubik!

Ubikblog
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categoria: arte, internet, fotografia, scrittura, video, pittura, blogsfera, philip dick, ubik


venerdì, giugno 01, 2007


VISIONE D'INSIEME VS VISIONE DALL'ALTO

Nella nostra frenesia di trovare formule che descrivano un fenomeno in modo necessariamente tagliato con l'accetta e scolpito col martello pneumatico si inscrivono molte delle teorie sulla blogsfera che ognuno di noi -me compeso, ovviamente- si perita d'elaborare.

Recentemente mi ha colpito un interessante post di MarinaBellini su PiùBlog dal titolo "gli stati generali della blogsfera".
Si tratta del raconto di un dialogo con l'altro attivissimo motore di PiùBlog, Leo Sorge.
Di questo post mi interessa la prima parte, quella dove l'Autrice spiega di concordare con Sorge sul fatto che nella blogsfera  "...la fiamma si sta lentamente dissolvendo, lasciando sopravvivere solo chi nella sua evoluzione (o involuzione, secondo l'angolazione da cui la guardi) fa informazione con un metodo giornalistico e divulgativo."

Personalmente, ritengo che la blogsfera vivrà sempre più di fenomeni, di singolarità effimere destinate a scomparire dopo la eventuale pubblicazione del libro dall'editore "a la page" di turno.
Vivrà sempe di più all'insegna della "Società dello Spettacolo" come desccritta da Guy Debord.
In quanto all'informazione, non ritengo che un blogger singolo sia in grado di fornire un'informazione soddisfacente, se non a produrre anche in questo caso le SINGOLARITA' che tutti conosciamo, esemplare l'ormai storico caso di Macchianera.

Del resto, da come la vedo io. la blogsfera è ancora ricchissima soprattutto di "diari" personali, di gente che scrive le proprie opinioni sulla vita quotidiana (e non solo sulla politica o sulla cronaca) senza nessuna pretesa di essere opinion-leader, se non eventualemte dei propri sparuti lettori.
E' ricca di blog letterari collettivi che mi sembrano ormai piuttosto inutili (bisognerebbe capire chi li legge e addirittura se un autore pubblicato legge chi ha pubblicato subito prima di lui). "Depositi" per scritti altrimenti incollocabili, soprattutto poesie.
Blog colletttivi a volte impegnati in rivalità e vere e proprie, incomprensibili (dall'esterno)  FAIDE .


Non vorrei che levarsi a un livello troppo altolocato di ricerca faccia perdere di vista la connotazione di fondo che tuttora permea la blogsfera. Una connotazione polimorfa.
Ma anche che la fiamma si stia spegnendo... Perchè non dovremmo parlalr per noi "veterani": ci sono migliaia e migliaia di blog, e molti sono "appena nati" e pieni di entusiasmo.
Del resto questa idea dell'affermazione darwiniana dei blog di INFORMAZIONE mi pare avventurosa.
Nel post al quale mi riferisco mi ha colpito la mancanza di interpretazione del presunto fenomeno descritto.
Esplicitamente una scelta voluta, in attesa dei commenti dei lettori.
E commenti efficaci (dal mio modesto punto di vista) ci sono stati:

- "Non credo che "ne resterà soltanto uno" possa andar bene... però è certo che in tanti si stancheranno. " (supertriglia)


No, certo che "ne resterà uno solo" non può andar bene, anche se facendo un raffronto con quanto è accaduto con radio e TV private la tendenza potrebbe essere quella alla concentrazione, specie se si dovessero creare (per merito, per moda, per dinamiche pubblicitarie) delle tendenze a frequentare solo certi blog.
Anche se dato l'elevatissimo numero in questione è una evolozione di là da venire, distante. E nella quale personalmente non credo.
Il mio discorso, naturalmente, vale SOLO se l'accesso alla blogsfera rimarrà relativamente facile e gratuito come avviene ora...
Tanti si strancheranno, vero, ma sia tra gli sproloquiatori che tra quelli che hanno qualcosa di interessante da dire.
Questo è regolarmente avvenuto da quattro anni a questa parte.
Il turnover è scontato.

Altro comment su PiùBlog:

-"gran parte della "democraticità" di internet è apparente: tutti possono scrivere un blog e credere che solo per questo si è visibili nel mondo (...)" (http://gruppo_lettura.blog.tiscali.it/)

Esatto. Esatto.
Lo si dice in un altro comment in maniera diversa:

 - troppi blog di pseudo poeti e pseudo conoscitori di politica interna e propagandistica. Questi soffocano quei pochi interessanti che circolano (Ninando)

"Anche i blog, pur essendo un numero ancora limitato in italia, stanno diventando una massa critica estremamente entropica dalla quale molto raramente un raggio di luce riuscirà ad emergere.
Perché IL TEMPO CHE HO é limitato."

