Magnethic MetaBlog



“Heart and Soul,
One will burn.”

- Joy Division
venerdì, aprile 11, 2008



COME UN TAZE-BAO

Lo so. è un'illusione che tutti leggano quel che si scrive in un blog.
Comunque .
Chi passasse di qua, sappia che il mese di marzo (compreso questo inizio aprile) è stato estremamete impegnativo con trasferte continue dalla lombardia  alla puglia al piemonte (con passaggio per roma per i montaggi).
Ora vado a casa a votare.
QUINDI NON HO AVUTO IL TEMPO DI RISPONDERE NEMMENO ALLE EMAIL.
In particolare voglio ringraziare e scusarmi con Anna58 che ha fatto la revisone del mio libro "La Visione Fideistica" e Marco Minghetti che da tempo aspetta un mio pezzo calviniano per il suo metablog,
Per Ibrid@menti ho prodotto qualcosa, anche se probabilmente non al livello di tutti gli altri . 
Faccio del mio meglio, evidentemente non è abbastanza...
posted by williamnessuno alle ore 12:06 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: tempo, williamnessuno, ibrid@menti


mercoledì, marzo 26, 2008


SIAMO UOMINI O CAPORALI?

Davanti alla scuola frequentata dalla nostra ragazzina, all'ora di entrata e di uscita c'è un anziano signore "in borghese col cappello in divisa", o meglio con un giaccone tipo ANAS con la scritta roboante "Nonni e Viglii".
Normalmente bivacca discorrendo con altri anziani di calcio o di politica (la destra impazza, naturalmente).
Ma quando si avvicina il suono del campanello, mentre le auto dei genitori si accalcano, lui, indomito, inizia a spalettare avanti e indietro, "no qui non può stare", "si sposti", "via da lì", e non ci sono storie, ti fa allontanare. Uno zelo quasi asburgico, accidenti, quasi quasi lo ammiro anche se è un vero scassapalle, mi ricorda i vigli urbani  della mia hometown che non sentono cazzi, se ti devono randellare lo fanno con tutto l'aplomb del caso.
Lui, a dire il vero, un po' scomposto, nella giacca aperta oversize blu e giallo canarino catarifrangente e il cappelletto da U.S.S. Nimitz con qualcosa scritto sulla parte anteriore (non "Nimitz" di certo).  Vuoi mettere col fregio con i grifoni mandrogni che reggono la croce della Lega Lombarda (quella vera, of course, non la sbruffona riproposizione) e la scritta "deprimit elatos levat alexandria statos" che sancisce l'avvenuto sbertucciamento del Federico, non quello splendor mundi, quell'altro antenato imperiale con la barba rossa, per contrastare il quale fu fondata appunto la mia "città della paglia", (tetti dell'omonimo materiale), o della "palea" (circondari molto paludosi, tra i due strategici fiumi).
Insomma il vecchietto comincia a starmi sulle palle ma dall'altro lato lo ammiro.
Un così attento difensore delle regole nei circondari della Capitale! Terre di non fatturatori, di dimezzatori di affitti dichiarati con la scusa che le tasse sono troppo alte, e chissenefrega se TU le devi (e le vuoi) pagare tutte... E anzi le paghi di più perché i soldi che dai a loro non puoi nemmeno scaricarli.
Almeno col governo Prodi avevano preso un po' di cagozzo ("adesso non possiamo fare più le cose come si deve") e si dovevano inventare altri modi di NON fatturazione. Ma "dura minga, dura no". Gente finalmente felice, rasserenata che ora torna il Berlusca. "Nella Casa delle Libertà, ognuno fa un po' il cazzo che gli pare!"
Insomma, lo smulinante vigile (no no no nonno) proietta severo la sua protezione sugli infanti che sortiscono dalla scuola, con le prof (viglli anche loro) che si assicurano i ragazzini siano prelevati per certo dal genitore (o chi ne fa le veci).
E quando tutto il bailamme si esaurisce, e la via torna quieta, il Nonno e Vigile si avvia alla sua Panda nuovo modello  giallo citrino.
Parcheggiata quotidianamente, regolarmente in uno spazio giallo anche lui, formalmente destinato a un qualche sfortunato handicappato.
E 'sciao.
Chi custodisce i custodi?
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martedì, gennaio 15, 2008


SE A QUALCUNO DOVESSE MAI INTERESSARE....

