Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
martedì, maggio 20, 2008


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO KUBLAI SU SL

Kublai: presentazione del  progetto su SL

Domenica è stato presentato a cura di Mr. Volare (Alberto Cottica), alla presenza discretissima e defilata di Junikiro Jun (Giuseppe Granieri), il progetto Kublai.
La Platea era nutritissima, gli avatar affollavano lo spazio previsto fino a causare un rallentamento dei sistemi di gestione della Second Life.
Su Flickr (dove consiglio di guardare la foto a grandezza "naturale") ho messo anche didascalie sulla Seconda Identità dei presenti.
Auguro a tutti gli amici kublaian un buon lavoro, adesso.
posted by williamnessuno alle ore 10:32 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: second life, kublai


domenica, maggio 18, 2008


ALLA MOSTRA DI MARCO MANRAY


Avatar è sexy

Il nuovo Avatar (defiitivo)  di MacEwan Writer in visita alla galleria overfoto su SLwww.overfoto.it.
In mostra la videoinstallazione di Marco Manray dal titolo "walking avatars".
Marco è autore del libro "Io, reporter in second life", recentemente pubblicato da Feltrinelli.
E' un esempio per tutti coloro che vogliono cimentarsi con la fotografia su SL.
posted by williamnessuno alle ore 10:08 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: second life, sl


giovedì, maggio 15, 2008


MEGLIO CAMBIARE, NO?

MacEwan_001

ritratto di MacEwan Writer, aspetto provvisorio
posted by williamnessuno alle ore 23:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cyberpunk, fotografia ritratto, cyberavatar, second life


lunedì, agosto 27, 2007


CHE CI FA JEAN QUI?

Tornando da Alessandria mi fermo in un'area di servizio sulla A1 e dopo aver preso qualcosa da bere il mio vizio compulsivo mi porta a fare una sosta davanti ai libri, che di solito riservano poche sorprese, è già tanto se ci trovi l'ultimo Harry Potter.
Quindi potete immaginare la mia sorpresa quando ci trovo sette dico sette copie di "IL SOGNO DELLA MERCE" a firma Jean Baudrillard, edito da Lupetti. Una versione nuova e più compatta di quella che comprai e lessi nel 1987.
Indubbiamente che un libro del genere si trovi in vendita (e in così trante copie) in un Autogrill fa pensare che forse i buyers l'abbiano selezionato per via del sedere in copertina... Anche se tutto sommato le suggestione del grande sociologo francese recentemente scomparso contenute in "America" forse potrebbero rendere la cosa più in/credibile, iper-reale...
Mi affretto a ricomprarlo, notando che la quarta di copertina è stata aggiornata alla morte di Baudillard e illudendomi che l'edizione sia stata rinfrescata.
Ma torniamo a "IL SOGNO DELLA MERCE".
Un piccolo libro/antologia degli scritti baudrilladiani sul tema "pubblicità", ma che gioco-forza si deve occupare dei simulacri, delle simulazioni, del sociale, tracciando una planimetria abbastanza efficace della forza delle sue intuizioni e dà ragione nell'introduzione di Vanni Codeluppi a tante "ascendenze" nella formazione critica di Baudrillard, da Marx a  Mc Luhan, da Barhtes allo stesso Debord.
Qaundo si dice - la realtà sociale concreta viene così sempre più rimpiazzata da una simulazione attraverso segni che "si scambiano ormai senza più scambiarsi con qualcosa di reale"- , ci si affaccia prepotentemente su qualcosa che nel 1987 era solo vagamente ipotizzabile ma che adesso esiste e si chiama Second Life.
E qui arriva la mia citica a questa operazione di Lupetti, nella quale non vi è stato alcun aggiornamento nel corredo testuale, se non una inevitabile modifica della quarta di copertina, nella quale si dà atto che sì, Jean Baudrillard è morto nel 2007. E ci mancherebbe.
Dopo vent'anni, frenetici come questi, di cose ne saranno accadute, no?
Nel 1987 compravo il mio primo Macintosh dopo l'Apple II, tanto per fare un esempio. Quello superinnovativo a cubetto all-in one. Per dire.
Sarebbe stata forse utile -se non necessaria- una revisione che desse atto almeno un po' dell'ultimo Baudrillard.   E delle ultime conferme al suo indirizzo degli anni '80.
Peccato, un'occasione perduta.
Ma anche gli editori, esattamente come le TV, oggi, tendono a risparmiare e a far fruttare il magazzino...
posted by williamnessuno alle ore 14:49 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: recensione, pubblicità, postmoderno, baudrillard, second life, jean baudrillard


sabato, luglio 21, 2007


LA SPIA SECOND LIFE

Di solito ho una certa a stima di Michele Serra, trovo acuti, garbati e divertenti i suoi commenti sulla rubrica  "L'Amaca" (La Repubblica).
Però, come tanti intellettuali che hanno superato i 50, gli devo imputare una certa incapacità di proiettare i fenomeni quando si tratta di questioni cyber/virtual/telematiche.
Ieri si è cimentato in un'amaca a Tema "Second Life" veramente scarsa e talpesca.


