OMNiCENTRALITA' = OMNIPERIFERICITA'
Domenica come minacciato sono stato al Salone del Libro.
Un tour famigliare con nipote a seguito, figurarsi!
Appena giunto incontro l'attivissima brillante
Flounder che mi apostrofa immediatamente con un "perchè non sei venuto al LitCamp?".
Detto tra noi questa serie dei vari "Camp" ormai mi annoia anche per la mancanza di fantasia nel denominare gli eventi. Fino a poco fa avevamo cose come
WebDays,
Nuovo&Utile,
IneditaBlog: insomma eventi che si connotavano.
Da un anno a questa parte abbiamo solo dei
(Qualcosa)Camp.
Mi pare chiaro che l'omologazione sia in corso galoppante nella Blogpalla se non siamo più in grado nemmeno di dare nomi originali ai progetti.
Detto questo, in realtà io del
LitCamp ero informato grazie all'ottimo
MelPunk.
Ma (bisognerebbe anche ammettere le PROPRIE colpe, non solo criticare gli altri) io sono un po' distratto negli ultimi tempi, non giro abbastanza tra i blog (nemmeno tra quelli degli amici!), non in grado di progettare spostamenti perchè a me non basta chedere in anticipo giorni di permesso, il mio lavoro pretende disponibilità totale: e infatti venerdì ho lavorato dallle 10 del mattino a mezzanotte, e il giorno dopo lo spostamento verso il Piemonte.
Dopo mesi di sonnolenza si sono svegiati all'improvviso e non posso sottrarmi.
Quindi più di quella gitarella domenicale non potevo permettermi.
Sarebbe stato ragioneevole rinunciare, ma non me la sono sentita, la Fiera (ex Salone) è sempre stata una costante.
Insomma dei
LitCamp mi aveva parlato Mel. Volevamo andare per parlare del progetto "Boreale".
Ma pazienza.
Però, a parte questo avviso di Mel, io non ne sapevo niente.
E che per restare sulla cresta dell'onda nella blogsfera occorre poter dedicare molto tempo, e, direi, farne la propria "seconda attività" principale.
Frequentare almeno alcuni dei blog principali. Se no...
Ma io confermo la mia qualità dichiarata di "scavezzacollo" e -specie in questo periodo- non mi va di sentirmi obbligato a nulla.
Questa sitruazione mi fa capire che la pretesa "omnicentralità" dei nodi della rete si può trasformare facilmente in una "omniperifericità", nella quale informazioni salienti non ti raggiungono in ogni caso.
Vuoi per la vastità della rete, vuoi per una improvvisa cortocircuitazione personale. Ma non è importante.
Volevo aggiungere che è stato un piacere conoscere personalmente
Barbara68 e
MelPunk, col quale collaboro da anni ma che non avevo mai incontrato "de visu".
Tornando "sul campo", mi ha colpito l'atteggiamento di
Flounder, che -lo ribadisco se mai ce ne fosse bisogno- stimo.
Le presento la persona che mi accompagna, definisco il nome bloggesco, l'alias, l'avatar, il nick (chiamatelo come volete) ma lei si dichiara subito con veemenza partenopea "veramente scucciata".
Vuol sapere il NOME ("ce l'avrai un nome").
Il tutto con una certa insofferenza. Sempre ironica e sorniona, mai sgarbata, per carità..
Poi dibattendo di questa questione (della quale onestamente anche io sono ormai "verarmente scucciato") inizia a chiamarmi Gugliemo ("perchè tu t chiami Guglielmo, no?").
Ritengo che questa faccenda stia andando oltre.
Questa questione del nome VERO è ridicola.
Ho già smesso di frequentare un blog collettivo sul quale mi trovavo molto bene per questa questione reiterata, proposta alla nausea, ridibattuta con istinti a volte poliziesco-inquisitori.
Sempre allo stesso modo.
Solo i veterani della Rete sono in grado a fondo di capire la questione.
Altrimenti molti lo considerano come minimo un vezzo fastidioso, nella peggiore delle ipotesi un pericoloso tentativo di dissumulazione che potrebbe avere intenti delinquenziali (sic!)
Sono anche stufo di dare spiegazioni sulla genesi e il significato del mio Alias:
del resto non essendo famoso come Nek non ho il diritto di voler usare un Alias. No?
Però devo dire che sia nell'ambiente radiofonico (Rai Radio3) in cui William ha debuttato e quello teatrale nel quale ha ripetutamente operato NESSUNO si è mai posto questo problema poliziesco.
William è stato sempre William e basta, anche se TUTTI sapevano il "vero" nome nessuno si è mai posto in modo morboso il problema di come chiamarmi. E mi chiamano William.
Cosa vorrà dire?
Quindi, abbastanza paradossalmente, questo problema viene posto con tanta forza solo in ambito blog, la pretesa frontiera di grande innovazone, rottura degli schemi e democraticità.
E onestamente sono stufo e deluso di accorgermi che l'istinto di catalogazione e omologazione è tracimato ampiamente dalla vita quotidiana ai territori liberi della Rete.
Adesso mi chiamo
Asdrubale, perchè
A ME va così.