Sto per tornare...
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categoria: blogsfera, williamnessuno


giovedì, gennaio 10, 2008


LA RETE CHE CAMBIA

Il provider col quale avevo iniziato in pienao sogno internet (1993) si chiamava Galactica che fu assorbito come altri da Elitel.
Adesso dopo la corsa alla concentrazione i server di Elitel sono tutti off-line, la società probabilmente sull'orlo del fallimento, il personale in cassa integrazione.
In questi eventi tristemente drammtici -o farseschi, come al giorno d'oggi va di moda in questo Paese- il mio Dominio - magnethic.it - è off line pure lui di conseguenza.
Chiunque volesse o dovese scrivermi può farlo provvisoriamente a willubik@libero.it.
In una decina di giorni tutto ciò che riguarda magnethic.it riprenderà a funzionare con e su register.it
Buona concentrazione a tutti.
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venerdì, dicembre 21, 2007


MA GUARDA COSA TI PARTORISCE IL CERVELLO... / 2


Stanotte atro sogno paraprofessionale.
In uno studio TV in allestimento (lo stanno ridipiingendo azzuro, in realtà riconosco un vecchio studio di Teleradiocity della mia adolescenza rimesso a nuovo) Piero Chiembretti (che nella realtà ho conosciuto solo durante un'intervista nella quale è stato super), col quale sto visionando un nuovo programma TV che stiamo allestendo mi dice: "Ma ci hai messo le immagini del lupo che sputa? Eh? Le hai trovate? No perchè è divertentissimo!".
Sarò mica ossessionato dal lavoro? Eh?
:-(
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categoria: tv , what if, williamnessuno


martedì, novembre 20, 2007


MA GUARDA COSA TI  PARTORISCE IL CERVELLO...

Ieri notte, un sogno veramente strano, inspiegabile ma non troppo, alla fine.
Mi mandano (penso, perchè non ricordo chi e come mi commissiona questo lavoro) a girare un qualcosa sul calcio (argomento da me, come si sa, fortemente detestato). Fin qui, va bene.
Ma mi mandano a girare con una troupe veramente particolare: Gino & Michele.
Michele è l'Operatore, Gino (foto)  l'Assistente (e già qui mi pare molto strano.)

Poi d'improvviso io vedo su un televisore Gino che va in video in primo piano e rilascia un'intervista su qualche evento legato alla partita. Penso si tratti di qualche incidente, Poi penso che non capisco come posso vedere quello che sto girando già in onda.
E penso che non sia politicamente corretto fare andare in onda un'intervista all'assistentre operatore. Poi mi dico che lui è testimone dell'evento (quale evento non lo so davvero).

Se devo dare una banale interpretazione posso evidenziare alcuni elementi.
Che Gino & Michele li ho sempre stimati molto.
Che non mi sono mai spiegato la loro passione calcistica (interista: epici gli scontri con non ricordo più  quale Gialappa's, milanista, che avvenivano praticamente ogni giorno).
Che in questi giorni la passione calcistica è stata (anche troppo) sui media a causa degli incidenti accaduti.
Quello che non mi spiegherò mai è come sarebbe stato possibile che loro lavorassero con me (poi in quei ruoli!), e non io con loro...
Ciao Gino, ciao Michele.
Ricordo sempre con piacere la breve parentesi di collaborazione con voi.
Ero una schiappa nel genere, ma mi sono divertito...
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lunedì, ottobre 22, 2007


NON SCHERZIAMO

L'assurdità della ormai famigerata "legge sui blog" di stampo fascista -o se preferite CINESE- che prevederebbe la  registrazione dei blog a un pubblico elenco e (forse) additittura l'esigenza di un Direttore Responsabile (previa pagamento dell'imprescindibile tassa di prammatica nel BelPaese) sta rimbalzando qua e là nella blogpalla giustamente annichilita.
Il Centrosinistra invece di fare le leggi da secoli rimandate (conflitto di interessi, per esempio) fa un favore alla destra che da tempo -quantomeno coerentemente con la propria impostazione ideologica- sta appresso a una forma di controllo della rete, di pretese registrazioni, di creazione di elenchi, di fotocopie di documenti di identità che rendano facile il controllo su CHI dice qualcosa.
Qualunque cosa.
Nuovamente VERGOGNA.