Da:  William Nesssuno, "I Blog e la visione Fideistica della Rete", febbraio 2006

Rimango dell'opinione che il problema sia quello dell'eccessivo rumore di fondo, che non permette ai pensieri più originali di emergere.
Questo, come dico da sempre, è il lato perverso della presunta "democraticità gratuita" e della "ugualglianza" della blogsfera.

Il post di MarinaBellini si conclude con una considerazione condivisibile:

"in pratica il "fenomeno" arriva alla massa durante il suo cambiamento. Un cambiamento non ancora ben definito ma che sicuramente è nell'aria."

Ecco, quello che mi interessa di solito è fiutare i cambiamenti con un minimo di anticipo.
Non DESCRIVERE i FATTI magari con tabelline ben strutturate (come fanno de sempre gli scienziati della blogsfera).
Soffermarsi sui fenomeni di punta forse non serve a definire un quadro complesso, e dichiaratamente  non è più quello che interessa PiùBlog.

Infatti alla prossima manifestazione PiùBlog, come dice MarinaBellini con un po' di suspance "il taglio del nostro evento live sarà un pò diverso, forse meno riflessivo, più spettacolare qua e là e/o comunque si baderà più ai dettagli che ad una visione globale. Più primi piani ché panoramiche."

Personalmente sono sempre andato nella direzione opposta, che in effetti è assai più perigliosa, ma tant'è.
Chi vivrà vedrà e sinceri auguri al "prossimo evento live".
:-)


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categoria: recensione, segnalazione, scrittura, blogsfera, debord, evoluzionismo, piùblog


martedì, febbraio 06, 2007


Bdigital!
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categoria: segnalazione, internet, scrittura, blogsfera, vangelo, bdigital


sabato, dicembre 30, 2006


UNO SCHIFO, ANZI, NO: GENIALE

Forse oggi tutti vogliono farsi notare per la propria capacità (o presunta elasticità) nel cambiare idea.
Niente di male, intendiamoci.
E' che a volte mi pare di scorgerci un retropensiero sospetto, in questi cambiamenti di rotta.
Per esempio prendiamo l'esimio editore Castelvecchi. Uno che in passato ha dato molto in campo di innovazione editoriale.
Arriva a Inedita a Genova (feb o6) e fa un intervento nel quale schifa i blog e la loro scrittura, in modo che io ricordo anche abbastanza arrogante e fastidioso.
Poi ecco che pubblica un bloglibro abbastanza discutibile: quello di "Pulsatilla" (che un mio caro amico ha chiamato involontariamente "PulsaNtilla").
"Noi siamo il nostro culo, che Dio ce lo salvi".
"Qual è il tasso di ragazzi gnocchi iscritti a questa facoltà?"
(sono solo due estratti, naturalmente: il libro deve essere valido nel suo insieme dato che è stato pubblicato, presentato per benino eccetera, anche se mi dicono non molto venduto in libreria... No?)
Vabbè, business is business.
Ma ecco pronto a volteggiamento anche il mitico Filippo La Porta
Il quale nel corso della puntata "che non vedrete mai" (non è vero, è andata in onda il 26 dicembre su Rai Futura) de "Il Navigatore", chiamato presumibilmente per criticare il mezzo blog , la sua attendibilità e il valore della sua scrittura (dati i suoi precedenti di cui diremo tra poco), si esibisce invece in un conciliantissimo (si potrà dire?) giudizio sul libro della summenzionata Pulsatilla.
Il giudizio si sintetizza con "La protagonista-io narrante è molto simpatica".
Sarà un giudizio di tipo diplomatico?
Sarà un giudizio per la serie "coi bloggers ho già polemizzato abbastanza"?
Come non ricordare La Porta nel tentativo di arginare le presuntuose bordate dei bloggers-critici-che-tanto-io-valgo-tanto-quanto-te?
O il suo giudizio promulgato a Pescara nel corso del Festival della Letteratura 2005 (dove ero presente) e riportato da Isabella su SciallieVentagli:

"La Porta afferma che i blog privilegiano lo stato d’animo del momento piuttosto che l’argomentazione distesa per concludere che sono una rumorosa ed aggressiva assenza di pensiero.
In platea cominciamo a chiederci quali blog ha letto."