Mentre il cyberspazio freme (in bene e in male, lo vedremo) per la rivoluzione di Second Life, mentre le Aziende , Politici, Media, Musicisti si precipitano ad aprire i propri spazi sulla piattaforma virtuale, tutto quello che riesce a inventarsi Serra è più o meno "Finalmente ho visto di cosa si tratta e mi sono tolto la paura: che vuoi che siano queste figurine quadrettose e con l'aspetto di manga."
Conclude: "Ma insomma, quello è una proiezione infantile, un processo di bambinizzazione e speriamo non di rimbambimento".
Innanzitutto, ricordo che uno dei libri più inqueietanti che mi sia capitato di leggere nella postadolescenza fu "Il Signore delle Mosche". Dei naufraghi bambini creavano una MOSTRUOSA e crudele società "bambinizzata". 
Il Cielo ce ne scampi e liberi,  (dal romanzo di Golding sono stati trartti anche due film).
In secondo luogo, conoscendo la velocità di crescita delle dinamiche virtuali e della potenza-macchina dei computers. c'è poco da credere (per fortuna, dico io) che Second Life resterà per molto tempo popolata solo da pupazzi quadrettosi.
Quindi, a Serra toglierei anche questa sua ultima tranquillizante illusione.

Sono entrato in Second LIfe alcune volte (se vi interessa con il nome di Macewan Writer), la mia macchina sebbene non certo obsoleta non è abbastanza potente per gestire il "gioco" con efficacia.
Questo sì che si congfigura in prospettiva come un limite enorme!
Ma basta andare in giro per siti per capire quale sia lo spessore del fenomeno.
I rischi o i pericoli possono esser considerati molti.

In primis l'inevitabile tentazione di portare l'immondizia del mondo reale nella Second Life: è il caso di questa notizia a proposito del "Grande Fratello".
Ebbene sì, il Grande Fratello anche in Second Life.
Quello che non si capisce bene è quale necessità si senta di riportare le banalità di certe cose che ci disgustano già nella vita reale anche nel cyberspazio.
Violenza, aggressività: Second Life non è immune.
E anche qui, mi ricollego a quanto detto poco fa ma tante altre volte, la questione è che il cyberspazio, sul quale sono stati investiti tanti soldi (e non solo "dollari Linden", la valuta semivirtuale di Second Life) DEVE RENDERE.
Aprire una televisione su Second Life o farci il Grande Fratello è -ritengo- solo una forma di scouting per sondare le possibilità di colonizzazione commerciale.
O un modo per aumentare la longevità o la credibilità di certi prodotti di scadente TV.
Anche se i risultati appaiono ancora molto incerti, e c'è chi si interroga in modo molto acuto.

Di certo una wave abbastanza forte è quella di chi tenta difare soldi veri con o riesce a fare soldi virtuali in Second Life.
Non ci trovo nulla di male, in questa crisi generalizzata dell'economia occidentale si tenta di farr soldi cone si può,
In realtà perseguo una mia linea coerente: cercare di evidenziare che l'ideale di una innovazione così potente e potenziale come il Cyberpazio andrebbe sprecata se servisse solo per riprodurre gli schemi (commerciali?) della comunicazione di massa.
O semplicenemte una simil-vita reale nel bene e nel male.
Sarebbe interessante sapere quale valenza psicologica potrebbe avrebbe questo fattore.
Uno sfogo che eviterebbe degenerazioni nella "First Life" o un motore dinamico che potrebbe amplificare le degenerazione anche nela First Life?
Non sono qualificato a rispondere a queste domande ma mi paiono più interessanti delle scialbe considerazioni di Michele Serra.
Spero che qualcuno dei brillanti esperti che stanno in rete possa dare una mano ad approfondire questi temi.
E' un fatto che First Life e Second Life corrono come linee parallele che però per ora sembrano non incontrarsi facilmente.
Le immagini di Second Life che mi colpiscono di più sono quelle dove i protagonisti volano.

Nel Grande Fratello TV, nessuno può volare.
Amen.
posted by williamnessuno alle ore 13:08 | Permalink | commenti (27) / commenti (27) (pop-up)
categoria: avatar, virtuale, cyberavatar, second life



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