Sul tema
Axell, un esempio
Suzukimaruti, troppo comprensivo
Beppe Grillo, che potrebbe fare a meno di paragonare Levi a Nessuno :-)
Gentiloni, sperando che abbia capito il significato della parola "democrazia".
Teo, giustamente veemente
Io ho firmato
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martedì, settembre 25, 2007


CRONACHE RANDOM DI UN REGISTA ITINERANTE / 3

Hp potuto constatare con soddisfazione che la mia simpatica e modesta collega montatrice RUSSA Olga, con due lauree, conosce la lingua italiana MEGLIO di Autori e Collaboratori ai Testi del programma per il quale lavoro.
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domenica, settembre 23, 2007


CRONACHE RANDOM DI UN REGISTA ITINERANTE / nota

Ammesso che interessi...

Per facilitare una lettura globale sto taggando tutti i post collegati alle mie esperienze di viaggio-lavoro (anche quelli che risalgono a quando su Splinder non c'erano TAGs) come "cronache random di un regista", dato che la definizione completa non ci stava...
Al momento sono arrivato al 2005, conto domani di terminare il tutto.
posted by williamnessuno alle ore 18:26 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, settembre 22, 2007


CRONACHE RANDOM DI UN REGISTA ITINERANTE/ 2

A Parma, perseguitati dalle mosche fin dentro il piatto.
Il cameraman bolognese dice serafico: "E' per via degli allevamenti di maiali".
Sarà vero?
Lo conosco, lui fa sempre il sapientone.
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venerdì, settembre 21, 2007


CRONACHE RANDOM DI UN REGISTA ITINERANTE / 1

In qualche modo, quando ti dicono "naturalmente è nostro ospite" è una cosa buona.
La Rai rimborsa, ma devi presentare i conti (dopo averli fatti...) e passano due mesi.
Quindi, quando dicono "naturalmente è nostro ospite" è cosa buona.
In teoria.
Perchè il 50 per cento delle volte le prenotazioni che ti fanno sono sbagliate.
E tu ti ritrovi a peregrinare come un follle nel cuore della notte, dopo aver guidato almeno 500 km, alla ricerca di un posto dove dormire.
Naturalmente, quando sbagliano, c'è sempre qualche fiera in corso in città.
E gli Hotel sono stracolmi...
Auguri.

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sabato, settembre 01, 2007


POSTILLE ALLA "VISIONE FIDEISTICA"

Gira che ti rigira le fonti vengono sempre a galla.
Quelle letture che ti influenzano talmente che stanno in agguato, pronte a riaffiorare e a fungerti da monito subliminale. Dopo moltissimi anni.
Da poco ho parlato del libro "Il Sogno cella Merce" di Jean Baudrillard.
Rileggendolo dopo tanti anni trovo le radici dI "I BLOG E LA VISIONE FIDEISTICA DELLA RETE".

"Tutte le funzioni sono abolite nell'unica dimensione della comunicazione. E' l'estasi della comunicazione. Tutti i segreti, tutti gli spazi, tutte le scene sono abolite nell'unica dimensione dell'informazione: è l'oscenità."

In questa parte si ravvisa una singolare assonanza con le teorie di Guy Debord,  basta sostituire la parola "comunicazione" con "spettacolo".

"Alzo la cornetta del telefono
(sostituite "MODEM"), e ci siamo: tutto  il circuito marginale mi aggancia, mi bersaglia, con l'insopportabile buona fede di tutto ciò che vuole, e pretende, di comunicare.
Le RADIO LIBERE
(sostituite con BLOG): parlano cantano, si esprimono; bene è l'oscenità simpatica del contenuto in termini di medium un po' diversi, il risultato è questo: uno spazio , quello della MODULAZIONE DI FREQUENZA (sostituite INTERNET) viene saturato, le stazioni si accavallano, si mescolano (al punto che certe volte non riescono più a comunicare): qualcosa che era libero perchè c'era dello spazio non lo è più -forse la parola è libera, ma io sono meno libero di prima: non riesco più a sapere che cosa voglio, tanto saturato è lo spazio, tanto forte è la pressione di ciò che vuol farsi sentire,
Cado nell'estasi negativa della RADIO."
(sostituite BLOG).
 