(...)
"La Porta riprende lamentando la carenza di figure autorevoli. Ma no, rimanda Granieri, perchè ognuno si trova il proprio esperto. Quello più vicino al suo stato d’animo del momento."
(due punti di vista estremi: non ne condivido nemmeno uno)

O forse l'inspiegabile cambiamento di rotta in un anno ha a che fare col fatto che La Porta aveva appena presentato proprio il libro bloggesco di Pulsatilla e ne aveva scritto? (bello l'accorato resoconto di Tittyna) (molto interessante il dibattito sul Blog di Samuele Silva, con nei commenti interventi della stessa Pulsatilla).

Questi due esempi (protagoniste due persone, una che mi sta antipatica e una  che invece mi sta simpatica, per dire che cerco dei essere sufficientemente distaccato) fa riflettere ancora sulla intera questione blog.
Ci fa capire che anche se per noi, come ha detto Axell nell'intervista inculsa in "Il Navigatore" "il blog ormai è un fenomeno vecchio", questa mobilità di opinioni di persone autorevoli e preparate nel settore mi fa pensare che invece si sia ancora in uno stato magmatico di non comprensione -se non distorsione- del fenomeno.
Spero che sia vero quello che ha detto il Maestro Antonio Gerotto dopo la registrazione della puntata di "Il Navigatore": "Finalmente si è capito cosa sia un blog".

Tutti sanno quanto io sia critico sull'attuale blogsfera italica. Molto critico.
Ma ancora mi fa stupire l'arrancare sulla questione da parte di giornalisti, editori e simili.
Che a volte mi sembrano sparare a caso.
O secondo logiche abbastanza tristi.

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martedì, dicembre 12, 2006




PERSONE CHE HO CONOSCIUTO A LONDRA



venerdì, novembre 10, 2006


STILL DEATH

Domani devo intervistare Philippe Forest.
Non sarà facile. Sarò in preda all'angoscia. Dopo averlo letto.
Voglio chiedergli come mai questa sua idea: "Eppure non era facile scacciare la sensazione che dento la tomba, in qualche modo misterioso, quegli esseri continuassero a invecchiare."
Invece io se penso alle persone morte che conoscevo, le penso sempre in un momento ideale della loro vita, di certo non più vecchie di quando sono morte.
Magari più giovani.

Carmilla on line
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categoria: tv , scrittura, cronache random di un regista


giovedì, ottobre 26, 2006


MI RENDO CONTO

...In effetti è inquietante: avrei molte cose da raccontare (compresa la mia esperienza di intervista a Joe Lansdale) ma non riesco a trovate il tempo di scriverle...

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venerdì, ottobre 06, 2006


RIPRENDONO LE ATTIVITA' BOREALI

Sul mitico Blog "Cahiers de la Rèpublique Boreale" dopo la lunga pausa estiva sono riprese le attività creative.
Tra gli ultimi post, protagonista un Pinguino, Norel, oltre ai soliti Tattvas Lattvas, Sylvianus Hyperboreus e San Golino l'Artico...

Ricordo che siamo sempre alla ricerca di artisti, disegnatori e grafici che abbiano voglia di dare "volto" alle nostre storie...


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categoria: segnalazione, scrittura, satie, république boréale


venerdì, settembre 15, 2006


SEDE VACANTE


Come si evince dal post precedente, attualmente ho problemi di compatibilità con la blogsfera. E' un fatto.
(Tra parentesi, pare che nei nuovi vocabolari sia presente la parola BLOGOSFERA: noi che da anni diciamo "blogsfera" siamo degli illetterati a posteriori, secondo gli estensori dei suddetti. Non vorrei che fosse DeKerchove, uno straniero anche se esperto del settore e decentemente italoparlante, l'autore di questo artificio linguisitco: mi pare di averglielo sentito proporre qualche tempo fa... ).

Cercherò di portare a termine il mio compito di giurato del premio BlogOscar, dove comunque non sono mancati gli scazzi con alcuni dei giurati.
Perchè il blog sembra quasi fatto apposta per fare da parafulmine ai nostri stress, alle frustrazioni, alle repressioni che subiamo nella vita "reale". Così siamo pronti a prendercela con chi non ha detto nulla contro di noi, nè è stato aggressivo, ma a NOI EGOCENTRICI CHE NON HANNO NIENTE DA DIRE non pare vero di aver qualcuno con cui prendersela.
Magari per avere QUALCOSA  da dire...
Nei comment al post precedente io stesso mi sono SCAZZATO con un mio caro amico che ho perso di vista da anni e che ho giudicato aggresivo mentre lui voleva solo prendere contatto con me, e non avendo un account a me compariva come "anonimo".