Jean Baudrillard, in "Il Sogno della Merce", Lupetti 1987, tratto da "Simulacres et simulations", Galilèe, 1981
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domenica, agosto 12, 2007


BREAK


IN effetti sono parecchi giorni che non posto, tra un problema e un impegno.
Diciamo che ci rivedimo dopo ferragosto.
Saluti a tutti.
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mercoledì, giugno 27, 2007


DOVE SONO LE NOVITA'




Avendo scoperto sul blog di Axell che ci sarebbe stato un evento di Net TV ieri sera, sfregandomi le mani ho pensato che sarebbe stata un'occasione per rendermi conto di cosa bolla in pentola nel mondo delle tv via web, che -shame on me- ancora conosco poco.
L'Inizio è stato entusiasmante, tutti in attesa come davanti alle TV in bachelite per Lascia o Raddoppia, quegli ottanta novanta spettatori che chattano forsennatamente tra loro (mi butto immediatamente nella mischia).
Compaiono nomi a me noti, come Floflosky, e poi amici come Sergio Maistrello, lo stesso Antonio Sofi (che è previsto anche come relatore nel programma). Più tardi comparirà anche il vecchio amico Winston, che non seguo più, non per mia volontà, da quando ha reso "privato" il suo blog.
In un rumoreggiare da stadio, tra problemi tecnici che al posto delle pecore di intervalliana memoria ci propongono video musiicali, si inizia, con un siparietto dei simpatici Non Rassegna Stampa (mi rubano inconsapevoli una battutiella che volevo postare sul nomen-omen del nuovo Capo della Polizia: Manganelli).
Poi, il conduttore Tessarolo per intrudurre il tema PARLA COME MANGI, CHI FA INTERNET PARLA UN LINGUAGGIO CHE AI PIU' E' SCONOSCIUTO, che fa?
Lancia un maledettissimo VOX POPULI!

Ora tocca aprire una parentesi.
Qualcuno saprà che il mio mestiere (quello che mi dà da vivere) è quello di regista.
E' ii mio mestiere, la TV la conosco.
Un anno fa, nel programma Rai in cui lavoravo, ci convocarono, noi registi, e ci spiegarono che per imperscrutabili ragioni autorali, da quel momento avremmo dovuto girare, al posto dei servizi su mostre d'arte, manifestazioni, opere liriche (la mia specielitò)  solo VOX POPULI.
Di quele cose tipo "signora lei cosa ne sa dell'influenza aviaria?" oppure (sic!!!) "cosa si festeggia il 25 Aprile?"
Vogllio solo dire che quel giorno per noi fu un duro colpo. Mi sembrò (e mi sembra ancora oggi) un modo indegno di fare TV, retrivo, con quel modo di sfruttare le debolezze, gli errori, le sgrammaticature delle persone colte per strada.
Per valorizzare in montaggio la tesi che si vuol far passare.
E infatti nella chat le reazioni erano soprattutto sottolineature degli errori e del parlare goffo degli intervistati.

Poi, gli interventi intelligenti di Axell, di Sofi, di Mantellini. Il dibattito pacato sull'assurdo sondaggio SWG sui blog (contro il quale Axell e il sottoscritto si erano già scagliati a tempo debito).
Le annotazioni su quanto fuori dal nostro giro le cose siano "oscure" anche ai giovani universitari, altro che agli anziani a bassa scolarizzazione del Vox Populi.

Questo dibattere si è caratterizzato in particolare per la dislocazione di coloro che intervengono, sparsi per ogni dove con le webcam.
Ma in cosa - se non per il tema strettamente internettiano e elitario- questo differiva dai dibattiti televisivi standard?

La Chat, la chat era veramente il punto forte della serata, del mezzo, del sistema.
E l'insert della Gag di Corrado Guzzanti "Aborigeno, ma io e te che cazzo se dovemo dì?"

Allora, quel'era il NUOVO in questa televisione via Web?

Direi che l'esposizione del dati statistici con un filmato accelerato di una mano che li scrivera l'ho trovato ben studiato, anche se con una musica techo ALLUCINANTE di sottofondo...
Come sopperire con intelligenza a un limite tecnico (qualcuno in chat ha detto che in TV vanno verso gli schemi digitali dei sondaggi e noi su internet scriviamo col pennarello, non cogliendo il vero senso  forte  del sistema adottato).

Poi nel finale, l'intervento di Axell "con la parrucca" (anticipato varie volte da Tessarolo).
Gli effettini digitali (parrucca bionda, accetta nel cranio, coltello che trapassa) hanno dato il sapore della parte goliardica del web, distraendo però TOTALMENTE da quello che l'ottimo Axell aveva da dire...

Ma tutto aveva un po' il sapore della Telecity del 1978-79, quando ci si inventavano le trovatine comico-deliranti, dove si surrogava con l'ingegno quello che non si poteva fare professionalmente, dove in caso di emergenza si mandava il videoclip  dei Police (allora però era una novità) con la voglia di fare uno sberleffio alla TV "vera" (Rai) ma dall'altro di tentare di imitarla.
Per diventare uguale o peggio,
Come poi avverrà (non parlo di Teleradiocity in particolare ma del tragitto che potremmo chiamare con efficacia "dalle televisioni LIBERE a Mediaset").

Allora, mi dispiace dire che, sebbene io mi sia veramente divertito ieri sera, ho avuto poco alla volta la confema alla mia teoria (in "I blog e la visione Fideistica della Rete", qui in una versione ancora incompleta) che il web andrà poco alla volta NON a costituire la tanto decantata e prefigurata ALTERNATIVA ai media di massa televisivi.
Invece secondo quanto previsto da Guy Debord,  andrà a inserirsi a pieno titolo nella "società dello spettacolo" golbale.

Ne ho scritto diverse volte, ne ho parlato.
Purtroppo più passa il tempo, più la vedo concretizzarsi.



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venerdì, giugno 01, 2007


IL RITORNO

Dopo un periodo di pressione lavorativa e-sa-ge-ra-to, sto per tornare...


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lunedì, maggio 21, 2007

 
IMAGO ROMAE

Sono qui.

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mercoledì, maggio 16, 2007


OMNiCENTRALITA' = OMNIPERIFERICITA'

Domenica come minacciato sono stato al Salone del Libro.
Un tour famigliare con nipote a seguito, figurarsi!

Appena giunto incontro l'attivissima brillante Flounder che mi apostrofa immediatamente con un "perchè non sei venuto al LitCamp?".
Detto tra noi questa serie dei vari "Camp"  ormai mi annoia anche per la mancanza di fantasia nel denominare gli eventi. Fino a poco fa avevamo cose come WebDays, Nuovo&Utile, IneditaBlog: insomma eventi che si connotavano.
Da un anno a questa parte abbiamo solo dei (Qualcosa)Camp.
Mi pare chiaro che l'omologazione sia in corso galoppante nella Blogpalla se non siamo più in grado nemmeno di dare nomi originali ai progetti.
Detto questo, in realtà io del LitCamp ero informato grazie all'ottimo MelPunk.
Ma (bisognerebbe anche ammettere le PROPRIE colpe, non solo criticare gli altri) io sono un po' distratto negli ultimi tempi, non giro abbastanza tra i blog (nemmeno tra quelli degli amici!), non in grado di progettare spostamenti perchè a me non basta chedere in anticipo giorni di permesso, il mio lavoro pretende disponibilità totale: e infatti venerdì ho lavorato dallle 10 del mattino a mezzanotte, e il giorno dopo lo spostamento verso il Piemonte.
Dopo mesi di sonnolenza si sono svegiati all'improvviso e non posso sottrarmi.
Quindi più di quella gitarella domenicale non potevo permettermi.
Sarebbe stato ragioneevole rinunciare, ma non me la sono sentita, la Fiera (ex Salone) è sempre stata una costante.

Insomma dei LitCamp mi aveva parlato Mel. Volevamo andare per parlare del progetto "Boreale".
Ma pazienza.
Però, a parte questo avviso di Mel, io non ne sapevo niente.
E che per restare sulla cresta dell'onda nella blogsfera occorre poter dedicare molto tempo, e, direi, farne la propria "seconda attività" principale.
Frequentare almeno alcuni dei blog principali. Se no...
Ma io confermo la mia qualità dichiarata di "scavezzacollo" e -specie in questo periodo- non mi va di sentirmi obbligato a nulla.

Questa sitruazione mi fa capire che la pretesa "omnicentralità" dei nodi della rete si può trasformare facilmente in una "omniperifericità", nella quale informazioni salienti non ti raggiungono in ogni caso.
Vuoi per la vastità della rete, vuoi per una improvvisa cortocircuitazione personale. Ma non è importante.

Volevo aggiungere che è stato un piacere conoscere personalmente Barbara68 e MelPunk, col quale collaboro da anni ma che non avevo mai incontrato "de visu".