Quindi.
Tra impegni e cose da fare che prima non avevo e quel minimo di ripugnanza per una militanza bloggesca semiobbligata -che per me ormai, dopo tre anni tre, risulta faticosa-  l'esito è naturale.
Diradare i post e anche (mi scusi qui il caro amico Freemorpheus) fare orecchie da mercante a chi mi rimprovera di non essere presente...

RIPRENDEREMO INVECE PRESTO LA REPUBBLICA BOREALE, sempre che i co-autori ne abbiano voglia...

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domenica, agosto 20, 2006


BLOG ESSENCE

"The need to speak, even if one has nothing to say, becomes more pressing when one has nothing to say, just as the will to live becomes more urgent when life has lost its meaning."
-- Jean Baudrillard

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mercoledì, giugno 21, 2006


GET BACK!

Ritorna (dopo una chiusura, una sparizione lunga un annetto) la mia amica blogger Cybergeisha.
Blogger che vanno, blogger che tornano.
Come mi piacerebbe tornasse anche La Pizia...
Nessuno parla più di lei.
Eppure.
E' stata una donna importante nella nostra storia di bloggers.
Ma è vero, del resto, la blogpalla è senza profondità, senza prospettiva.
Devozione ultrawharoliana under fifteen minutes.
Avanti un altro.
Magari che non vale un cent.
Ma che importa.
Avanti un altro, comunque.
Mi ricorda qualcosa.

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categoria: etica, segnalazione, scrittura, rage, blogsfera, william


lunedì, giugno 19, 2006


UN CASO INTERESSANTE

Il blog della spendida, sensibile e coltissima Missy è al centro di un piccolo grande caso di "interferenza" tra carta stampata e blogsfera.
Vale la pena di dare un'occhiata.

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lunedì, maggio 01, 2006


LA LUNGA NOTTTE DEL DOTTOR GALVAN

Daniel Pennac è un Autore che ho molto amato per via della mitica trilogia di Belleville.
Il suo ultimo lavoro si può definire "lavorino" per le esigue dimensioni.
La lunga Notte del Dottor Galvan ha il solito sapore ironico divertito classico di Pennac, calato in un contesto ospedaliero che rende tutto ancora più surreale, con le descrizioni dettagliate delle malattie più astruse che lo strano onnicomprensivo malato propone ai luminari e agli apprendisti come una sort di quiz. "Non mi sento tanto bene" (sottinteso: indovinate perchè?).
Sullo sfondo, la grande sfida è quella a chi sarà in grado di presentare il biglietto da visita con scritte e titoli più altisonanti.
E quindi un ruolo FORMALE più importante nella società.
Una metafora neanche troppo nascosta, anche se ammetto che io ci sono arrivato solo alla fine.
La cosa perversa è che personalmente, nella figura del Paziente ci ho visto Berlusconi.
"Il nostro paziente se ne stava lì, in piedi, sorridente, completo doppiopetto, elegantissimo (...)
"Eppure era proprio il nostro paziente, non c'erano dubbi. Ma nelle fattezza di un ometto lindo che saltellava tra i veli del suo after shave." (...) Sollevato dai rialzi delle scarpe levò verso Madrecourt  uno sguardo arzillo e si accinse a farce l'elogio di tutti noi.(...)
(,,,) Ed ecco che comincia a passarci in rassegna (...) Sul serio, un Napoleone Bonaparte all'indomani della vittoria, in procinto di tirarci il lobo dell'orecchio.
(...)
Parlava con voce limpida, come se fosse su un palcoscenico (...)
Che abbiano ragione i supporter del Cavaliere?
Berlusconì per noi è diventata un' ossessione...
Ma forse no: dato che il testo sarà messo in scena da Neri Marcorè,...
Il giovane dottor Galvan è l'unico ad avere il coraggio di dare al "Gran Veterano degli Ospedali di Parigi" ciò che merita.
Con le conseguenze del caso.

Per lui niente Biglietto da Visita.


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categoria: etica, letteratura, recensione, editoria, scrittura, daniel pennac


sabato, aprile 22, 2006


SINCRONISMI

Un NUOVO esperimento di Romanzo On Line promosso da the league of extraordinary bloggers.

QUI.