Tornando "sul campo", mi ha colpito l'atteggiamento di Flounder, che -lo ribadisco se mai ce ne fosse bisogno- stimo.
 Le presento la persona che mi accompagna, definisco il nome bloggesco, l'alias, l'avatar, il nick (chiamatelo come volete) ma lei si dichiara subito con veemenza partenopea "veramente scucciata".
Vuol sapere il NOME ("ce l'avrai un nome").
Il tutto con una certa insofferenza. Sempre ironica e sorniona, mai sgarbata, per carità..
Poi dibattendo di questa questione (della quale onestamente anche io sono ormai "verarmente scucciato") inizia a chiamarmi Gugliemo ("perchè tu t chiami Guglielmo, no?").

Ritengo che questa faccenda stia andando  oltre.
Questa questione del nome VERO è ridicola.
Ho già smesso di frequentare un blog collettivo sul quale mi trovavo molto bene per questa questione reiterata, proposta alla nausea, ridibattuta con istinti a volte poliziesco-inquisitori.
Sempre allo stesso modo.
Solo i veterani della Rete sono in grado a fondo di capire la questione.
Altrimenti molti lo considerano come minimo un vezzo fastidioso, nella peggiore delle ipotesi un pericoloso tentativo di dissumulazione che potrebbe avere intenti delinquenziali (sic!)
Sono anche stufo di dare spiegazioni sulla genesi e il significato del mio Alias: del resto non essendo famoso come Nek non ho il diritto di voler usare un Alias. No?

Però devo dire che sia nell'ambiente radiofonico (Rai Radio3) in cui William ha debuttato e quello teatrale nel quale ha ripetutamente operato NESSUNO si è mai posto questo problema poliziesco.
William è stato sempre William e basta, anche se TUTTI sapevano il "vero" nome nessuno si è mai posto in modo morboso il problema di come chiamarmi. E mi chiamano William.
Cosa vorrà dire?

Quindi, abbastanza paradossalmente, questo problema viene posto con tanta forza solo in ambito blog, la pretesa frontiera di grande innovazone, rottura degli schemi e democraticità.

E onestamente sono stufo e deluso di accorgermi che l'istinto di catalogazione e omologazione è tracimato ampiamente dalla vita quotidiana ai territori liberi della Rete.

Adesso mi chiamo Asdrubale, perchè A ME va così.


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mercoledì, maggio 09, 2007


IL CASALE DEGLI OZIOSI


Fino a qualche giorno fa sulla via Flaminia verso il Km 30 c'era un locale che mi ha sempre attirato, ma dove non sono mai ruscito ad andare.
Da anni quasi ogni giorno ne vedevo la discreta insegna nera, "il Casale degli Oziosi", e ho sempre pensato che fosse un nome ironico e originale.
Si sono sempre fatti piani: "Un giorno ci andremo", stava lì a stimolare la nostra fantasia, chssà che tiipo di cucina fanno, chissà se è costoso, chisssà...
All'improvviso, sono apparse due pacchiane insegne enormi bianche al neon.
"Il Casale degli Oziosi" si è trasformato nella banalissima pizzeria-ristorante "Mari e Monti".
Nome più banale non si può immaginare.
La faccenda mi ha scatenato una delle mie solite riflessioni amare.
In questo tipo di società televisionara, in questo paese, l'originalità e la discrezione sono sempre destinate a soccombere.
Siamo un paese di Mari e Monti, non di Casali degli Oziosi.
Perchè il marketing deve essere leggibile da tutti, perchè ogni intelletualismo deve sparire in favore della banalità dell'ovvio e della ripetitività.
Non credo ci fossero altri Casali segli Oziosi in Italia.
Di Pizzerie Mari e Monti ce ne sono ovunque.
Un'altra singolarità è stata soppressa in favore della chiassosità al neon.
Addio "Casale degli Oziosi".


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martedì, aprile 17, 2007

 
TV DEL DOLORE

AAA
Afflizioni ed
Affini
Affittansi
Affinchè
Affianchino
Affabulatori flebili.

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domenica, aprile 01, 2007



GOLD by ALESSANDRA CELLETTI



Anteprima girato col mio telefono cellulare di una canzone inedita della pianista cantante Alessandra Celletti.
regia: William Nesssuno
Nokia 7610

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